Perché tante feste cristiane cadono su una data più antica
Molte feste cristiane cadono su giorni che erano già occupati: il Natale a ridosso del solstizio, i santi del fuoco a gennaio, la Croce a settembre. La ragione, però, non è sempre la stessa, e nel caso più famoso di tutti non è quella che si racconta.
Il Natale, per esempio, viene da un conto.
La ragione ordinaria: il calendario dei campi
Prima di ogni spiegazione teologica ce n'è una pratica. Le feste cristiane furono collocate spesso in prossimità dei ritmi agricoli e stagionali, perché quelli erano i momenti in cui la gente smetteva di lavorare.
Per molte civiltà antiche le principali ricorrenze coincidevano con la primavera, il raccolto e la fine dei lavori agricoli: chi doveva radunare una comunità non aveva molte alternative. Le autorità cristiane cercavano dunque date vicine a quelle già celebrate dalle comunità locali, e in questa prospettiva parte delle feste crebbe su radici più antiche, riusando giorni e simboli riconoscibili.
Questo vale per un gran numero di ricorrenze minori. Non vale, però, per la data che tutti citano come prova.
Il Natale: un calcolo, non una copertura
L'idea che la Chiesa abbia spostato la nascita di Cristo sul Dies Natalis Solis Invicti per coprire una festa pagana è diffusa, ma le date non la reggono.
Il ragionamento cristiano che porta al 25 dicembre è documentato nel tardo II e all'inizio del III secolo, e ha un nome: Sesto Giulio Africano. Una tradizione cristiana collegava al 25 marzo sia il concepimento sia la morte di Cristo; Africano contò nove mesi da quella data e ottenne il 25 dicembre. Il Natale, in origine, è il risultato di quel conteggio: una scelta teologica legata all'Annunciazione, non l'imitazione di un rito altrui.
La cronologia è il punto decisivo. Il culto del Sol Invictus fu istituito da Aureliano nel 274 d.C., mezzo secolo dopo che i cristiani avevano già fatto quel calcolo. Il Philocalian Calendar del 354 collega il 25 dicembre alla nascita del Sole e attesta il Natale come festa già celebrata: due usi della stessa data, non uno che copia l'altro. Il Sol Invictus fu probabilmente associato al 25 dicembre solo più tardi, e la testimonianza secondo cui il Natale sarebbe stato spostato dal 6 gennaio è tarda di un millennio, del XII secolo.
Che quel giorno fosse anche il giorno della rinascita del sole dopo il solstizio, che i Romani lo considerassero data tradizionale del solstizio, che i Saturnalia cominciassero il 17 dicembre e durassero sette giorni: tutto vero, e tutto contemporaneo. Ma il legame fra il Natale e il sole resta indiretto.
Le feste che vengono dall'ebraismo
Una parte del calendario cristiano non nasce dal mondo pagano ma da quello ebraico, e lì la continuità è dichiarata.
La Pasqua è la più antica festa cristiana e commemora la crocifissione e la risurrezione. La sua base è Pesach, la Pasqua ebraica, che presso gli ebrei indica la liberazione dalla schiavitù d'Egitto: la festa cristiana ne prende il nome e la collocazione, e cade la prima domenica dopo il plenilunio di primavera. Nel computo di Dionigi il Piccolo questo la fa oscillare fra il 22 marzo e il 25 aprile, e da quella data dipende tutto il resto dell'anno liturgico.
Anche il giorno settimanale segue la stessa logica di derivazione e distinzione: la domenica fu il primo giorno festivo dei cristiani, tenuta distinta dal sabato ebraico. Insieme alla Pasqua e alla Pentecoste è fra le ricorrenze più antiche di tutte, e la Pasqua era già celebrata due secoli prima del Natale, al tempo di papa Aniceto.
Quando la Chiesa evitava una data
Non sempre le date più antiche venivano riusate: qualche volta venivano scansate.
Nel cristianesimo antico il giovedì era tenuto in sospetto, perché i pagani lo avevano consacrato a Giove. È il motivo per cui colpisce che una festa come il Corpus Domini sia stata poi istituita proprio in quel giorno: la diffidenza si era esaurita, e il giorno prima evitato divenne utilizzabile.
Le feste che si sono stratificate
Molte ricorrenze non hanno una data sola, ma due o tre depositate in epoche diverse.
La festa della Croce ne è l'esempio migliore: la più antica in assoluto è il Venerdì santo; quella del 14 settembre risale al IV secolo; quella del 3 maggio è di origine gallicana ed è posteriore. Sono strati, non varianti.
Sulle origini dei giorni festivi si è discusso a lungo, e certe date potrebbero risalire perfino a registrazioni astronomiche del IV-III secolo a.C. Quello che il calendario mostra è che le feste cristiane si sono sistemate dove la vita già si fermava: nei punti dell'anno segnati dal sole, dal raccolto e dal riposo.
Domande frequenti
Il Natale è stato messo il 25 dicembre per coprire una festa pagana?
No. La data nasce da un calcolo cristiano documentato fra fine II e inizio III secolo: contando nove mesi dal 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, si arriva al 25 dicembre. Il culto del Sol Invictus fu istituito da Aureliano solo nel 274.
Qual è la festa cristiana più antica?
La Pasqua, insieme alla domenica e alla Pentecoste. Era già celebrata due secoli prima che si affermasse il Natale.
Perché la Pasqua cambia data ogni anno?
Perché cade la prima domenica dopo il plenilunio di primavera: nel computo di Dionigi il Piccolo può cadere fra il 22 marzo e il 25 aprile, e da essa dipende tutto l'anno liturgico.
Perché tante feste cadono in primavera o dopo il raccolto?
Perché le ricorrenze furono collocate in prossimità dei ritmi agricoli e stagionali, negli stessi momenti in cui le comunità antiche già si fermavano: primavera, raccolto e fine dei lavori nei campi.