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Perché un paese si riconosce nel suo santo patrono

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Un paese si riconosce nel suo santo patrono perché la scelta non è mai neutra: il santo è legato al luogo da una ragione concreta — vi è nato, vi ha dimorato, vi è sepolto — e gli si chiede protezione contro malattie, carestie e disastri.

Il meccanismo è più antico del cristianesimo: ogni città romana aveva già il proprio nume tutelare, e il patrono era una figura giuridica prima che religiosa.

Che cos'è un santo patrono

Il santo patrono è un santo canonizzato che una diocesi, una città o una comunità ha scelto come proprio intercessore presso Dio e onora con particolare devozione. Gli si attribuiscono capacità di protezione e intercessione per una città, una comunità o una professione.

La scelta può dipendere da diverse ragioni storiche: che il santo sia nativo di quel luogo, che vi abbia dimorato a lungo, che vi sia sepolto, che sia appartenuto a quella comunità. Oppure dalle sue virtù, dalla sua storia, dai miracoli che gli vengono attribuiti.

Prima dei santi: il patronus e il genius loci

Nella Roma antica il patronus — da pater, «padre» — era un cittadino autorevole, in genere patrizio, chiamato così per il legame di patrocinio, cioè di protezione, che aveva con schiavi affrancati o plebei indigenti.

L'idea di una protezione legata al posto viene da lì. Ogni città romana aveva il proprio nume tutelare; i Lari e i Penati proteggevano la famiglia, la casa e le proprietà, e il nume di un luogo determinato era detto Genius loci. La scelta di un patrono cristiano conserva un parallelo emotivo con quel patrocinio antico.

Come nasce il patronato cittadino

L'origine dei patroni cittadini risale al IV secolo, quando la Chiesa delle origini riservava una venerazione particolare ai propri martiri. Dal secolo successivo ai martiri si affiancano i vescovi — Ambrogio, Petronio — il cui ruolo si identifica sempre più strettamente con la vita urbana. La tradizione si consolida e si diffonde capillarmente nel Medioevo, quando i santi si dividono fra universali e locali, venerati solo in certe regioni o città.

Il culto incise sulla vita civica in modo diretto:

I pellegrini portavano altrove elementi del culto, che dava così origine a nuove comunità.

Perché proprio quel santo

I patroni erano invocati contro malattie, disastri naturali e altri pericoli, e insieme per ottenere prosperità, fortuna e buoni raccolti. Nei casi documentati il legame risponde a un bisogno del territorio.

Quando il santo dà il nome al paese

In alcuni casi il paese porta il nome del santo. A San Bonifacio, nel Veronese, i documenti trovati nel 1999 da Castegini e De Marchi raccontano il passaggio: nel testamento del conte Milone del 955 compare una cappella dedicata a San Bonifacio, mentre documenti dell'830 descrivono la fondazione di un monastero sul terreno donato, dove un monaco fuldense di passaggio morì e fu tumulato. La cappella, che doveva trovarsi all'interno del castello costruito in seguito, dette il nome al borgo e ai conti.

Dal paese alla nazione

Il patronato nazionale comincia a svilupparsi lentamente nel Medioevo, con figure come Santiago in Castiglia, san Giorgio in Inghilterra e in Catalogna, san Dionigi in Francia. In età moderna cambia significato: monarchie centralizzate, stampa, alfabetizzazione, confini fissati. I patroni nazionali restano incastonati nelle storie dei popoli che rappresentano.

In Irlanda san Patrizio è la festa più importante del Paese, e cade nel giorno della sua morte, il 17 marzo.

I patroni più diffusi e le loro date

San Rocco è il patrono di oltre cento comuni italiani e di trenta comuni francesi, oltre a essere compatrono di Barcellona, Napoli, Torino, Venezia, Montpellier e dell'antica Costantinopoli.

luogopatronodata
RomaSanti Pietro e Paolo29 giugno
MilanoSant'Ambrogio7 dicembre
San MarinoSant'Agata5 febbraio
MonacoSanta Devota27 gennaio
Maltanaufragio di San Paolo10 febbraio

Capita anche che due città si contendano un patrono: Napoli, luogo del martirio di san Gennaro, decapitato a Pozzuoli nel 305, e Benevento, di cui il santo fu vescovo.

Domande frequenti

Che cos'è un santo patrono?

Il santo patrono è un santo canonizzato che una città, una diocesi o una comunità ha scelto come proprio intercessore presso Dio e onora con particolare devozione.

Perché ogni paese ha un patrono diverso?

Perché la scelta dipende da un legame con il luogo — il santo vi è nato, vi ha dimorato o vi è sepolto — e dalla protezione che gli si chiedeva contro i pericoli di quel territorio.

Qual è il santo patrono più diffuso in Italia?

San Rocco è patrono di oltre cento comuni italiani e di trenta francesi, e compatrono di città come Napoli, Torino, Venezia e Barcellona.

Da quando esistono i santi patroni delle città?

Il fenomeno dei patroni cittadini risale al IV secolo, con la venerazione dei martiri, e si diffonde capillarmente durante il Medioevo.