Home » 2 Giugno » Storia e origini
Il referendum del 2 giugno 1946: come gli italiani scelsero la Repubblica
Il referendum istituzionale si tenne il 2 e il 3 giugno del 1946, per scegliere fra la monarchia e la repubblica. Votarono 24.946.878 italiani su 28.005.449 aventi diritto, l'89,08%, e la Repubblica vinse con il 54,27%. Nello stesso giorno si eleggeva l'Assemblea Costituente.
La proclamazione ufficiale arrivò però due settimane dopo.
Da dove nasce la consultazione
L'impegno a far scegliere agli italiani la forma dello Stato era stato tradotto in norma già durante la guerra, dal decreto legislativo luogotenenziale n. 151 del 25 giugno 1944, emanato durante il governo Bonomi: al termine del conflitto si sarebbe tenuta una consultazione popolare, e a un'Assemblea Costituente sarebbe toccato il compito di redigere la nuova Carta.
Le date arrivarono due anni dopo. Il 16 marzo 1946 il principe Umberto emanò il decreto luogotenenziale n. 98; con il decreto n. 99, dello stesso giorno, i comizi elettorali furono convocati per il 2 giugno.
Il voto: due giorni, quasi venticinque milioni di elettori
Si votò per l'intera giornata di domenica 2 giugno e per la mattina di lunedì 3. Fu la prima consultazione a suffragio universale: per la prima volta votarono anche le donne.
Sulla stessa scheda gli italiani decidevano due cose: la forma dello Stato e i componenti dell'Assemblea Costituente, l'organo che avrebbe scritto la nuova costituzione.
I numeri del voto
Il risultato è noto, ma le cifre esatte non coincidono, perché una cosa è lo spoglio e un'altra la proclamazione definitiva.
Lo spoglio diede questo risultato:
- Repubblica: 12.718.641 voti, pari al 54,27%
- Monarchia: 10.718.502 voti, pari al 45,73%
- votanti: 24.946.878 su 28.005.449 aventi diritto, l'89,08%
- voti validi: 23.437.143
I dati definitivi proclamati dalla Corte di Cassazione sono leggermente diversi: 12.717.923 voti alla Repubblica e 10.719.284 alla Monarchia. Lo scarto è di poche centinaia di schede, e dipende dalla revisione successiva allo spoglio.
Le schede non valide furono 1.498.136.
Su quel mucchio di schede si giocò la contestazione: i monarchici sostenevano che la «maggioranza degli elettori votanti» dovesse comprenderle, e in quel caso la repubblica non avrebbe raggiunto la maggioranza assoluta.
Un Paese diviso in due
Il risultato nazionale nasconde una spaccatura geografica netta: il Nord votò repubblica al 66,2%, il Sud monarchia al 64,8%.
In Piemonte la repubblica ottenne il 57%, in Lombardia il 64%, in Toscana il 71%; il consenso più alto fu in Trentino, con l'85%. A Modena i voti repubblicani superarono quelli monarchici di circa due milioni nella circoscrizione.
Il risultato più alto per la monarchia fu nella circoscrizione Napoli-Caserta, con il 79,9%.
Dal 10 al 18 giugno: la proclamazione
A Montecitorio, nella Sala della Lupa, il 10 giugno 1946 la Corte di Cassazione lesse i risultati definitivi e decretò la vittoria della Repubblica. Dopo lo spoglio Umberto II si era rivolto alla Corte chiedendo il conteggio definitivo e denunciando brogli.
La validazione ufficiale arrivò il 18 giugno, quando la Cassazione comunicò i risultati a favore della Repubblica e respinse i ricorsi monarchici. È quella la data di nascita ufficiale della Repubblica Italiana.
La Costituzione elaborata dall'Assemblea Costituente entrò in vigore il 1º gennaio 1948.
Domande frequenti
Quando si è votato per il referendum del 1946?
Domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946: le urne restarono aperte tutta la domenica e la mattina del lunedì.
Con quanti voti ha vinto la Repubblica?
Con 12.718.641 voti, il 54,27%, contro i 10.718.502 della monarchia. I dati definitivi della Cassazione indicano 12.717.923 contro 10.719.284.
Quando è nata ufficialmente la Repubblica Italiana?
Il 18 giugno 1946, quando la Corte di Cassazione validò i risultati e respinse i ricorsi. La lettura dei risultati definitivi era avvenuta il 10 giugno nella Sala della Lupa a Montecitorio.
Quante persone votarono?
24.946.878 su 28.005.449 aventi diritto: l'89,08%.