I Giorni di San Paolino a Lucca 2027 - Il mottetto per il patrono, che compose anche Puccini
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
I Giorni di San Paolino si tengono a Lucca dal 10 al 12 luglio di ogni anno, per il patrono della città: il 10 luglio la Parata di San Paolino, l'11 la Luminara, il 12 la Gazzarra delle Artiglierie e il Palio dei balestrieri. La festa ricorda il miracolo attribuito al santo il 12 luglio 1664, quando i cannoni delle Mura spararono per errore verso la folla senza ferire nessuno, e il corteo del 1261 che traslò le reliquie del santo nella basilica a lui dedicata. Al termine della messa si esegue il mottetto per il patrono, un brano nuovo composto ogni anno da un musicista lucchese, come fece anche Giacomo Puccini.
Un brano nuovo, ogni anno
La tradizione del mottetto è antica: una tradizione plurisecolare ha visto illustri musicisti lucchesi, tra cui Giacomo Puccini, affrontare la composizione di questo brano che viene eseguito al termine della messa dopo i riti di comunione e che è parte caratterizzante e imprescindibile dei festeggiamenti.
Il pezzo ha un posto fisso anche nella serata della vigilia: la luminara arriva alla basilica dove al giungere del corteo viene eseguito il mottetto della ricorrenza.
A eseguirlo è il coro cittadino, e non da solo: il Coro della Polifonica Lucchese accompagnato da tre trombe, tre tromboni e organo ospita i solisti — un basso e un soprano — nell'esecuzione del mottetto in onore del santo.
Nella basilica si svolge una messa con il canto del Mottettone e la benedizione del Palio.
Un patrono di cui si sa pochissimo
Del santo intorno a cui ruota la festa la documentazione dice poco: non si hanno notizie sicure sulla vita e tanto meno dell'esistenza di questo primo vescovo che, secondo leggenda, fu inviato da San Pietro stesso a convertire il popolo lucchese. Era il tempo di Nerone e delle persecuzioni, e il giovane Paolino morì da martire sul Monte Pisano, un tempo noto per la presenza di molti eremiti e religiosi.
Il suo nome è sconosciuto nel catalogo medioevale dei primi vescovi di Lucca e anche alle fonti agiografiche e liturgiche, fino alla seconda metà del secolo XIII.
Il culto nasce da un ritrovamento, non da una memoria continua: il culto è strettamente collegato a un'invenzione delle reliquie, avvenuta nella chiesa di San Giorgio nel 1261, cioè al rinvenimento di quelle reliquie avvenuto al momento della sua distruzione per far posto alla seconda cerchia di Mura.
Il 15 giugno 1261 il vescovo di Lucca accordava delle indulgenze in memoria di tre martiri, solo elencati per nome: Paolino vescovo e discepolo di san Pietro apostolo, primo vescovo di Lucca, Severo presbitero e Teobaldo soldato.
Degli altri due, e dell'eremita legato al ritrovamento, non è rimasto quasi nulla: i martiri nominati in quell'occasione e lo stesso Antonio finirono nell'oblio a tutto vantaggio di san Paolino, che nella passio elaborata in seguito divenne primo vescovo, evangelizzatore e patrono — questo nonostante Lucca avesse già altri due santi importanti, il vescovo Frediano e san Martino, a cui era intitolata la cattedrale.
Quando nel 1341 venne rinnovata la chiesa di San Paolino, questa è presentata negli «Atti» come primitiva cattedrale di Lucca, e poi tra il 1518 e il 1519 venne eretta al santo patrono, su disegno di Baccio da Montelupo, una più ampia e ricca basilica, dove ogni anno la Magistratura della Repubblica rendeva solennemente omaggio al santo nella sua festa del 12 luglio.
Il sarcofago di quel ritrovamento si può ancora vedere: il sarcofago antichissimo, con l'epigrafe descrivente il ritrovamento delle reliquie di san Paolino, di san Severo e san Teobaldo e della ricognizione del 1261, è conservato a Lucca nella Prioria dei Santi Paolino e Donato.
La Luminara, e il corteo del 1261
La sera dell'11 luglio la città rimette in scena quel trasloco di reliquie: la manifestazione ricorda il corteo che nel 1261 fu fatto per traslare le reliquie del corpo di San Paolino, rinvenuto proprio per l'occasione, dalla chiesetta di San Giorgio, demolita per realizzare la seconda cerchia delle Mura, fino alla nuova Basilica di San Paolino.
L'effetto in strada è quello che dà il nome alla serata: l'intera città viene immersa in un'atmosfera d'altri tempi, con le strade illuminate da torce e addobbate dalle bandiere del terziere San Paolino.
La Luminara moderna non è antica: dal 1994 l'associazione organizza la sera dell'11 luglio la Luminara di San Paolino, un corteggio a cui partecipano i gruppi storici della lucchesia.
Il corteo finisce in piazza San Martino, e lì si tira a sorte: sempre in piazza ha luogo l'estrazione dell'ordine di tiro dei balestrieri per la competizione del giorno successivo, dopo la quale i gruppi tornano in corteggio nella chiesa del patrono, dove viene impartita la benedizione ai balestrieri e al Palio che gli stessi si contenderanno la sera successiva.
Il regolamento del 1443
La gara con la balestra che chiude la festa usa un regolamento d'archivio. Il 29 giugno del 1443 il Vessillifero di Giustizia della Repubblica di Lucca volle fosse emanato un atto per disciplinare la disputa della gara con la Balestra, e quel documento — conservato nell'Archivio di Stato di Lucca, e tuttora in uso — è risultato essere il più antico Regolamento per gara di tiro esistente in Europa.
La mattina della gara il Banditore percorre le vie del centro storico, leggendo il Bando di Sfida. Ogni concorrente deve scagliare una sola verretta, recante scritto il proprio nome, dalla distanza di 36 metri tentando di colpire il bersaglio chiamato brocca, consistente in un cilindro di legno del diametro di 12 centimetri e della lunghezza di 50.** La distanza originaria dal bersaglio era di 120 passi (circa 88 metri), oggi è stata diminuita a 36 metri per uniformarsi ai dettami della Federazione Italiana Balestrieri (FIB).
Al termine della competizione il Maestro d'Armi e il collegio giudicante, dopo attento esame, premiano i primi quattro classificati. Al balestriere «Primo et Meliore su tutti» va la brocca con conficcata la propria verretta vincente e il Collare d'argento che terrà per un anno: il premio per i vincitori era di 18 fiorini d'oro, mentre oggi al vincitore va un collare d'argento massiccio opera dell'argentiere lucchese Nello Giovacchini.
L'uso della balestra a Lucca viene da più lontano ancora: se ne ha testimonianza scritta già fin dal 1169, quando la città chiese alla Repubblica di Genova l'aiuto di una compagnia dei Balestrieri per difendersi dai continui attacchi della Repubblica di Pisa; e più tardi Castruccio Castracani, signore di Lucca dal 1316 al 1328, istituì un premio per incentivare l'uso della balestra, con gare a scopo ludico per tenere in allenamento i tiratori nei periodi di calma.
La compagnia di oggi è recente: il 10 ottobre 1970 un gruppo di lucchesi desiderosi di riscoprire le antiche tradizioni cittadine costituì la «Compagnia Balestrieri Lucca», facendo rinascere l'antica tradizione del «balestrare».
A sfidarsi sono i tre terzieri storici, ciascuno col suo colore: San Paolino, con i colori rossi; San Salvatore, con i colori verdi; San Martino, con i colori neri.
C'è infine una parola dell'italiano corrente che nasce da questo bersaglio: il termine imbroccare, spesso utilizzato nell'uso corrente con il significato di «aver indovinato», deriva proprio dall'aver centrato questo particolare tipo di bersaglio.
Il quadro del miracolo
Il 12 luglio 1664 i cannoni posti sulle Mura vicino a Porta San Donato spararono in onore di San Paolino, ma accidentalmente i colpi furono diretti sulla folla presente nella zona. Non ci furono morti né feriti e il miracolo fu attribuito a San Paolino. È quel fatto che la Gazzarra delle Artiglierie rievoca ogni 12 luglio.
Nella chiesa patronale un grande dipinto racconta la storia del miracolo di san Paolino, e la scena si svolge sulle mura nuove: San Paolino è in alto a destra circondato dagli angeli. Sotto di lui, nella piazza d'armi, il Capitano dei bombardieri e l'aiutante del capitano sorvegliano i cannoni. A sinistra del cannone sono due tamburini e tre bombardieri, un portabandiera e una Lancia spezzata. La tela è del pittore lucchese Gian Domenico Lombardi, e la stessa raffigurazione si trova sulla porta di san Donato e nel coro della cattedrale.
Anche l'architettura dipinta è databile: il ponte davanti alla porta San Donato, progettata dall'urbinate Muzio Oddi tra il 1628 e il 1639, fu ultimato nel 1667 con la sistemazione ai suoi lati di due statue effigianti i Santi Paolino e Donato, con una folla di gente che conferma che si tratta di un giorno di festa.
Un'altra tela mostra il santo nel modo consueto a Lucca: con la città di Lucca tra le mani, in questo caso la città romana ben riconoscibile dalle mura con torrioni.
E c'è una gazzarra precedente, del secolo prima, che entrò nella memoria cittadina: nel 1631 le reliquie di San Paolino furono fatte sfilare sulle mura e i 160 cannoni si fecero sentire con una gazzarra che udirono persino i Pisani, che si unirono ai Lucchesi, per una volta, nella preghiera che celebrò la fine della peste.
Tre giorni con un calendario fisso
Il 10 luglio di ogni anno si organizza la Parata di San Paolino; l'11 luglio, la Luminara di San Paolino; il 12 luglio, la Gazzarra delle Artiglierie ed il Palio di San Paolino.
La parata è nata come torneo; successivamente si è trasformata in una parata di gruppi di sbandieratori provenienti da diverse città, che percorrono via San Paolino e dopo una breve sosta davanti alla chiesa del Santo, salutando con squilli di chiarina e rullo di tamburi, proseguono per le vie del centro storico fino a raggiungere Piazza San Martino.
Il 12 luglio è festivo per tutta la città: si apre a mezzogiorno con la gazzarra sparata dal baluardo San Donato, a cura dell'associazione Historica Lucense, con riproduzioni di pezzi di artiglieria risalenti alla seconda metà del XV secolo perfettamente funzionanti, e si chiude in notturna col Palio.
La manifestazione com'è oggi è recente: l'anno in cui si organizzarono per la prima volta i Giorni di San Paolino fu il 1972, quando si svolse il solo Palio dei Balestrieri, e solo in seguito, con la nascita di nuove associazioni, si sono aggiunte la parata degli sbandieratori e la Luminara. Dal 2015 l'Associazione Contrade di San Paolino organizza ogni anno anche un villaggio medievale, «Lucca Medievale», dedicato alla vita quotidiana dell'epoca.
Il Comune di Lucca organizza annualmente un tavolo di lavoro con le associazioni storiche cittadine per la messa a punto della logistica e della calendarizzazione degli interventi, occupandosi anche dell'allestimento dei luoghi.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Lucca per i Giorni di San Paolino non è complicato. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Lucca si trova a 1,7 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Lucca Est dista 1,9 chilometri, cioè 3 minuti di strada.
Che altro succede in provincia di Lucca
Altre feste di luglio nella stessa zona.
- Palio della Santa Croce a Lucca — settembre
- Gazzarre delle Artiglierie a Lucca — luglio
- Festa della Libertà a Lucca — aprile