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Come fu scelto il Milite Ignoto: la madre che indicò la bara nel 1921
Il Milite Ignoto fu scelto il 28 ottobre 1921 nella basilica di Aquileia: davanti a undici bare identiche, Maria Bergamas, madre di un soldato disperso, si accasciò davanti alla decima pronunciando il nome del figlio. Su quella bara cadde la scelta.
La traslazione solenne avvenne il 4 novembre 1921. Da allora quella tomba è il centro delle cerimonie nazionali: ogni 2 giugno, alle 9.15, il Presidente della Repubblica depone una corona d'alloro sul Sacello, prima della parata.
La legge, e la commissione
L'operazione nasce da un atto parlamentare. Il 4 agosto 1921 la proposta sull'Onoranza al Soldato Ignoto passò alla Camera all'unanimità e senza dibattito: prevedeva la scelta di una salma non identificabile.
Il governo Bonomi affidò al ministro Luigi Gasparotto l'incarico di formare la commissione che avrebbe cercato undici corpi «certamente non identificabili».
La commissione esumò salme dai campi di battaglia e ne selezionò undici, provenienti da diversi teatri del fronte italiano. Le istruzioni del ministero della Guerra erano precise: la cassa prescelta non doveva essere riconducibile a un fronte determinato.
Le undici salme furono raccolte nei cimiteri di guerra e portate ad Aquileia, dove furono collocate in bare identiche dentro la basilica.
La donna che scelse
A designare la salma fu Maria Bergamas, originaria di Gradisca d'Isonzo e triestina d'adozione, madre di un soldato di cui non erano state restituite le spoglie.
Suo figlio Antonio aveva disertato l'esercito asburgico per combattere in quello italiano, ed era caduto sul Monte Cimone il 18 giugno 1916: fu dichiarato disperso.
L'incarico era inizialmente ricaduto su un'altra donna, l'udinese Anna Visentini Feruglio, madre di due dispersi.
La decisione di affidare la scelta a una madre si ispirava alla figura della Mater Dolorosa, e rese la cerimonia italiana più coinvolgente rispetto a quelle degli altri Paesi.
Il rito di Aquileia
La cerimonia — passata alla storia come Rito di Aquileia — si tenne il 28 ottobre 1921 nella basilica patriarcale, alla presenza di madri e vedove di caduti, mutilati ed ex combattenti. A officiare fu il vescovo di Trieste, Angelo Bartolomasi.
La scena si svolse in due momenti. Posta davanti alle undici bare allineate, Maria Bergamas appoggiò il proprio scialle sulla seconda. Poi proseguì: passò davanti alle prime nove e, arrivata alla decima, pronunciò il nome del figlio e cadde a terra. Fu quella la bara designata.
C'è una testimonianza che complica la scena, ed è della figlia Anna: secondo lei la madre avrebbe voluto scegliere l'ottava o la nona bara, perché quei numeri richiamavano la nascita e la morte di Antonio.
Da quel giorno Maria Bergamas fu chiamata madre spirituale del Milite Ignoto.
Il viaggio verso Roma
Il feretro partì da Aquileia su un convoglio dedicato, che percorse la linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma ricevendo gli onori delle folle in ogni stazione.
Il 4 novembre 1921 la bara fu tumulata all'Altare della Patria, sotto la statua della dea Roma, portata a spalla da dodici decorati di Medaglia d'Oro al Valor Militare. La data non era casuale: il 4 novembre 1921 cadeva nel terzo anniversario dell'armistizio del 1918, lo stesso giorno che dà il nome alla ricorrenza del 4 novembre.
L'evento unificò idealmente l'Italia sotto la stessa bandiera.
Che ne fu delle altre dieci
Le salme non scelte furono sepolte nel cimitero di guerra di Aquileia. Una di esse fu collocata nel cimitero cittadino di Sant'Anna, per volontà di Maria Hartverger Zanetti.
Nello stesso cimitero, accanto ai dieci militi ignoti, riposa anche Maria Bergamas: morì a Trieste il 22 dicembre 1953, e nel 1954 la sua salma fu riesumata e sepolta ad Aquileia.
Il 2 novembre 2021, per il centenario, un convoglio commemorativo ha rifatto quel viaggio, arrivando a Roma alla Stazione Termini.
Domande frequenti
Chi ha scelto il Milite Ignoto?
Maria Bergamas, madre di Antonio, disperso sul Monte Cimone nel 1916. L'incarico era stato assegnato inizialmente a un'altra madre, l'udinese Anna Visentini Feruglio.
Quante bare c'erano ad Aquileia?
Undici, identiche, con i corpi di soldati non identificabili raccolti in diversi teatri del fronte italiano.
Quale bara scelse?
La decima. Aveva appoggiato lo scialle sulla seconda, poi proseguì lungo la fila e davanti alla decima gridò il nome del figlio.