Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Vivere la festa

Vivere la festa

Gli addobbi di una volta: che cosa si appendeva prima delle palline

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Prima delle palline si appendevano mele rosse: alberi decorati con la frutta erano tipici del nord Europa in epoca medievale, e quelle mele sono considerate le antenate delle palline di Natale. Accanto c'erano noci, dolci, fiori di carta e candele.

Il vetro soffiato è arrivato solo alla fine di questa catena.

Mele e noci

Nel Medioevo le famiglie europee appendevano agli alberi mele e noci, che stavano per la fortuna e la prosperità.

Nei paesi del nord Europa si appendevano alla porta corone di sempreverdi, e l'interno si addobbava con rami di abete, vischio e agrifoglio. Nelle piazze dei villaggi i grandi alberi venivano decorati con frutta secca, mele e decorazioni di carta.

Dentro le case si aggiungevano fiori di carta, ninnoli e dolci — e, in alcune tradizioni, ostie sconsacrate, nastri di tessuto e piccoli oggetti votivi.

Germania, XVI secolo

Le prime vere decorazioni pensate per l'albero nascono in Germania, nel Cinquecento: accanto alla frutta compaiono nastri, fiaccole, piccole campane e animaletti votivi.

Fra il XVIII e il XIX secolo diventano di moda candele, tinsel e piccole figurine di cera o porcellana.

Le witch balls, antenate delle palline

C'è un antenato che con l'albero non c'entrava nulla: le witch balls, sfere di vetro che nell'Inghilterra del Seicento si appendevano a finestre e porte come protezione. Dall'Inghilterra arrivarono poi negli Stati Uniti.

Il passaggio decisivo è del 1840, quando a quelle sfere furono aggiunti cappucci di ottone goffrato con anelli: da lì nacquero i primi veri ornamenti da albero, chiamati kugels — in tedesco, «palle».

I kugels si appendevano con nastri, passamanerie o catene, e comprendevano forme diverse: uova, grappoli d'uva, sfere a doppia sospensione, la sfera piked progettata prima dei cappucci in ottone e la end-of-day ball, fatta con i materiali avanzati a fine giornata.

Il vetro natalizio come lo conosciamo si deve però ai soffiatori di Lauscha, che alla fine dell'Ottocento produssero le sfere colorate per gli alberi.

Come si addobbava, e come si addobba

Le regole tramandate per l'albero sono poche e valgono ancora.

Rifarli oggi, con quello che c'è in casa

Il repertorio antico si presta al fai da te, e alcune tecniche servono a recuperare le palline rovinate.

Alla base dell'albero si possono aggiungere pigne e rametti di abete, o un cesto con l'agrifoglio.

Che cosa dice questa storia

La sequenza è chiara: mele e noci, poi carta e dolci, poi candele e figurine, infine il vetro.

Ogni passaggio sostituisce qualcosa di deperibile con qualcosa che dura. L'albero addobbato con la frutta andava rifatto ogni anno e finiva mangiato; quello con le palline si ripone in una scatola e torna identico dopo dodici mesi.