Chi costruisce le luminarie delle feste: il mestiere del paratore
Le luminarie delle feste patronali le costruisce il paratore. Il mestiere consiste nella produzione, nell'installazione e nella manutenzione delle «parazioni», cioè degli addobbi artistici per i festeggiamenti dei santi, ed è un lavoro che in Salento si tramanda dentro le stesse famiglie da generazioni.
Il primo documento che nomina un paratore per nome è del 12 giugno 1876, e riporta anche il compenso: venticinque lire.
Che cosa fa un paratore
Il paratore produce, installa e mantiene le strutture. Sono lui e la sua squadra a costruire quelle che oggi si chiamano architetture di luce, e che nel linguaggio del mestiere restano «parazioni» — addobbi artistici per i festeggiamenti dei santi.
Il documento del 1876
La carta che apre la storia documentata del mestiere è datata 12 giugno 1876 e riguarda la famiglia Parisi. Descrive una giornata precisa:
> «Nel giorno di domenica ultimo scorso 4 del corrente mese ricorrendo la festa dello statuto si fece parare la pubblica piazza e la sera illuminarla dal paratore Sabatino Parisi perlocché si promise allo stesso il compenso di lire 25».
Da quel foglio parte la storia della famiglia Parisi nelle luminarie: un avo che nel 1876 già lavorava «in qualità di paratore, ossia allestitore».
Le dinastie del mestiere
L'altra storia di famiglia comincia poco dopo. Nel 1898 Salvatore Mariano svolge il mestiere di paratore insieme ai suoi, e alla fine dell'Ottocento nasce la Mariano Scenografie Luminose.
- 1946: il figlio Eliseo fonda la «F.lli Mariano».
- 1973: l'impresa diventa «Ditta Comm. Eliseo Mariano».
- Fino al 1985 prepara «maestosi addobbi elettrici» a Scorrano.
- 1986: Lucio Mariano si occupa stabilmente di luminarie, dopo aver maturato esperienza lavorando al fianco del padre Eliseo fin da bambino.
In tutte e due le famiglie il mestiere passa di padre in figlio.
Da «lumi in aria» alle luci a LED
Il nome dice la tecnica: luminarie sta per «lumi in aria». L'usanza era addobbare le piazze accendendo lumi a olio appesi ad archi lignei dipinti a mano, e nacque legata alla devozione dei santi: il numero dei lumi accesi indicava il grado di intensità delle preghiere.
Le strutture erano fatte di pali e archi di legno — le parature — a cui si attaccavano bicchieri pieni d'olio con uno stoppino, accesi uno per uno. Agli inizi del Novecento le luminarie erano ancora a carburo o a olio, perché l'energia elettrica non era in uso.
Il passaggio è stato lungo: dai lumi all'acetilene, poi alle grandi lampade dei primi anni della luce elettrica, quindi alle lampadine a incandescenza, bianche o con il vetro colorato, e infine al LED, che ha sostituito l'incandescenza. Per il montaggio si usano piattaforme di sollevamento, che arrivano anche a 30 metri di altezza.
Quando nascono le luminarie
Le luminarie delle feste pubbliche sarebbero apparse in Italia già nel XV secolo, usate dalle famiglie nobili locali per mostrare la propria ricchezza, insieme a tornei di giostra e fiere. Dal XVI secolo e per tutto l'Ottocento l'Italia conobbe una fioritura di feste con parazioni, che si svilupparono soprattutto a Roma e a Napoli: vi furono coinvolti i maggiori artisti del tempo — Bernini, Grimaldi, Pietro da Cortona — e prima ancora Michelangelo fornì disegni per le feste luminose.
La festa ha quindi un'origine colta e attraversa tutti gli strati sociali; la storia delle parazioni nasce dalla convivenza di sacro e profano, di cristianesimo e paganesimo. Le luminarie come spettacolo al buio sono invece più recenti: nascono intorno agli anni Trenta del Novecento, parallelamente al potenziamento della rete elettrica pubblica.
Nel Salento la tradizione è legata alla festa di Santa Domenica a Scorrano, che si celebra dal 5 al 10 luglio: la si fa risalire a una donna di quattro secoli fa che, preoccupata per la peste che flagellava il paese, mise un moccolotto sul davanzale della finestra per chiedere la grazia.
L'anno di lavoro di una squadra
Il lavoro non comincia con la festa. A febbraio i paratori tiravano fuori pali, archi e rosoni e iniziava la manutenzione, sotto lo sguardo vigile del padre Eliseo, mentre lo zio Salvatore disegnava i bozzetti delle nuove parazioni.
Poi si partiva: Castro, Diso, Galatina, seguendo il calendario delle feste patronali. A Scorrano, per Santa Domenica, già un mese prima comparivano in piazza le cataste di pali e i pezzi delle luminarie. Le squadre dormivano sotto la cassa armonica, e nella squadra non poteva mancare il cuoco.
Il mestiere, intanto, ha allargato il campo: le luminarie sono diventate adatte anche a eventi celebrativi di ogni tipo, oltre ai festeggiamenti religiosi da cui sono nate.
Domande frequenti
Chi sono i paratori?
I paratori sono gli artigiani che costruiscono le luminarie delle feste: producono, installano e mantengono le «parazioni», gli addobbi artistici per i festeggiamenti dei santi.
Che cosa sono le parazioni?
Le parazioni sono gli addobbi luminosi delle feste patronali: in origine strutture di pali e archi di legno a cui si appendevano lumi a olio, oggi architetture di luce a LED.
Da quando esistono le luminarie in Italia?
Le luminarie delle feste pubbliche sono attestate già nel XV secolo; il mestiere del paratore è documentato da un atto del 12 giugno 1876, e lo spettacolo luminoso come lo si conosce nasce intorno agli anni Trenta del Novecento.
Quanto possono essere alte le luminarie?
Le piattaforme di sollevamento usate per montarle raggiungono anche i 30 metri di altezza.