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Come finì la monarchia in Italia: la proclamazione contesa e la partenza del re
La monarchia italiana finì fra il 2 e il 18 giugno 1946: il referendum scelse la repubblica, la Corte di Cassazione ne proclamò i risultati definitivi respingendo i ricorsi, e Umberto II lasciò l'Italia per l'esilio in Portogallo. Era diventato re da poco più di un mese.
Sull'ora e sul luogo della partenza le cronache non concordano.
L'abdicazione del 9 maggio
Il 9 maggio 1946 Vittorio Emanuele III abdicò in favore del figlio Umberto, principe di Piemonte dal 1904 e luogotenente generale del Regno dal 5 giugno 1944.
Fu il tentativo estremo di salvare l'istituzione monarchica separandola dal re che aveva accompagnato il fascismo.
Il voto del 2 e 3 giugno
Il referendum istituzionale si svolse nella giornata di domenica 2 giugno e la mattina di lunedì 3, insieme all'elezione dell'Assemblea Costituente. Per molti italiani era la prima volta alle urne dopo oltre vent'anni, e per la prima volta furono ammesse le donne alle liste elettorali e alle cariche elettive.
Votarono 24.946.878 elettori, l'89,08%. La repubblica prevalse con uno scarto di circa due milioni di voti: 12.717.923 contro 10.719.284, con 1.498.136 schede nulle.
La divisione geografica fu netta: il Nord votò repubblica al 66%, il Sud restò monarchico.
I giorni contesi
A Montecitorio, il 10 giugno 1946, la Cassazione lesse i risultati e decretò la vittoria della repubblica. Ma il risultato era stato comunicato in forma provvisoria: il giudizio definitivo su proteste, reclami, votanti e voti nulli era stato rinviato al 18 giugno.
Umberto II temporeggiò in attesa dell'esito dei ricorsi monarchici. La situazione, nelle cronache dell'epoca, viene descritta come esplosiva e vicina alla guerra civile.
Nel mezzo, alle 0.15 del 13 giugno, il governo conferì temporaneamente l'esercizio delle funzioni di capo dello Stato al presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
Il 18 giugno la Corte respinse i ricorsi e proclamò in modo ufficiale la nascita della Repubblica Italiana.
La partenza del re
Umberto II salutò le autorità politiche nel cortile del Palazzo del Quirinale, passò in rassegna per l'ultima volta i Corazzieri e lasciò l'Italia per il Portogallo, salutando dall'aereo i sostenitori di Casa Savoia.
La ragione dichiarata fu una: lasciò il Paese per evitare una guerra civile, disinnescando una crisi che si stava avvitando.
L'aereo, un Siai-Marchetti SM95, decollò da Ciampino alle 16.10 del 13 giugno 1946, ai comandi del colonnello Francesco Aurelio Di Bella. Dopo una sosta a Barcellona arrivò a Lisbona a mezzogiorno del giorno dopo.
Quando quell'aereo si alzò da Ciampino, la Repubblica italiana era già nata.
Il re di maggio
Il soprannome con cui Umberto II è rimasto nella memoria — re di maggio — non è affettuoso: fu dato polemicamente dai repubblicani, perché il suo regno effettivo durò dal 9 maggio al referendum del 2 giugno.
Non abdicò mai: lasciò l'Italia da re, contestando il modo in cui la partita si era chiusa. Prima di salire sull'aereo preparò un proclama polemico al Paese, che l'ANSA trasmise quella sera stessa alle 22.30.
L'esilio, e il divieto di tornare
Come sede scelse Cascais, presso Lisbona, che era già stata dimora dell'avo Carlo Alberto. Lì visse sotto il nome di conte di Sarre.
Non tornò mai: morì a Ginevra il 18 marzo 1983, trentasette anni dopo la partenza.
Il divieto non era solo politico. La XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione vietava l'ingresso e il soggiorno in Italia agli ex re di Casa Savoia, alle consorti e ai discendenti maschi. Gli effetti dei primi due commi sono cessati soltanto con la legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1. Mentre i Savoia restavano fuori, la data della loro caduta diventava una ricorrenza: il 2 giugno degli italiani, con la parata, gli uffici chiusi e anche gli anni in cui non si è celebrato.
Domande frequenti
Quando è finita la monarchia in Italia?
Con il referendum del 2 e 3 giugno 1946. La Corte di Cassazione ha proclamato ufficialmente la nascita della Repubblica il 18 giugno, respingendo i ricorsi monarchici.
Chi è stato l'ultimo re d'Italia?
Umberto II, salito al trono il 9 maggio 1946 dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele III e in carica fino al referendum.
Dove è andato in esilio Umberto II?
A Cascais, in Portogallo, dove visse con il nome di conte di Sarre. Morì a Ginevra il 18 marzo 1983 senza essere mai rientrato in Italia.
Perché i Savoia non potevano rientrare?
Lo vietava la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione. Gli effetti dei primi due commi sono cessati con la legge costituzionale n. 1 del 23 ottobre 2002.