Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Feste Patronali

Feste Patronali

Festa di San Biagio a Legnaro 2027 - La benedizione delle arance il 3 febbraio

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
6 agosto 2026
Dove CHIESA PARROCCHIALE DI SAN BIAGIO – LEGNARO, San Martino in Pensilis

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: parrocchialegnaro.org, letta il 20/09/2026.

La festa di San Biagio è la festa patronale di Legnaro, in provincia di Padova, in Veneto, e si celebra il 3 febbraio. Il gesto che la distingue è la benedizione delle arance, che i fedeli portano in chiesa e poi a casa; nella stessa messa i sacerdoti benedicono le gole accostandovi due candele.

Il 3 febbraio, a Legnaro, i fedeli entrano in chiesa con un'arancia in mano. La tradizione legnarese vuole che durante la celebrazione della messa avvenga la benedizione delle arance, che poi si portano a casa e si mangiano.

Un'arancia benedetta da portare a casa

I fedeli che assistono alla messa fanno benedire le arance dal sacerdote e le portano a casa per consumarle come simbolo di protezione contro le malattie della gola e di buon auspicio per il resto dell'anno. San Biagio è il patrono di Legnaro, si celebra il 3 febbraio di ogni anno, e a lui è dedicata la chiesa del paese; in passato e ancora oggi la ricorrenza è legata alla benedizione della gola e a momenti di festa religiosa e civile.

Accanto alle arance c'è il gesto che si ripete in tutte le chiese dedicate al santo: durante la celebrazione eucaristica del 3 febbraio i sacerdoti benedicono le gole dei fedeli accostando ad esse due candele.

La lisca di pesce, o l'arancia

La benedizione delle arance trova origine da uno dei miracoli di San Biagio. La tradizione racconta che, mentre lo portavano al martirio, una donna lo supplicò di salvare il figlio che stava per morire, soffocato da una lisca di pesce in gola, e che il santo allora stese le mani e, pregando, lo guarì; un'altra versione colloca la scena nel corso della prigionia, con una spina di pesce conficcata in gola. A Legnaro si racconta anche che la guarigione riguardasse una bambina, e che il santo l'abbia ottenuta usando un'arancia.

Grazie a quel miracolo la tradizione popolare lo vuole come santo protettore contro il mal di gola.

Medico, vescovo e martire nel 316

Biagio di Sebaste, noto come san Biagio, è venerato come santo sia dalla Chiesa cattolica sia dalla Chiesa ortodossa. Visse a Sebaste in Armenia, l'odierna Anatolia, in Asia Minore, tra il III e il IV secolo: medico e vescovo della comunità cristiana, fu costretto dalle persecuzioni indette da Licinio, imperatore insieme a Costantino, a rifugiarsi in una grotta, dove visse a contatto con la natura e gli animali selvatici.

Scoperto infine dai cacciatori, fu trascinato davanti all'autorità, che tentò inutilmente di costringerlo a rinnegare la fede cristiana; per punizione fu straziato con i pettini di ferro, quelli che si usano per cardare la lana, e infine fu condannato alla decapitazione nell'anno 316, dopo la concessione della libertà di culto nell'Impero Romano avvenuta nel 313.

I mestieri che lo hanno scelto

Dal miracolo e dal martirio discendono i suoi patronati. È a lui che i fedeli si rivolgono, nella sua qualità di medico, anche per la cura dei mali fisici, ed è patrono degli specialisti otorinolaringoiatri; per i pettini di ferro che si dice fossero gli strumenti del suo martirio è considerato patrono dei cardatori di lana, e lo è anche degli animali e delle attività agricole. A cavallo tra il 2013 e il 2014, in mancanza di un santo patrono a loro dedicato, alcune équipe d'animazione l'hanno eletto a protettore, indicandolo come patrono degli animatori.

Le formule dei Medicinales

Le poche storie sulla biografia dell'armeno sono state tramandate prima oralmente e poi raccolte in agiografie, come quella di Camillo Tutini, «Narratione della vita e miracoli di S. Biagio Vescovo e Martire», stampata a Napoli nel 1637. La più antica citazione scritta sul santo, però, è contenuta nei «Medicinales» di Ezio di Amida, vissuto nel VI secolo, e riguarda proprio le gole ostruite: «Se la spina o l'osso non volesse uscire fuori, volgiti all'ammalato e digli “Esci fuori, osso, se pure sei osso, o checché sii: esci come Lazzaro alla voce di Cristo uscì dal sepolcro, e Giona dal ventre della balena”». Oppure, fatto sull'ammalato il segno della croce, si potevano proferire le parole che Biagio martire e servo di Cristo usava dire in simili casi: «O ascendi o discendi».

Come arrivare alla festa

La Festa di San Biagio a Legnaro si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Piove di Sacco, a 9,1 chilometri da Legnaro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce al casello di Padova Zona Industriale ha davanti un percorso di 7,4 chilometri, nove minuti di guida.

Feste vicine, in altri paesi

Altre feste della provincia di Padova.

Da leggere