La parata del 2 giugno 2027 - le Frecce Tricolori
La Festa della Repubblica si celebra ogni anno il 2 giugno e ricorda il referendum istituzionale del 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere fra monarchia e repubblica dopo la fine della Seconda guerra mondiale. La celebrazione principale è la parata militare lungo via dei Fori Imperiali a Roma: il Presidente della Repubblica passa in rassegna i reparti schierati e riceve l'onore delle insegne chinate, e dopo l'Inno di Mameli le Frecce Tricolori attraversano i cieli della città. Fu innanzitutto per volere del Ministro della Difesa Randolfo Pacciardi che venne eseguita, nel 1948, una parata, intesa come atto formale di lealtà delle Forze Armate al nuovo Stato repubblicano.
Il referendum del 1946
Il 2 e 3 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale, che fu anche la prima votazione a suffragio universale indetta in Italia: raggiunsero i seggi 25 milioni di persone, più dell'89 per cento degli aventi diritto. Il risultato, comunicato il 10 giugno 1946, fu di 12.717.923 voti per la repubblica e 10.719.284 per la monarchia, cioè il 54,3 per cento contro il 45,7: una vittoria della Repubblica abbastanza netta, circa due milioni di voti di scarto, anche se non schiacciante. Nel 1944, con il decreto luogotenenziale n. 151, si era stabilito che la scelta sulla forma dello Stato sarebbe stata rinviata alla fine del conflitto, affidandola al voto popolare e all'elezione di un'Assemblea Costituente, la cui prima seduta si tenne il 25 giugno 1946.
Einaudi e l'articolo 87
In quella prima occasione il capo dello Stato fece qualcosa che la Costituzione appena entrata in vigore gli attribuiva: il Presidente Luigi Einaudi ricevette il saluto delle Bandiere dei Reparti schierati, assumendo il comando delle Forze Armate, come previsto dall'articolo 87 della Costituzione.
La scena si svolse in piazza Venezia, davanti all'Altare della Patria. Dopo la deposizione della corona d'alloro al Milite Ignoto, gli stendardi delle Forze Armate abbandonarono la formazione, percorsero la scalinata dell'Altare della Patria e resero omaggio al Capo dello Stato con un inchino.
Quindicimila soldati, e chi non fu ammesso
In quell'occasione quindicimila soldati sfilarono per via dei Fori Imperiali a Roma.
La parata militare venne introdotta da Pacciardi negando la partecipazione ai rappresentanti delle associazioni partigiane.
Dopo quel primo precedente, la parata militare fu inserita nel protocollo delle celebrazioni ufficiali nel 1950.
Gli anni in cui non si è fatta
La parata si tiene tradizionalmente ogni anno, con un'eccezione che ha una ragione precisa: il 1963, a causa dell'agonia di Giovanni XXIII.
Anche la sede è cambiata una sola volta: la celebrazione principale si è sempre tenuta a Roma, tranne nel 1961, anno in cui ebbe luogo a Torino, perché, celebrando il centenario dell'Unità d'Italia, si decise di svolgere la parata nella prima capitale d'Italia.
Nel 1949, con l'ingresso dell'Italia nella NATO, si svolsero dieci celebrazioni in contemporanea in tutto il Paese. In quella stessa occasione, «per rimarcare il legame della neonata Repubblica con il Risorgimento mazziniano», nel piazzale Ugo La Malfa a Roma fu inaugurato in memoria del patriota genovese un monumento celebrativo, davanti al quale si svolse la manifestazione principale.
La parata tornò definitivamente nel cerimoniale nel 2000 su iniziativa dell'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
Una bandiera del 1866 su un affusto di cannone
Nel 2011, per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia, sfilò anche il Tricolore di Oliosi, portato su un affusto di cannone.
La storica bandiera risale alla terza guerra d'indipendenza italiana (1866) e venne eroicamente salvata a Oliosi, oggi frazione del comune di Castelnuovo del Garda, dalla cattura delle truppe austriache durante la battaglia di Custoza.
Prima i sindaci
La testa della sfilata, oggi, non è militare: dal 2016, ad aprire la sfilata sono i Sindaci, in rappresentanza degli oltre 8.000 comuni italiani, seguiti da personale militare e civile.
Prima di loro, un'altra apertura ai corpi civili era arrivata da Ciampi: nel 2004 volle che sfilassero nella parata anche il Corpo di polizia locale di Roma Capitale, in rappresentanza di tutte le Polizie locali d'Italia, e il personale della Protezione Civile.
Oggi alla parata prendono parte tutte le forze armate e le forze di polizia italiane, il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, la Protezione Civile e la Croce Rossa Italiana, insieme a delegazioni militari dell'ONU, della NATO, dell'Unione europea e rappresentanze di reparti multinazionali che presentano una componente italiana.
Il giorno prima, al Quirinale
La cerimonia comincia ventiquattro ore prima della festa: nel giorno precedente alla festa (1º giugno), al Palazzo del Quirinale, viene effettuato in forma solenne il Cambio della Guardia con il Reggimento corazzieri e la fanfara del 4º Reggimento carabinieri a cavallo in alta uniforme.
La coccarda, la Flaminia, le insegne chinate
Il 2 giugno si apre con l'alzabandiera solenne all'Altare della Patria e la deposizione della corona d'alloro al Milite Ignoto, davanti alle massime cariche dello Stato. Dopo l'esecuzione dell'Inno di Mameli, le Frecce Tricolori attraversano i cieli di Roma.
Poi il capo dello Stato si reca in via di San Gregorio con la Lancia Flaminia presidenziale scortato da una pattuglia di Corazzieri in motocicletta, e lì — la strada corre tra il Colosseo e il Circo Massimo — passa in rassegna i reparti schierati.
Durante la sfilata il saluto è un movimento delle bandiere: i militari sfilanti rendono onore al Presidente della Repubblica, chinando le insegne mentre passano dinanzi alla tribuna presidenziale.
È tradizione, per le massime cariche dello Stato, avere appuntata sulla giacca, durante tutta la cerimonia, una coccarda italiana tricolore.
Gli onori finali «sono affidati alla fanfara del 4º Reggimento Carabinieri a cavallo e al Reggimento Corazzieri», e la giornata si chiude nel pomeriggio con l'apertura al pubblico dei giardini del Quirinale e le esecuzioni dei complessi bandistici.
Le Frecce, nate nel 1961
Le Frecce Tricolori sono la Pattuglia Acrobatica Nazionale, nata il 1º marzo 1961 come gruppo permanente per l'addestramento dei piloti dell'Aeronautica Militare.
Lo stendardo che viene da Napoleone
La presenza del Presidente, quale Capo delle Forze Armate, è segnalata dallo Stendardo presidenziale affidato a un corazziere.
Lo Stendardo rimanda a quello della Repubblica Italiana creata da Napoleone nel 1801 nella forma e nei colori, con l'aggiunta di un bordo azzurro. Prima era «come nel periodo monarchico, di colore azzurro con al centro lo stemma».
Fuori da Roma
La stessa giornata si ripete in scala ridotta in tutto il Paese: le prefetture organizzano ricevimenti preceduti da manifestazioni pubbliche solenni con parate militari in forma ridotta, passate in rassegna dal prefetto «nella sua veste di più alta autorità governativa in provincia». Cerimonie analoghe sono organizzate da Regioni e Comuni, e all'estero dalle ambasciate italiane.
Che altro succede in provincia di Roma
Se sei in zona, poco lontano si tengono anche queste.
- 2 Giugno a Roma — giugno
- 1 Maggio a Roma — maggio
- 1 Maggio a Roma — maggio