Madonna del Gaggio a Podenzana 2027 - Il castagno dell'apparizione conservato dietro l'altare
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.podenzana.ms.it, letta il 21/09/2026.
Il 5 agosto, a Podenzana, in provincia di Massa-Carrara, in Toscana, i pellegrini salgono al santuario della Madonna del Gaggio e sfilano davanti a un pezzo di legno protetto dal vetro: è quel che resta di un castagno, e attorno a quel castagno, sul luogo dell'apparizione, sorsero l'altare e il santuario.
Un bosco longobardo di là dal fiume Magra
Il luogo dove sorge il santuario è già attestato nell'884, nell'atto di fondazione dell'abbazia di San Caprasio di Aulla — la dotazione di Adalberto di Toscana: «seu et ibidem offere provideor casis et rebus meis iliis dominiatis et massaritiis in loco ubi dicitur Pontentiana; iuxta similiter et portionem meam de terris et silvis, quam habeo in loco ubi dicitur Gaio, trans fluvio Magra». La traduzione potrebbe essere: casolari e beni nel luogo detto Podenzana e della parte di terre e boschi nel luogo che si chiama Gaggio, dall'altra parte del fiume Magra.
Il toponimo Gaggio è di origine longobarda — deriva da «ga haga» — e indicava una zona molto boscosa, come era in origine la zona: evoca strutture di insediamento longobardo nel territorio della Lunigiana. Oggi il santuario della Madonna del Gaggio sorge a dominio della vallata, in località Il Gaggio.
Il boscaiolo, la scure e la voce
La leggenda di fondazione racconta di un boscaiolo miscredente che non solo non credeva, ma si faceva beffe della Madonna e dei Santi, bestemmiando a ogni colpo di scure mentre abbatteva un castagno. Improvvisamente sentì dei lamenti e una voce dire «perché mi fai male?», mentre dalla pianta appariva l'immagine della Madonna piangente.
L'uomo si convertì, e sul luogo dell'apparizione, attorno al castagno, sorsero l'altare e il santuario. La tradizione popolare vuole che attorno a un secolare castagno sia apparsa la Madonna, o che vi si sia rinvenuta una sua immagine miracolosa.
Il santuario, in rovina e poi risorto
Il santuario venne edificato verso la fine del Seicento, nel luogo dell'apparizione. Nel 1702 era già in rovina, e fu il forte culto, che attirava lì pellegrini da molte parti della Lunigiana, a determinarne la ripresa.
A fine Cinquecento risultano agli atti donazioni di terre alla Madonna «de Gagio»; nella visita pastorale della prima metà del Seicento è ricordato un oratorio dove si venera la Madonna con gran concorso di popolo, e si parla di numerose grazie; e nel 1615 i Malaspina offrono alla chiesa un'acquasantiera ancora esistente. Inizialmente dedicato alla Beata Maria Vergine, l'edificio nel XVIII secolo prese la denominazione attuale, ed è di quell'epoca che sono gli arredi, l'altare maggiore, quelli laterali e il pulpito ligneo. La facciata è di gusto ottocentesco, ripartita in tre parti, con una nicchia che ospita l'immagine della Vergine con Bambino coronata da un fastigio curvilineo con cuspidi piramidali; l'interno, voltato a botte, venne decorato nel XX secolo con motivi fitomorfici, e all'altare maggiore si conserva l'antica immagine della Vergine.
Il legno ritrovato aprendo una breccia nel muro
All'inizio del Novecento venne rinvenuto un frammento del castagno miracoloso, oggi ancora conservato nel santuario. Il frammento fu ritrovato nella prima metà del Novecento, aprendo — su richiesta del vescovo — una breccia nel muro dell'altare. Il legno, protetto dal vetro, è visibile dietro l'altare, e lo si dovette proteggere perché i devoti usavano portare con sé una sua reliquia. La chiesa è caratterizzata da quel castagno conservato nel retro dell'altare, dove secondo la tradizione la Madonna sarebbe apparsa e dove anticamente si saliva a far penitenza.
L'immagine dipinta, di fattura popolare, è stata restaurata frettolosamente cancellando le tracce di sangue che, correttamente secondo la tradizione, erano state dipinte nel passato. La sua iconografia riproduce la Vergine con Bambino di una pala marmorea quattrocentesca conservata nel castello Malaspina e commissionata dagli «huomini di Podenzana». Non è escluso che quell'icona marmorea fosse in origine proprio dentro l'oratorio, perché la sua attuale collocazione nel castello non si spiega, essendo i committenti i capifamiglia di Podenzana.
Il cinque agosto, con la Madonna della Neve
La festa dedicata al santuario si celebra il 5 agosto, con cerimonie e pellegrinaggi: quel giorno il santuario richiama pellegrini da tutta la Lunigiana per venerare l'immagine della Vergine col Bambino. Il santuario, del resto, è detto anche Madonna della Neve, o Madonna ad Nives.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Podenzana per la festa della Madonna del Gaggio chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Aulla Lunigiana, a 5,8 chilometri da Podenzana, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il più comodo è l'automobile: uscendo al casello di Aulla restano 5,7 chilometri, che in 8 minuti portano a destinazione.
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