San Mauro martire a Lavello e i buoi che scelsero il luogo della sepoltura 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: vulturenews.net, letta il 19/09/2026.
La festa patronale di San Mauro martire si celebra il 2 e il 3 maggio a Lavello, in provincia di Potenza, in Basilicata. Il 2 maggio ricorda l'arrivo in città delle reliquie del santo, avvenuto nel 1060, ed è scandito dalle celebrazioni liturgiche e dalla solenne processione che porta le reliquie per le vie del centro storico; il 3 maggio è la giornata civile e culmina con il grande concerto serale in piazza. Secondo la tradizione furono due giovani buoi, non ancora sottoposti al giogo, a scegliere il luogo della sepoltura del santo, fermandosi e inginocchiandosi davanti alla Cattedrale.
Un carico che decide da solo
L'arcidiacono Gherardo era diretto al suo paese, Conza, e trasportava i corpi di San Mauro e dei suoi compagni martiri. Presso la chiesa lavellese di Santa Maria della Speranza il cavallo si arrestò, senza voler più proseguire, e non ci fu modo di smuoverlo: era ripartito da poco, dopo una sosta di due giorni in località Gaudiano, nel territorio lavellese, dove già si erano verificati prodigi per diverse persone del posto che avevano visitato le sacre spoglie.
Alla chiesa si recarono in processione il vescovo, le autorità e il popolo. La decisione fu di affidare la scelta agli animali, e la risposta arrivò in due tempi: i buoi si fermarono una prima volta all'ingresso del paese, nel punto dove fu poi eretta la Porta di San Mauro, e poi proseguirono spontaneamente fino alla Cattedrale — allora dedicata alla Beata Vergine Maria Assunta — dove si fermarono e si inginocchiarono. Tutti interpretarono l'accaduto come il segno della volontà divina di stabilire lì la definitiva e degna sepoltura di San Mauro e dei suoi compagni, e da allora quella chiesa è intitolata al santo patrono. Le reliquie restarono sull'altare maggiore della chiesa madre fino alla costruzione della nuova cattedrale; dopo la conquista normanna del Vulture l'edificio originario fu ampliato e intitolato al nuovo protettore della città.
Dal foro di Roma a una grotta salentina
La storia che porta quelle reliquie fin qui comincia molto prima. San Mauro fu un religioso africano appartenente a una nobile famiglia cristiana, e subì a Roma il martirio con la decapitazione tra il 283 e il 284 d.C., al tempo dell'imperatore Numeriano e per decisione del prefetto Celerino, che aveva prima tentato con le parole e poi con le torture di convincere lui e i suoi nove compagni ad abiurare la fede cristiana. Erano arrivati a Roma dalla Libia per visitare e venerare i sepolcri degli apostoli Pietro e Paolo.
Il seguito è una fuga. I corpi furono inizialmente gettati nel foro di Roma, perché il prefetto aveva proibito ogni sepoltura, ma alcuni correligionari di Mauro trafugarono i resti e li portarono via nave prima in Libia e poi, inseguiti dagli emissari imperiali, in Salento, nei pressi di Gallipoli. Chi era stato protagonista di quella rocambolesca fuga venne ucciso, ma le reliquie, nonostante fossero state gettate nel fuoco, si salvarono, e proprio lì sorse una chiesa dedicata ai martiri. Da quella chiesa, ormai lasciata all'incuria, le prelevò nell'XI secolo l'arcidiacono di Conza, che vi si era imbattuto in qualità di delegato apostolico e decise di portarle in patria. I compagni che riposano con lui a Lavello sono Patamone, Passarione, Terenzio, Domno, Leonzio, Giovanni, Andrea, Vincenzo e Pafnuzio.
Due feste, e due nomi per lo stesso santo
A Lavello San Mauro si festeggia due volte l'anno, e la differenza sta nei nomi. Il santo è celebrato in novembre con una manifestazione solenne, e in quell'occasione viene comunemente chiamato «poverello», proprio per distinguerla dai festeggiamenti veri e propri, che avvengono nel mese di maggio.
La ricorrenza della traslazione fu fissata al 2 maggio dai vescovi lavellesi in età moderna, mentre la tradizione greca e gallipolina commemora la traslazione delle reliquie il 1° maggio; tutte le Chiese, in ogni caso, festeggiano il dies natalis il 22 novembre. A Lavello il 2 maggio ricorda l'anno preciso in cui quelle spoglie arrivarono in città: il 1060.
Il 2 e il 3 maggio
La festa patronale si distribuisce su due giornate con due caratteri diversi. Il 2 maggio è scandito dalle celebrazioni liturgiche e dalla solenne processione che porta le reliquie del santo per le vie del centro storico, con la partecipazione devota di tutta la comunità e la Santa Messa solenne; il 3 maggio è dedicato alla dimensione civile e culmina con il grande concerto serale in piazza. Le celebrazioni si svolgono tra la Cattedrale, il centro storico e le piazze cittadine.
Il resto lo mettono il Comune e i cittadini: l'amministrazione sottolinea il ruolo delle offerte e della devozione dei cittadini, che permettono di investire in addobbi e attrazioni dedicate al santo: le strade principali vengono adornate con le luminarie, le bancarelle degli ambulanti si alternano sul corso fino a Piazza Matteotti, dove viene sistemato il palco che ospita cantanti, attori e intrattenitori, e lo spazio delle giostre si apre di solito alle spalle della villa comunale.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Lavello per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Rapolla-Lavello, a 9,7 chilometri da Lavello, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Lavello-Rapolla ha davanti un percorso di 3,5 chilometri che in 5 minuti porta a destinazione.
Da vedere qui intorno
Da queste parti si festeggia anche cosi'.
- Pellegrinaggio alla Madonna dell'Incoronata a Lavello — aprile
- Presepe Vivente a Lavello — dicembre
- Notte dei Morti a Lavello — novembre