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Come è nata la riscoperta della musica popolare italiana

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La riscoperta della musica popolare italiana nasce dall'incontro fra la ricerca sul campo degli etnomusicologi e un movimento arrivato dagli Stati Uniti, il folk revival. In Italia il fenomeno entra alla fine degli anni Cinquanta e diventa di massa negli anni Sessanta.

Il viaggio che raccoglie i canti dell'Italia contadina è del 1954: Alan Lomax e Diego Carpitella lo fanno su un furgone Volkswagen.

Che cos'è il folk revival

Con folk revival si intende un movimento di nuovo interesse per la musica di tradizione orale, non soltanto scientifico ma anche esecutivo e creativo.

Il percorso geografico è documentato: la moda ha origine negli Stati Uniti, dove muove dagli anni Quaranta, arriva prima in Gran Bretagna e poi in Italia e nel resto d'Europa nel secondo dopoguerra. In Italia entra dalla fine degli anni Cinquanta, e diventa un fenomeno di massa sotto l'influsso del revival americano.

Le radici italiane, prima del revival

Le radici nazionali però c'erano già. Bastano gli studi di Ernesto de Martino; e prima ancora si erano mossi studiosi e compositori come Alberto Favara e Leone Sinigaglia, mentre Achille Schinelli lavorava a risvegliare l'anima folklorica compilando il patrimonio a trasmissione orale per uso divulgativo e scolastico.

Un precedente sta nel ventennio fascista. Allora la divulgazione della musica folklorica passava per i centri dell'Opera nazionale del dopolavoro, sotto il diretto controllo del Partito, che contribuivano all'idealizzazione nazional-popolare delle espressioni tradizionali. In quel contesto nacque una rete di gruppi folkloristici sostenuti dal Ministero della cultura popolare, che nello stesso tempo limitava le espressioni più spontanee.

Nel dopoguerra la musica folklorica comincia a essere vista con occhi nuovi, e un riferimento è la pubblicazione postuma delle _Osservazioni sul folklore_ di Antonio Gramsci, del 1950: la cultura delle classi lavoratrici vi è descritta come dotata di una propria autonomia, in conflitto con la cultura dominante.

Il 1954: Lomax e Carpitella nell'Italia contadina

Nel 1954 Alan Lomax e Diego Carpitella salgono su un furgone Volkswagen e percorrono l'Italia contadina del dopoguerra alla scoperta dei canti della tradizione. La riscoperta del patrimonio popolare italiano viene lanciata proprio dalle ricerche di Lomax, Carpitella e De Martino: da lì nasce la prima generazione del revival.

Torino, i Cantacronache e le canzoni impegnate

La musica folk italiana ha trovato in Torino il suo centro. Lì, nel 1957, nascono i Cantacronache: un gruppo di giovani torinesi — Sergio Liberovici, Michele Straniero, Fausto Amodei, Emilio Jona — che lavorano con la collaborazione di Franco Fortini e Italo Calvino.

Alla musica «leggera» il gruppo contrappone un repertorio di canzoni impegnate, che parlano della realtà economica e sociale. Sono le canzoni che daranno voce alle proteste.

Il Nuovo Canzoniere Italiano

L'altra spinta è quella del Nuovo Canzoniere Italiano, formazione radicale guidata da Gianni Bosio e Roberto Leydi, che all'inizio degli anni Sessanta diffonde in Italia l'interesse per il revival.

I suoi animatori consideravano i canti e le musiche di tradizione orale espressioni di un'alterità culturale: la loro reinterpretazione fedele veniva intesa come una restituzione al «popolo» delle sue musiche e dei suoi canti sociali, per «rendergli la voce». Nel 1963 Leydi parla di «riannodare il filo spezzato della tradizione nazionale» e auspica una «storia d'Italia attraverso le canzoni».

L'interesse partì da una piccola élite intellettuale e si diffuse rapidamente, fino a diventare un fenomeno di massa con il movimento del 1968 e le lotte operaie degli anni Settanta.

Bella ciao, 1964

Il primo momento di visibilità davanti al grande pubblico è lo spettacolo Bella ciao, che nel 1964 fa scandalo al Festival dei Due Mondi di Spoleto. L'anno successivo è in tour in tutta Italia.

Che cosa voleva il movimento

Il revival nasce dal rifiuto del modo di cantare lirico e canzonettistico e si propone di ripristinare l'emissione della voce tipica dei canti popolari. Due fattori segnano il primo periodo:

Il movimento mette da subito all'ordine del giorno anche il tema delle nuove composizioni, e il primo periodo si svolge nella parte settentrionale del paese. L'espressione «folk revival» diventa comune in Italia almeno a partire dal folk festival di Torino del 1965, e la moda della canzone sociale coincide con il periodo delle lotte operaie e studentesche.

Oltre il Nord: il Centro Italia

Del Centro Italia vanno ricordate La Nuova Compagnia di Canto Popolare, che ha come punto di riferimento De Simone, e il Nuovo Canzoniere del Lazio, che inizialmente svolgeva ricerca di musiche e suoni.

Quando si apre e quando si chiude

Il folk revival italiano è una fase precisa: inizia con gli anni Sessanta e si chiude alla fine dei Settanta. Prima degli anni Sessanta quell'idea non c'era; dagli anni Ottanta in poi non ci sarà più. La cronologia essenziale va dalla fondazione dei Cantacronache alla cessazione delle attività del Nuovo Canzoniere Italiano, nel 1980.

Domande frequenti

Che cos'è il folk revival?

Il folk revival è il movimento di nuovo interesse per la musica di tradizione orale, scientifico ma anche esecutivo e creativo: nasce negli Stati Uniti e arriva in Italia via Gran Bretagna nel secondo dopoguerra.

Chi erano i Cantacronache?

I Cantacronache erano un gruppo di giovani torinesi — Liberovici, Straniero, Amodei, Jona — che contrapponevano alla musica leggera canzoni impegnate sulla realtà economica e sociale, con la collaborazione di Fortini e Calvino.

Che cos'era il Nuovo Canzoniere Italiano?

Il Nuovo Canzoniere Italiano era la formazione radicale guidata da Gianni Bosio e Roberto Leydi che diffuse il folk revival in Italia dall'inizio degli anni Sessanta. Cessò le attività nel 1980.

Quando è finito il folk revival italiano?

Il folk revival italiano si chiude alla fine degli anni Settanta: dagli anni Ottanta in poi quell'idea di revival non c'è più.