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San Bartolomeo Apostolo a Giffone e la processione nelle viuzze del centro 2027

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
24 agosto 2026
Dove contrada Contura, Masi

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: comune.it.com, letta il 20/09/2026.

La festa di San Bartolomeo Apostolo è la festa patronale di Giffone, in provincia di Reggio Calabria, in Calabria, e si celebra il 24 agosto con una processione per le vie cittadine. La statua lignea del santo guida per diverse ore il corteo nelle caratteristiche viuzze del centro storico, accolta con festoni e striscioni nei diversi quartieri, e al suono della banda e delle campane viene infine ricondotta ai piedi dell'altare. Il santo ha anche un santuario in contrada «Contura», presso il monte Locarni, a circa 950 metri di altitudine, dove già il 14 agosto la statua sale in pellegrinaggio a piedi dalla parrocchia di Maria SS.ma di Soccorso.

Il santuario di contrada Contura

Il santuario dedicato a San Bartolomeo sorge in contrada «Contura», presso il monte Locarni, a circa 950 metri di altitudine, immerso nel verde dei boschi e delle sorgenti d'acqua. Chi entra trova un interno semplice e luminoso, con un altare centrale e, sopra di esso, il segno che riassume tutta la storia del santo: un mosaico che raffigura la scorticazione di San Bartolomeo, opera dell'artista Giuseppe Caccavale. Nella chiesa è custodita anche una reliquia del santo, e l'edificio è meta di pellegrinaggi.

La devozione dei giffonesi verso il loro patrono è talmente radicata che ne hanno portato dappertutto il culto. Le origini sono antiche e si legano alla fondazione stessa del paese: è probabile che il culto sia arrivato tramite qualcuno dei tanti forestieri trasferitisi nel piccolo centro, che insieme alle tradizioni del proprio paese d'origine portò anche la venerazione verso il santo apostolo.

La fonte di Lu Mustazzolaru

Accanto al santuario c'è una fontana, e non è un ornamento: fu costruita per prelevare l'acqua da utilizzare nella costruzione del luogo sacro. Si chiamava «fontana di Lu Mustazzolaru» ed è oggi la «fonte San Bartolomeo». Finito il cantiere, l'acqua è rimasta, e con lei l'abitudine di fermarsi: la fonte è diventata punto di ritrovo per i devoti pellegrini e per la gente dei paesi limitrofi.

La freschezza e l'abbondanza delle acque hanno reso quel luogo una sosta quasi obbligata per chi transita nella zona, dove ci si ferma a respirare aria salubre sotto i fitti boschi.

Dal comitato festa al santuario diocesano

La chiesa nacque dalla volontà della comunità. Fu costruita grazie allo zelo dei giffonesi e dei parroci don Antonio Ritorto e don Rosario Badolato, e fu il Comitato festa del tempo, sotto le direttive dell'allora parroco don Antonio Ritorto, a volerla fortemente per onorare il santo protettore. Il santuario fu progettato e realizzato tra il 1978 e il 1982, e inaugurato nel 1985.

Il riconoscimento arrivò molto dopo. Il 10 novembre 1997, con il protocollo n. 550/97E, monsignor Domenico Crusco elevò la chiesa a Santuario diocesano sotto il titolo di San Bartolomeo Apostolo.

Processione per le viuzze del centro

Il calendario dei festeggiamenti comincia dieci giorni prima. Il 14 agosto, dopo la celebrazione eucaristica, la statua lignea di San Bartolomeo Apostolo lascia la parrocchia di Maria SS.ma di Soccorso, dove è custodita, e sale in pellegrinaggio a piedi fino al santuario di contrada Contura. Il 23 agosto si svolge la processione eucaristica. Il 24 agosto arriva la festa principale, con la processione per le vie cittadine di Giffone, che parte dalla chiesa madre e arriva al santuario, dove si celebra la santa messa.

Nel giorno della festa si ricorda anche l'anniversario di dedicazione della Chiesa Parrocchiale, legato alla memoria di Domenico Crusco, già vescovo della Diocesi. Poi la statua conquista il sagrato della chiesa e guida un corteo che dura diverse ore nelle caratteristiche viuzze del centro storico, accolto con festoni e striscioni nei diversi quartieri. Accanto al santo camminano le autorità civili: il sindaco Antonino Cutrì e l'Arma dei Carabinieri, con il comandante Giuseppe Mastropietro che scorta San Bartolomeo indossando l'alta uniforme. Con loro le tante associazioni e le migliaia di persone che accompagnano il patrono lungo il percorso, in un evento che coinvolge l'intera cittadinanza e non solo, fino all'entroterra calabrese. Al suono della banda e delle campane la statua viene ricondotta ai piedi dell'altare, e lì i festeggiamenti finiscono.

I giffonesi lo dicono con parole loro: San Bartolomeo è «un santo buono e sollecito verso gli afflitti», il solo capace di comprenderli.

Un apostolo scuoiato e i suoi mestieri

Della vita di Bartolomeo racconta la tradizione: una vita missionaria in varie regioni del Medio Oriente, fra cui la Mesopotamia, forse spinta fino all'Atropatene e all'India. Anche la morte è affidata alla tradizione, che lo vuole ucciso e scuoiato per mano del re dei Medi. La tradizione molisana lo vuole invece scuoiato a Benevento, arrivato poi a Bojano con la sua pelle in mano e morto lì poco dopo. Per il supplizio a cui sarebbe stato condannato lo si vede spesso raffigurato mentre viene scuoiato, oppure con un coltello in mano.

Da quella morte discendono le sue protezioni. I fedeli lo invocano contro diverse malattie cutanee, l'herpes labiale, l'erisipela, la pellagra, e a lui si affidano gli artigiani che operano con coltelli e arnesi da taglio: macellai, cuoiai, calzolai, fabbricanti di guanti, legatori di libri, pellicciai, sarti, conciatori.

Come arrivare alla festa

La festa di San Bartolomeo Apostolo a Giffone si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Rosarno, a 22 chilometri da Giffone, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Polistena - Cinquefrondi ha davanti un percorso di 13 chilometri, quindici minuti di guida.

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