Gli addobbi di una volta: che cosa si appendeva prima delle palline
Prima delle palline si appendevano mele rosse: alberi decorati con la frutta erano tipici del nord Europa in epoca medievale, e quelle mele sono considerate le antenate delle palline di Natale. Accanto c'erano noci, dolci, fiori di carta e candele.
Il vetro soffiato è arrivato solo alla fine di questa catena.
Mele e noci
Nel Medioevo le famiglie europee appendevano agli alberi mele e noci, che stavano per la fortuna e la prosperità.
Nei paesi del nord Europa si appendevano alla porta corone di sempreverdi, e l'interno si addobbava con rami di abete, vischio e agrifoglio. Nelle piazze dei villaggi i grandi alberi venivano decorati con frutta secca, mele e decorazioni di carta.
Dentro le case si aggiungevano fiori di carta, ninnoli e dolci — e, in alcune tradizioni, ostie sconsacrate, nastri di tessuto e piccoli oggetti votivi.
Germania, XVI secolo
Le prime vere decorazioni pensate per l'albero nascono in Germania, nel Cinquecento: accanto alla frutta compaiono nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi.
Fra il XVIII e il XIX secolo diventano di moda candele, tinsel e piccole figurine di cera o porcellana.
Le witch balls, antenate delle palline
C'è un antenato che con l'albero non c'entrava nulla: le witch balls, sfere di vetro che nell'Inghilterra del Seicento si appendevano a finestre e porte come protezione. Dall'Inghilterra arrivarono poi negli Stati Uniti.
Il passaggio decisivo è del 1840, quando a quelle sfere furono aggiunti cappucci di ottone goffrato con anelli: da lì nacquero i primi veri ornamenti da albero, chiamati kugels — in tedesco, «palle».
I kugels si appendevano con nastri, passamanerie o catene, e comprendevano forme diverse: uova, grappoli d'uva, sfere a doppia sospensione, la sfera piked progettata prima dei cappucci in ottone e la end-of-day ball, fatta con i materiali avanzati a fine giornata.
Il vetro natalizio come lo conosciamo si deve però ai soffiatori di Lauscha, che alla fine dell'Ottocento produssero le sfere colorate per gli alberi.
Come si addobbava, e come si addobba
Le regole tramandate per l'albero sono poche e valgono ancora.
- Prima le luci: la ghirlanda luminosa si installa prima di ogni altra decorazione. Per un albero piccolo servono 7-15 metri di catena, per uno di 160-200 cm dai 15 ai 25.
- Poi le palline, fissate al centro dei rami perché non si pieghino.
- Le decorazioni più grandi in basso, quelle più piccole verso la punta, riducendo le dimensioni man mano che si sale.
- Le stelle di paglia vanno appese più in alto e verso l'esterno.
- Per ultimo il puntale: una stella, un angelo, un fiocco di neve o una croce dorata.
Rifarli oggi, con quello che c'è in casa
Il repertorio antico si presta al fai da te, e alcune tecniche servono a recuperare le palline rovinate.
- Rivestire all'uncinetto — si lavora un motivo traforato attorno a una vecchia pallina. Sulle trasparenti l'effetto risalta di più, ed è il modo migliore per rimettere in gioco quelle ammaccate o sbiadite.
- Sfere di solo filo — si lavora all'uncinetto attorno a un palloncino gonfio, si irrigidisce con la colla vinilica e, ad asciugatura completa, si sgonfia il palloncino e lo si sfila.
- Avanzi di lana e cotone — con gli stessi punti si fanno anche cartoline con il bordo decorato.
- Strass adesivi — si applicano sulle palline vecchie, senza colla né attrezzi.
- Il fondo dei piatti di carta — ritagliato e decorato lungo il bordo con un puncher.
- Una gruccia di fil di ferro — piegata a cerchio, diventa la base di una ghirlanda su cui infilare palline, fiocchi e nastri.
Alla base dell'albero si possono aggiungere pigne e rametti di abete, o un cesto con l'agrifoglio.
Che cosa dice questa storia
La sequenza è chiara: mele e noci, poi carta e dolci, poi candele e figurine, infine il vetro.
Ogni passaggio sostituisce qualcosa di deperibile con qualcosa che dura. L'albero addobbato con la frutta andava rifatto ogni anno e finiva mangiato; quello con le palline si ripone in una scatola e torna identico dopo dodici mesi.