La banda musicale di paese: da dove viene e come si regge
La banda musicale di paese discende dalle musiche militari, ma il modello italiano è nato amatoriale: fino all'Unità le bande non avevano un organico prestabilito ed erano formate in gran parte da operai che dedicavano le ore di riposo a imparare uno strumento.
Quel modello aveva già numeri da fenomeno di massa: sul finire del 1872 in Italia risultavano censite 1.494 bande civili, con 40.412 strumentisti.
Da dove viene il nome
Il termine nasce in ambito militare: indicava un gruppo di soldati che accompagnavano la marcia con ritmi cadenzati e suoni profondi.
L'etimologia riporta al gotico bandwa, che significa «segno», «insegna», «stendardo», passato poi al latino medievale bandum.
L'associazione fra segnale visivo e segnale sonoro si ritrova nei fatti: i banditori medievali, che diffondevano le disposizioni dell'autorità, erano accompagnati da fiati o percussioni per richiamare l'attenzione. Tornei, giostre e cerimonie si aprivano con un annuncio detto «bando», da cui presero il nome le «corti bandite»: la prima di cui si ha notizia è del 1039.
Dalle trombe dei Romani alle corti
Gli eserciti dei popoli antichi usavano trombe e tamburi come mezzo di incitamento alla guerra, e i Romani impiegavano i fiati per manifestazioni religiose, militari e civili.
- 1037: le prime «istituzioni bandistiche» italiane risalgono alla consacrazione della fanfara, con il Carroccio di Milano; la formazione si sviluppa poi in altre città.
- Dal 1200: i primi complessi di suonatori sono alle dipendenze dei Comuni e delle corti principesche, impiegati in battaglia e per esibirsi sulle piazze.
- XIV secolo: nasce la prima vera forma di banda presso le corti dei signori, dove pochi musicanti prestano servizio con compiti artistici e di parata.
- Cinquecento: in vari centri italiani si hanno notizie di bande chiamate concerti. Nel Rinascimento sono compagnie di trombettieri e tamburini che annunciano l'arrivo dei nobili o coordinano i movimenti delle truppe.
Il Settecento: la separazione fra militari e civili
La tappa decisiva è il XVIII secolo: le bande, che allora non superavano i diciotto elementi, si diversificano definitivamente in militari e civili. Il termine passa a indicare il complesso nato dall'evoluzione delle fanfare con l'aggiunta di legni e percussioni: in questa forma si afferma a fine Settecento.
Da quelle compagini, nate per scandire la marcia dei reggimenti, viene il repertorio di marce e musiche per parate. Quanto all'organico, fino al 1845 le bande reggimentali avevano un ottavino, un quartino in fa, quattro o più clarinetti in do, fagotti, oboi, trombe, trombone, corni, cimbasso, serpentone, controfagotto, timpani e batteria turca.
L'Ottocento: la banda diventa voce del Municipio
La banda come la conosciamo nasce agli inizi del XIX secolo, sulla scia delle formazioni musicali napoleoniche. Le bande militari francesi influenzarono la musica del Meridione, e per tutto il secolo quelle del regno borbonico spinsero la formazione di nuclei bandistici civili; in senso contrario agiva la censura borbonica, che frenò l'associazionismo musicale.
Nel crogiolo del Risorgimento la banda cessa di essere un'appendice militare e diventa voce del Municipio. Con la rivoluzione industriale e l'aumento del tempo libero diventa un fenomeno popolare: negli ultimi decenni dell'Ottocento si formano numerose bande comunali, spesso sostenute da enti locali o da aziende private.
Attraverso la trascrizione di celebri brani d'opera e sinfonici, le bande furono un veicolo di diffusione popolare della musica d'arte.
Come si regge una banda di paese
Prima dell'Unità solo lo Stato Pontificio possedeva qualche banda che lavorasse a tempo pieno: altrove le bande civili suonavano in occasioni come nozze e ricevimenti di sovrani.
Da quegli operai che dedicavano le ore di riposo alla musica nasce il modello di banda amatoriale ancora in piedi: funzione ricreativa ma anche formativa, con musicisti che si ritrovano a suonare insieme dopo il lavoro o lo studio, pur non essendo diplomati.
Il caso di Merate lo descrive bene: un complesso del tutto amatoriale, «una brigata di compaesani che si trovavano di tanto in tanto per imparare insieme e in forma autodidatta a suonare gli strumenti a fiato». Nel 1848 quella banda si trasformò in una forma sociale sorretta dal conte Rescalli: accanto al tempo donato dai suonatori, il sostegno di un notabile o di un ente locale è l'altra gamba del modello.
La banda di Merate nasce nel 1844, «sull'esempio militare della guarnigione austriaca»; un documento del 1648 parla però già espressamente di banda.
I numeri del 1872
| bande civili censite | 1.494 |
|---|---|
| strumentisti delle bande civili | 40.412 |
| fanfare civili | 113, con 2.190 strumentisti |
| bande militari | 78 |
| fanfare militari | 40, per 3.760 musicanti in tutto |
La riforma dell'organico
Nel 1900 si chiese di unificare organico e partiture delle bande di tutte le nazioni: si stabilì un complesso di quarantasei musicanti in tre gruppi — ance, ottoni e percussioni.
Nel 1901, a Roma, il maestro Alessandro Vessella portò avanti una riforma accolta bene anche all'estero: un'unica partitura divisa per gruppi — ance, ottoni chiari, ottoni scuri, percussioni. Fu messa in pratica solo dalle bande militari e cittadine.
Domande frequenti
Da dove viene la parola «banda»?
La parola viene dal gotico bandwa, che significa «segno» o «stendardo», passato al latino medievale bandum; il termine nasce in ambito militare per indicare un gruppo di soldati in marcia.
Quante bande c'erano in Italia nell'Ottocento?
Sul finire del 1872 risultavano censite 1.494 bande civili con 40.412 strumentisti, 113 fanfare civili con 2.190, e 78 bande e 40 fanfare militari con 3.760 musicanti.
Chi suona in una banda di paese?
Il modello italiano è amatoriale: nato da operai che imparavano musica nel tempo libero, prevede musicisti non diplomati che si ritrovano a suonare dopo il lavoro o lo studio.
Che strumenti ci sono in una banda?
La banda è un complesso di strumenti a fiato — legni e ottoni — e a percussione, come grancassa e piatti, che si possono suonare anche in marcia.