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Festività Nazionali

Quali sono le feste nazionali italiane e come sono cambiate dal 1949

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Le feste nazionali italiane nascono con una legge sola, la 260 del 27 maggio 1949, che ne elencò diciassette. Da allora l'elenco si è accorciato, poi in parte ricostruito, e nel 2026 si è allungato di nuovo con l'arrivo di San Francesco d'Assisi il 4 ottobre.

Il punto di partenza è quella legge.

La legge del 1949

Si intitola «Disposizioni in materia di ricorrenze festive», porta la data del 27 maggio 1949 ed è pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 maggio. Entrò in vigore il giorno dopo la pubblicazione, e abrogò l'articolo 4 del decreto legislativo 15 dicembre 1947, n. 1549.

Il suo primo effetto fu dichiarare il 2 giugno festa nazionale, al posto della vecchia festa dello Statuto albertino, che si celebrava la prima domenica di giugno.

I diciassette giorni festivi del 1949

L'elenco originario comprendeva tutte le domeniche più sedici date, fra civili e religiose:

Un testo divulgativo osserva che con quella legge entrarono nel calendario anche Santo Stefano e la «Pasquetta», feste di natura semi-religiosa.

Le solennità civili, che sono un'altra cosa

Accanto ai giorni festivi la legge istituì le solennità civili, che non sono giorni di riposo: prevedevano l'orario ridotto negli uffici pubblici.

Erano due: l'11 febbraio, anniversario della stipulazione del Trattato e del Concordato con la Santa Sede, e il 28 settembre, anniversario dell'insurrezione popolare di Napoli.

Le bandiere e la busta paga

La legge regolò anche due aspetti pratici che spesso si dimenticano.

Gli edifici pubblici vanno imbandierati nei giorni della festa nazionale, delle solennità civili e delle ricorrenze del 25 aprile, 1º maggio e 4 novembre.

E per quattro date — 2 giugno, 25 aprile, 1º maggio e 4 novembre — è dovuta la normale retribuzione globale di fatto giornaliera: sono feste con effetti sulla busta paga, non solo sul calendario. La legge 31 marzo 1954, n. 90 intervenne proprio su questo, sostituendo l'articolo 5 ed estendendone il trattamento a tutte le ricorrenze festive; fu pubblicata in Gazzetta il 22 aprile 1954.

Il taglio del 1977

La situazione rimase invariata fino al 1977, quando una legge ridusse l'elenco: cessarono di essere festivi il 2 giugno e il 4 novembre, che fu sostituito dalla Festa delle Forze Armate.

Un testo museale collega quella legge al tentativo di limitare i «ponti festivi», e segnala che San Giuseppe non fu mai ripristinato. Il 2 giugno tornò festivo con la legge 336 del 2000.

Il calendario di oggi

Il calendario ufficiale comprende 1º gennaio, 6 gennaio, Pasqua, Lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1º maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1º novembre, 8 dicembre, 25 dicembre e 26 dicembre, più la festività locale del Santo patrono, che la Presidenza del Consiglio aggiunge ai giorni festivi.

La novità più recente è del 2025: la legge 8 ottobre 2025, n. 151 modifica la 260/1949 e introduce il 4 ottobre, San Francesco d'Assisi, come festa nazionale, in vigore dal 1º gennaio 2026.

Dal 2026 il 4 ottobre è festa nazionale per legge.

Le giornate che non sono feste

Non tutto ciò che il calendario civile ricorda è un giorno di riposo.

Il 17 marzo è la Giornata dell'Unità nazionale, della Costituzione, dell'inno e della bandiera, istituita dalla legge 23 novembre 2012, n. 222. La Presidenza del Consiglio indica inoltre la prima domenica di novembre come festa dell'unità nazionale.

Domande frequenti

Quante sono le feste nazionali italiane?

Il calendario ne conta dodici più il patrono locale; dal 2026 si aggiunge il 4 ottobre, San Francesco d'Assisi, introdotto dalla legge 151/2025.

Qual è la legge che le stabilisce?

La legge 27 maggio 1949, n. 260, «Disposizioni in materia di ricorrenze festive», modificata nel tempo — fra le altre dalla legge 90/1954, da quella del 1977, dalla 336/2000 e dalla 151/2025.

Che differenza c'è fra festa e solennità civile?

La festa è un giorno di riposo; la solennità civile no, ma comporta l'orario ridotto negli uffici pubblici e l'esposizione della bandiera.