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Come ci si comporta a una processione: le regole non scritte

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

A una processione ci si comporta in silenzio e in raccoglimento: si evitano chiacchiere, fumo e telefonini, non si raccolgono né si offrono soldi lungo il percorso, non si fanno danzare le statue e non si fotografano i volti in preghiera senza aver chiesto il permesso.

Molte di queste regole non sono affatto non scritte: stanno nei decreti delle diocesi, e in alcuni casi prevedono anche l'obbligo di avvisare il questore.

Le regole vengono dai decreti diocesani

I comportamenti descritti qui sotto sono tratti dai decreti e dai vademecum di diverse diocesi italiane — Salerno, Treviso, Trani, Cerreto Sannita, Messina, Vibo Valentia, Avezzano — e dalle norme emanate nel 2026 dall'arcivescovo Santo Marcianò per Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino. Ogni decreto vale nel territorio della sua diocesi, ma molte prescrizioni si ripetono quasi identiche.

Il contegno di chi partecipa

Il principio è che il corteo sia organizzato in modo da favorire il raccoglimento e la preghiera, con uno svolgimento dignitoso e ordinato.

Le fotografie

La regola d'oro è chiedere il permesso al parroco o al sagrestano prima della celebrazione, spiegando le proprie intenzioni. Poi si fotografa senza puntare l'obiettivo sui volti in preghiera.

Chi vuole avvicinarsi alla comunità privilegia l'ascolto degli anziani e impara qualche parola in dialetto: gesti che aprono le porte più di qualsiasi obiettivo fotografico. Nell'ascolto valgono due accorgimenti: sedersi accanto a una persona e non di fronte, perché è meno intimidatorio, e non interrompere mai.

Il denaro: quello che non si fa

Le statue e i portatori

Ai portatori è chiesto un comportamento consono, e ci sono due divieti espliciti: non far danzare né girare le statue, durante la processione e alla sua conclusione, e non fermare il corteo mentre si sparano i fuochi d'artificio.

Durante il percorso ai portatori si può offrire soltanto acqua per dissetarsi: non altre bevande, non cibi. I comitati, dal canto loro, non possono in alcun modo interferire nella processione.

Il percorso, la durata, le soste

Una prescrizione riguarda il contorno: per le feste patronali non è consentito tenere sagre paesane in concomitanza, e le norme del 2026 chiedono che le iniziative civili restino subordinate alla dimensione religiosa.

Chi autorizza una processione

L'autorizzazione è doppia, religiosa e civile.

Sul lato ecclesiastico, nessuna festa religiosa può essere organizzata senza il consenso scritto dell'Ordinario; le richieste vanno inoltrate in tempo utile alla Cancelleria della Curia, e in alcune diocesi il nulla osta va chiesto almeno una settimana prima. Introdurre nuove processioni senza autorizzazione è espressamente proibito.

Sul lato civile, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza impone a chi promuove una funzione religiosa in luogo pubblico di darne avviso al questore almeno tre giorni prima, con generalità e firma dei promotori, giorno, ora, itinerario e aree occupate. Va comunicato all'autorità civile anche il percorso, chiedendo se necessario un servizio di vigilanza.

Come si prega durante il corteo

Le processioni vanno preparate, non improvvisate, e sono guidate dal sacerdote o da altro ministro. Alla processione si fa precedere la Messa o un'altra azione liturgica, così da favorire la partecipazione all'Eucaristia.

Lungo il percorso i fedeli pregano con canti, brevi letture, preghiere e litanie, con soste dedicate alla Parola; il corteo si chiude con una preghiera dossologica e la benedizione. Nelle domeniche del tempo ordinario si conserva la liturgia della domenica con le letture del giorno, e le processioni votive si evitano nelle domeniche di Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua: sono proibite nelle solennità dell'Ascensione, di Pentecoste, del Corpus Domini, della Santissima Trinità e di Cristo Re.

Una processione, infine, si tiene solo se c'è concorso di popolo: è l'espressione pubblica e comunitaria della fede, e in alcune diocesi si chiede di catechizzarne il senso come cammino comunitario.

Domande frequenti

Si possono fare foto durante una processione?

Si possono fare, ma la regola è chiedere prima il permesso al parroco o al sagrestano, spiegando le proprie intenzioni, e non puntare l'obiettivo sui volti in preghiera.

Si possono attaccare soldi alla statua del santo?

No: i decreti diocesani vietano di attaccare denari alla statua, di raccogliere offerte durante il corteo e di mettere all'asta il trasporto del simulacro.

Quanto dura una processione?

I decreti chiedono che si concluda entro le due ore e mezza, e in alcune diocesi che sia contenuta possibilmente in due ore, riducendo le soste.

Chi deve autorizzare una processione?

Serve il consenso scritto dell'autorità ecclesiastica, richiesto alla Curia, e sul lato civile l'avviso al questore almeno tre giorni prima con itinerario e orari.