La processione patronale: com'è fatta e che cosa significa
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: visittrentino.info, letta il 01/09/2026.
La processione patronale è il corteo che porta per le strade l'immagine del santo a cui è dedicata la comunità. Insieme alla santa Messa è il centro della festa patronale, e per la Chiesa è il segno del popolo di Dio in cammino.
Le processioni cristiane cominciano all'inizio del IV secolo, subito dopo la dichiarazione di libertà religiosa concessa dall'imperatore Costantino.
Che cosa significa
Perché la processione conservi il suo carattere di manifestazione di fede, i fedeli vanno istruiti su che cosa sia: il segno della condizione della Chiesa, popolo di Dio in cammino che, con Cristo e dietro a Cristo, si è messo in marcia per annunciare per le strade del mondo il Vangelo della salvezza.
L'usanza di uscire per le strade portando le icone o le statue di Maria e dei santi nasce invece dalla pietà popolare: la devozione verso i patroni celesti e la volontà di mettere sotto la loro protezione la regione, la città o gli abitanti del paese. Nelle loro forme genuine le processioni sono manifestazioni di fede del popolo, con connotati spesso culturali.
Le processioni sono entrate nella liturgia fin dall'antichità, e lo hanno fatto inserendo i contenuti dottrinali cristiani su forme di religiosità preesistenti.
Com'è fatta: chi cammina e che cosa si porta
Una cronaca della festa di Sant'Erasmo a Gaeta racconta che il 2 giugno l'immagine del patrono era portata in processione per tutta la città. Con l'immagine sfilavano:
- tutto il clero;
- i cori e i musici;
- le confraternite cittadine;
- le autorità;
- i fedeli con ceri e torce in mano, che recitavano insieme litanie e lodi.
Quanto a ciò che sfila, le processioni patronali si accompagnano a statue, gruppi statuari o macchine sceniche, portati a spalla oppure con l'aiuto di ruote e mezzi meccanici. Il corteo può essere pieno di icone, croci e stendardi, e in alcuni casi mette in scena episodi ispirati alle Scritture, alla vita dei santi e ai misteri cristiani: la processione è concepita come una rappresentazione a cui partecipa tutta la comunità.
Da dove viene
Le processioni erano in uso in varie parti del mondo antico, in Egitto, in Grecia e a Roma. Quelle cristiane cominciano nel IV secolo, dopo il riconoscimento del cristianesimo da parte di Costantino, e ricevono ulteriore impulso quando Teodosio I proibisce il culto pagano.
Nel VII secolo papa Sergio I stabilisce, per le quattro feste della Candelora, dell'Annunciazione, dell'Assunta e della Natività di Maria, una processione notturna dal Foro romano alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove si celebrava l'Eucaristia.
Il nome dice il gesto: viene dal latino e significa «andare avanti». Nel tempo, a livello popolare, diventa preminente proprio la processione della festa patronale, con il trasporto dell'immagine del santo a cui è dedicata la comunità.
Perché nasce una processione
Alcune processioni nascono da un voto, cioè da una richiesta di intercessione in un momento di pericolo: si è usciti in corteo per implorare la fine di una siccità o di una peste.
- 1599: il Consiglio comunale di Biella inaugura il pellegrinaggio a Oropa chiedendo alla Vergine Bruna di intercedere contro il contagio della peste. Da lì nasce l'annuale processione votiva della prima domenica di maggio.
- A Oropa salivano anche le confraternite biellesi e le corporazioni di pastori e mandriani, che portavano in dono ceri votivi, e i novenanti, che sostavano nove giorni secondo pratiche di pietà a cui era annessa l'indulgenza delle sette chiese di Roma, concessa nel 1595 da Clemente VIII.
- 1557: è l'anno della più antica processione documentata di Fontainemore verso Oropa.
- A Ruvo una tradizione orale, non sostenuta da documenti scritti, attribuisce al conte Carafa nel XVI secolo l'istituzione della processione del Corpus Domini: il conte decise di ripetere la processione in modo più sfarzoso otto giorni dopo, e da lì il nome Ottavario.
Il posto della processione nella festa
Al centro della festa patronale ci sono la santa Messa e la processione, con la partecipazione quasi totale della comunità. Nella città patrocinata la giornata del santo è celebrata come giorno festivo, e nella sua origine la festa voleva essere un giorno in cui si cessava dalle attività lavorative per lasciare spazio a momenti di vita spirituale, familiare e sociale.
Intorno al rito religioso stanno le cerimonie pubbliche, i fuochi d'artificio, le manifestazioni folkloristiche, i giochi popolari e i momenti conviviali; la festa era anche l'occasione per rivedere i familiari e i parenti che vivevano fuori dal paese.
Non solo in Italia
Ogni città italiana e spagnola ha almeno una festa del patrono. In Spagna le processioni fanno parte del paesaggio sociale dai secoli centrali del Medioevo: la prima Processione del Brazo a Tarragona è del 1321.
A Porto Rico le celebrazioni patronali risalgono ai primi anni della presenza spagnola, fra XVI e XVII secolo, e ognuno dei municipi dell'isola celebra il proprio patrono con una Fiesta Patronal annuale. In origine erano celebrazioni religiose, con una Messa dedicata, novene e processioni per le strade, e riunivano l'intera comunità: si tornava per rivedere la famiglia e rafforzare i legami del posto.
Domande frequenti
Che cos'è una processione patronale?
La processione patronale è il corteo che porta per le strade l'immagine del santo patrono della comunità: insieme alla Messa è il momento centrale della festa patronale.
Da quando esistono le processioni cristiane?
Le processioni cristiane cominciano all'inizio del IV secolo, dopo la libertà religiosa concessa da Costantino, e si diffondono ulteriormente dopo il divieto del culto pagano di Teodosio I.
Che cosa si porta in processione?
Si portano statue, gruppi statuari o macchine sceniche, a spalla o su ruote, insieme a icone, croci e stendardi; i fedeli portano ceri e torce.
Chi cammina nella processione?
Secondo le cronache della festa di Sant'Erasmo a Gaeta sfilavano il clero, i cori e i musici, le confraternite, le autorità e i fedeli, che recitavano litanie e lodi.