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Come è cambiato il 4 novembre: dalla Festa della Vittoria a oggi
Il 4 novembre ha cambiato nome più di una volta: nato come festa nazionale della Vittoria nel primo dopoguerra, nel 1949 è diventato Giorno dell'Unità nazionale, e dal 2024 si chiama Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate. Il giorno però è sempre lo stesso.
Ed è l'unica celebrazione passata intatta attraverso tre regimi.
Che cosa ricorda
La data commemora l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre 1918, quando cessarono le ostilità sul fronte italiano — alle tre del pomeriggio — dopo la firma del 3 novembre.
Le battaglie del Grappa e del Piave, fino alla vittoria di Vittorio Veneto, avevano segnato la conclusione del conflitto e il ritorno di Trento e Trieste all'Italia: per questo l'intervento italiano è stato letto come una «quarta guerra d'indipendenza».
Il 4 novembre 1918 è anche la data del Bollettino della Vittoria di Armando Diaz.
1919-1923: la Vittoria
- 1919 — il regio decreto 19 ottobre, n. 1888, dichiara festivo il 4 novembre di quell'anno, primo anniversario della fine della guerra. Il provvedimento è controfirmato da Nitti e dal guardasigilli Mortara.
- 1922 — il regio decreto 23 ottobre, n. 1354, lo dichiara Festa nazionale.
- 1923 — il regio decreto-legge 30 dicembre, n. 2859, lo riconosce come «Anniversario della Vittoria».
Il nome originario si riferiva alla vittoria sugli imperi austroungarico e germanico. Durante il Ventennio la ricorrenza mantenne una forte connotazione patriottica e bellicista, e fu anche terreno di scontro politico fra ex neutralisti ed ex interventisti.
1921: il Milite Ignoto
Il 4 novembre 1921 viene tumulato al Vittoriano, nel Sacello dell'Altare della Patria, il Milite Ignoto: il soldato senza nome che sta per tutti i caduti per la Patria.
1949: l'Unità nazionale
La legge 27 maggio 1949, n. 260 fissa il calendario civile della Repubblica e cambia il segno della ricorrenza: toglie il nome di Festa della Vittoria e attribuisce quello di Giorno dell'Unità nazionale, aggiungendo il riferimento alle Forze armate.
La stessa legge include il 4 novembre fra i giorni festivi civili, prevede l'imbandieramento degli edifici pubblici e impone il trattamento economico festivo per i lavoratori retribuiti a ore.
1977: la fine del giorno festivo
Fino al 1976 il 4 novembre fu un giorno festivo. Dal 1977 la celebrazione è stata spostata alla prima domenica di novembre, e la data ha perso il carattere di giornata festiva.
2024: il nome di oggi
Il ritorno è recente, e il percorso parlamentare è documentato.
Il Senato ha approvato all'unanimità un testo unificato che riuniva cinque disegni di legge sulla «Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate». La proposta ha poi superato l'esame della Camera, con 206 voti favorevoli, 46 astenuti e nessun contrario.
La legge 1º marzo 2024, n. 27 riconosce così ufficialmente la ricorrenza, richiamandone il valore di coesione, memoria e identità nazionale.
L'unica sopravvissuta
C'è un dato che distingue il 4 novembre da tutte le altre date del calendario civile italiano: è considerato l'unica celebrazione passata intatta attraverso l'Italia liberale, il fascismo e la Repubblica.
Ha cambiato nome tre volte, ha perso e ritrovato lo status di festa nazionale, ha smesso di essere giorno di riposo. Ma non è mai stata cancellata, e non è mai stata spostata di data — a parte la parentesi in cui le celebrazioni furono trasferite alla domenica.
Domande frequenti
Come si chiama oggi la festa del 4 novembre?
Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate, per la legge 1º marzo 2024, n. 27.
Perché il 4 novembre non è più festivo?
Perché dal 1977 le celebrazioni sono state spostate alla prima domenica di novembre e la data ha perso il carattere festivo. Il riconoscimento del 2024 non lo ha ripristinato.
Da quando esiste la ricorrenza?
Dal 1919: il regio decreto del 19 ottobre di quell'anno dichiarò festivo il primo anniversario della fine della guerra.