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Sagra, fiera e festa patronale: che differenza c'è, anche per legge
Sagra, fiera e festa patronale indicano tre cose diverse. La sagra è una festa gastronomica temporanea in cui si mangia sul posto; la fiera nasce come mercato periodico autorizzato da un'autorità, dove si compra merce e la si porta via; la festa patronale celebra il santo del paese.
Nella pratica le tre cose si sovrappongono, e spesso cadono negli stessi giorni.
La differenza in una riga
Il criterio che separa la sagra dalla fiera è la funzione economica.
- Sagra: si mangia sul posto. È una festa gastronomica temporanea.
- Fiera: si compra la merce e la si porta via. Nasce come mercato periodico autorizzato da un'autorità, e le più antiche sopravvivono con la data originaria.
- Festa patronale: è una festività locale, celebrata in Italia e nei paesi di cultura italiana, che commemora il santo protettore.
Da dove viene la parola «sagra»
Il termine viene dal latino sacer, all'accusativo sacrum, cioè sacro.
In origine indicava la festa che commemora la consacrazione di una chiesa. Solo in seguito è diventata «la più laica solennità con fiera e mercato».
L'antichità ha lasciato anche il luogo: le feste popolari si celebravano davanti ai templi e, in epoca cristiana, davanti alle chiese. Da lì viene la parola sagrato.
Il vocabolario Treccani tiene insieme i due piani: la sagra è la festa solenne per commemorare la fondazione e la consacrazione di una chiesa, o il santo patrono di un paese, durante la quale, accanto alle manifestazioni religiose, hanno generalmente luogo la fiera, il mercato e festeggiamenti vari.
Nell'uso corrente il perimetro si è allargato ancora: la sagra può celebrare il raccolto o promuovere un prodotto enogastronomico locale.
La festa patronale è stata anche un giorno festivo
Per decenni la ricorrenza del patrono è stata una festività civile, con una storia legislativa precisa.
- 1853 — è il calendario civile del Regno di Sardegna a fissare la ricorrenza.
- 1° gennaio 1870 — quel calendario viene esteso a tutto il Regno, e il giorno del patrono diventa festivo agli effetti civili.
- 1913 — la ricorrenza resta festiva agli effetti civili fino a quest'ultima data.
Il fondamento attuale è diverso: la festa patronale trova il suo fondamento nei contratti collettivi, ed è tornata a essere considerata festiva.
Che cosa dice la legge
Le definizioni operative arrivano dalle normative regionali, e non coincidono fra loro.
In Umbria una legge regionale del 21 gennaio 2015 definisce la sagra come manifestazione che ha per finalità la valorizzazione di un territorio attraverso uno o più prodotti o lavorazioni di carattere enogastronomico, ai quali è richiesta una rappresentatività culturale o identitaria.
In Friuli Venezia Giulia la normativa parla di manifestazione temporanea e ne fissa i contorni:
- si svolge per uno o più giorni, anche ricorrenti;
- si tiene su aree pubbliche o aperte al pubblico;
- si qualifica con il termine «sagra» o «festa paesana»;
- non può superare i 59 giorni annui.
La stessa normativa riconosce che queste manifestazioni presentano un profilo eminentemente commerciale, con prevalenza di commercio al dettaglio, alimentare e non alimentare, e di somministrazione. E annota da dove nascono: normalmente una manifestazione trova spunto in una ricorrenza locale, oppure in una riunione straordinaria di persone.
Le fiere, nello stesso quadro, sono definite manifestazioni commerciali temporanee che si svolgono in occasione di particolari ricorrenze, eventi o festività.
In Lombardia l'attenzione si sposta sugli adempimenti. Per somministrare cibo e bevande servono la SCIA — Segnalazione Certificata di Inizio Attività — allo Sportello Unico e un provvedimento comunale di concessione del posteggio. È materia di diritto amministrativo, non di diritto civile.
Perché in pratica si sovrappongono
I tre eventi condividono spesso la stessa origine e lo stesso calendario, come mostrano tre casi documentati.
A Trebaseleghe, in Veneto, la manifestazione nasce per scopi commerciali e religiosi insieme: un mercato del bestiame collegato alla festa patronale dell'8 settembre. La tradizione la vuole fondata nel 1338, mentre i primi documenti che la attestano sono databili fra il 1313 e il 1316.
A Inzago, in Lombardia, la sagra patronale ha origini religiose che risalgono alla seconda metà del Seicento; la fiera tradizionale è più recente e fu introdotta nel 1803, il giorno seguente la domenica della sagra.
A Merate, in provincia di Lecco, la festa del patrono Sant'Ambrogio è citata dai documenti storici già nel 1403 e, secondo gli studiosi, risale probabilmente al Trecento. In principio era specialmente un'occasione per la compravendita del bestiame; durava tre giorni, con l'ultimo dedicato agli allevatori, e non è mai stata interrotta.
Domande frequenti
Che differenza c'è fra sagra e fiera?
La sagra è una festa gastronomica temporanea in cui si mangia sul posto. La fiera nasce come mercato periodico autorizzato da un'autorità: si compra la merce e la si porta via.
La festa patronale è un giorno festivo?
Lo è stata agli effetti civili dal 1° gennaio 1870 al 1913, per estensione del calendario civile sardo del 1853. Il fondamento attuale sta nei contratti collettivi.
Quali norme disciplinano le sagre?
Le normative regionali, che differiscono. L'Umbria le definisce con una legge del 21 gennaio 2015, il Friuli Venezia Giulia fissa un limite di 59 giorni annui, la Lombardia richiede SCIA e concessione del posteggio.
Da dove viene la parola sagra?
Dal latino sacer, sacro. Indicava la festa che commemora la consacrazione di una chiesa, e dalla stessa radice viene la parola sagrato.