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Sagre ed Enogastronomia

Come si riconosce una sagra che vale: cinque cose da guardare

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Cinque segnali distinguono una sagra autentica, e sono gli stessi che l'UNPLI verifica prima di assegnare il marchio «Sagra di Qualità»: la provenienza del prodotto servito, gli anni di storia, i cartelli sull'origine del cibo, le certificazioni del prodotto e lo stato di servizi e rifiuti.

Le manifestazioni che hanno superato quella verifica espongono il marchio UNPLI sul materiale promozionale.

1. Il prodotto viene da lì

Il primo riferimento, per chi assegna il marchio, è il prodotto tipico locale. Ogni sagra deve rappresentare un prodotto del territorio, riconoscibile per la storicità e per la tradizione.

La verifica non si ferma alla parola: fra i parametri fondamentali gli ispettori controllano che il prodotto sia davvero a chilometro zero e che provenga dall'area provinciale.

2. Il prodotto è certificato

Accanto alla provenienza conta il riconoscimento formale. Le manifestazioni valutate devono promuovere prodotti tipici certificati: DOP, DOC, DOCG, IGP, IGT oppure De.C.O., la denominazione comunale.

Il marchio identifica le manifestazioni che promuovono prodotti tipici storicamente legati al territorio, e i requisiti si basano su tempo, tradizione e patrimonio culturale locale.

3. Si fa da molti anni

La storicità è un requisito numerico, non un'impressione.

Sotto quelle soglie la manifestazione non è ammessa alla valutazione.

4. I cartelli dicono da dove arriva il cibo

La normativa marchigiana prevede che le caratteristiche dei prodotti siano esposte mediante cartelli illustrativi posizionati alle casse, o indicate nel menù, specificando il luogo di provenienza.

Lo stesso quadro chiede che l'assenza di organismi geneticamente modificati risulti da disciplinari controllati da organismi indipendenti, e che sia indicato l'ente di certificazione che verifica i requisiti.

5. Servizi, rifiuti e parcheggi

L'ultima verifica riguarda l'organizzazione.

Gli ispettori controllano la pulizia, l'ordine, la qualità del luogo, la sicurezza alimentare e quella generale, la gestione dei rifiuti e l'uso di materiali ecosostenibili.

Le regole marchigiane sono più esplicite:

Fra i criteri di assegnazione del marchio compare anche la presenza di un mercatino.

Chi controlla, e con quanti criteri

I criteri sono decisi e applicati da una commissione nazionale e da ispettori, che vanno in ogni sagra per una prevalutazione.

I criteri in tutto sono 60. La richiesta di valutazione va inviata almeno 180 giorni prima dell'evento, e la Pro Loco deve garantire ospitalità con pernottamento e pasti per almeno due componenti della commissione.

Servono inoltre tutte le autorizzazioni — comunali, sanitarie e per la gestione dei rifiuti — e un piano di gestione delle emergenze.

Quante sono le sagre certificate

Il marchio è stato istituito dall'UNPLI per la prima volta nel 2018. Le coccarde assegnate hanno raggiunto quota 190, con 44 nuovi riconoscimenti nel 2026.

Nel 2025 le sagre certificate risultavano 41, accompagnate da 9 eventi culturali riconosciuti; si trovano in tutta Italia, in regioni come Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Calabria e Sardegna, con date da maggio a ottobre e un picco fra luglio e settembre.

Un esempio di continuità: la Sagra della Ciuiga di San Lorenzo Dorsino, in Trentino, organizzata dalla Pro Loco con Comune, Apt, Consorzio Borgo Vivo e Slow Food, è stata la prima in Trentino a ricevere il titolo, nel 2018.

Domande frequenti

Come si capisce se una sagra è autentica?

Si guardano cinque cose: che il prodotto sia del posto e a chilometro zero, che sia certificato, da quanti anni si svolge la sagra, se i cartelli alle casse dichiarano la provenienza, e come stanno servizi igienici, rifiuti e parcheggi.

Che cos'è il marchio «Sagra di Qualità»?

Una certificazione dell'UNPLI istituita nel 2018, assegnata da una commissione nazionale sulla base di 60 criteri e di un'ispezione condotta durante la manifestazione.

Quanti anni deve avere una sagra per essere certificata?

Almeno cinque anni consecutivi per il marchio UNPLI. Nelle Marche la legge regionale chiede che il progetto documenti almeno dieci anni di svolgimento.

I cartelli sulla provenienza sono obbligatori?

Nelle Marche sì: le caratteristiche dei prodotti vanno esposte con cartelli alle casse o nel menù, specificando il luogo di provenienza.