Come si costruisce un carro di Carnevale: la tecnica della cartapesta
Un carro di Carnevale si costruisce in cartapesta: carta di giornale bagnata, pestata e mescolata a colla, modellata su uno scheletro di filo di ferro e poi colorata. A Viareggio la variante si chiama carta a calco, perché la carta viene sagomata sopra un calco in gesso.
La tecnica ha una data e un nome: 1925, Antonio D'Arliano.
La cartapesta prima dei carri
La cartapesta non nasce col Carnevale. L'uso artistico è attestato in Italia sin dal Cinquecento, quando si realizzavano statue sacre in cartapesta a somiglianza del legno, e nel Seicento era impiegata in Spagna come materiale povero per le statue dei santi dei cortei sacri.
A Putignano, in provincia di Bari, l'usanza di usarla per i carri comincia a fine Ottocento, e serviva a un fine preciso: le caricature a sfondo politico.
Viareggio: dai calessi ai carri
La sfilata viareggina nasce il 25 febbraio 1873, martedì grasso: l'idea venne ai tavoli del Caffè del Casinò, inaugurato quarant'anni prima, e la tradizione nacque in risposta al malcontento sulle tasse.
I primi «carri» erano calessi e carrozze addobbate con fiori e festoni, e la sfilata partiva da via Regia.
Dal 1883 le carrozze fiorite vennero sostituite dai carri allegorici in ferro e legno. I primi furono costruiti con strutture di legno, scagliola e juta, modellati da scultori locali e assemblati dai carpentieri e dai fabbri dei cantieri navali.
Nel 1905, con il crescere delle scenografie, la sfilata si spostò dai vicoli del centro ai Viali a Mare.
1925: la carta che cambia tutto
Prima del 1925 i carri erano pesantissimi e pericolosi, fatti di gesso e legno.
Quell'anno Antonio «Tono» D'Arliano inventò a Viareggio la tecnica della carta a calco, comunemente detta cartapesta: carta di giornale, acqua e colla di farina. Il primo carro realizzato così fu «I tre cavalieri del Carnevale», per l'edizione 1925.
La novità fu adottata in fretta: già dal 1926 la usava gran parte dei costruttori viareggini.
Il vantaggio era doppio: figure enormi ma leggere, e quindi la possibilità di farle muovere. Non a caso nel 1921 un carro aveva ospitato per la prima volta una banda musicale — era «Il Tonin», una festa nuziale — e nel 1923 alcuni carristi cercarono di far muovere anche i pupi.
Come funziona la carta a calco
Il procedimento parte da un modello che poi viene buttato via, e usa quattro materiali soltanto: creta, gesso, carta di giornale e colla.
1. Si modella il soggetto in creta. 2. Dal modello si ricava un calco in gesso: sono le forme che serviranno da negativo per i mascheroni. 3. Dentro il calco si stende la carta di giornale, strato su strato, con la colla fatta di acqua e farina. 4. Ad asciugatura completa la figura si stacca dalla forma: è cava e leggera. 5. La cartapesta viene rinforzata con un'anima di barre, perché regga le ore di sfilata.
È il motivo per cui a Viareggio si dice carta a calco e non cartapesta: la carta non viene impastata, viene sagomata sopra il negativo in gesso del soggetto.
Che cosa regge il peso
Sotto le figure c'è una piattaforma su ruote, ed è lei a sostenere tutto: il peso dei mascheroni e le centinaia di persone mascherate che salgono sul carro — circa duecento per i carri maggiori.
Che cosa ci finisce sopra
I carri allegorici sono sovrastati da figure in cartapesta che mettono in scena eventi di attualità o temi generali in forma ironica: la satira è parte della costruzione, non una decorazione. Il gusto per lo sberleffo non è solo viareggino: il catalogo dei carnevali storici raccoglie le altre feste.
La cartapesta è rimasta la materia prima dei carri viareggini, e la manifestazione viene descritta come il più grande spettacolo al mondo nel suo genere.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra cartapesta e carta a calco?
Nella cartapesta la carta viene bagnata, pestata e mescolata alla colla, poi modellata su uno scheletro di filo di ferro. Nella carta a calco viareggina si stende a strati dentro un calco in gesso ricavato dal modello in creta.
Con che cosa si fa la colla dei carri?
Con acqua e farina: la stessa usata da Antonio D'Arliano nel 1925, insieme alla carta di giornale.
Quando è nata la tecnica?
Nel 1925, a Viareggio. Dall'anno successivo era già adottata dalla maggior parte dei costruttori.
Altre feste in provincia di Bari
Vicino a questo paese, altre feste da scoprire.
- Festa dei Santi Medici a Bitonto — ottobre
- Maria Ss. della Stella ad Adelfia — aprile
- San Nicola del mare a Torre a Mare a Bari — agosto