Via Crucis Arbëreshe a Barile 2027 - La Zingara con gli ori del paese e le trentatré fanciulle in viola
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festivalinitalia.it, letta il 20/09/2026.
La Via Crucis Arbëreshe si tiene a Barile, in provincia di Potenza, il Venerdì Santo. La sacra rappresentazione comincia all'ora nona, le tre del pomeriggio, e attraversa il centro storico per quattro ore. Sfilano 25 gruppi di personaggi, per un totale di 116 persone.
Il pomeriggio, l'ora in cui Cristo morì
La processione di Barile non comincia quando fa comodo, ma a un'ora che è essa stessa un fatto della storia sacra. La Sacra Rappresentazione di Barile inizia con la funzione religiosa dell'ora nona — le tre del pomeriggio del nostro orologio — esattamente nell'istante in cui Gesù morì sulla croce duemila anni prima.
Da lì in avanti il paese resta dentro la scena per mezza giornata. Il dramma di Cristo si rivive, per 4 ore, per strade scoscese del paese, e il corteo, che rievoca la Passione e la Morte di Cristo, sfila nello scenario del centro storico. È una delle ultime e più suggestive processioni con personaggi viventi che si svolgono in Italia meridionale.
I numeri dicono che non è una rappresentazione con un pubblico, ma un paese intero che si divide i ruoli. La manifestazione conta 25 gruppi di personaggi e interessa ben 116 persone, e il tutto è coordinato da un comitato di circa 40 volontari. Sono figuranti volontari, vestiti con costumi d'epoca realizzati con cura artigianale, e a organizzare il tutto è la Pro Loco Barile.
La Zingara e l'oro prestato dalle famiglie
Dentro quel corteo c'è una figura che non viene dai vangeli, ed è la più conosciuta di tutte. La Zingara sfila agghindata con preziosi gioielli, e quei gioielli non sono di scena: sono del paese.
Tutto il paese partecipa curando ogni dettaglio, aprendo le proprie case per permettere la vestizione e il trucco dei diversi personaggi, ma soprattutto attraverso il prestito e la donazione dell'oro portato addosso da una delle figure più emblematiche della processione, «La Zingara».
Il significato che la tradizione le attribuisce è tutt'altro che benevolo. La Zingara personifica la lussuria e la colpevole noncuranza degli uomini per le sorti del Redentore, e a lei si deve, secondo la tradizione, la fabbricazione dei chiodi della Crocifissione.
Con lei, nel corteo, camminano anche le Zingarelle. La sua presenza, con gli ori e gli abiti sfarzosi, resta uno degli elementi più caratteristici e studiati della tradizione barilese: una figura della cultura popolare arbëreshë che convive con la dimensione sacra del corteo, e che dà all'insieme un carattere enigmatico e identitario.
Il Moro, e la memoria di chi è arrivato dall'Albania
L'altra figura che non sta nei vangeli riguarda invece la storia del paese. Il Moro, a detta degli studiosi locali, simboleggia l'invasore turco che avrebbe costretto gli albanesi a trasferirsi a Barile. Accanto a lui sfila il Moretto.
Barile è un piccolo centro del Vulture Melfese in cui ancora oggi si parla un'antica lingua di origine albanese, l'arberesco. Nel corteo c'è la singolare simbiosi tra lo «spirito» della Passione di Cristo e lo «spirito» delle sofferenze patite dagli abitanti locali, prima come fuorusciti greco-albanesi qui accolti tra la fine del Quattrocento e il secolo successivo, e poi come «diversi» agli occhi dei vescovi cattolici a causa della loro ritualità non latina.
Chi guarda passare il Moro sta guardando, insieme, il persecutore di duemila anni fa e quello che mise in marcia i propri bisnonni.
Tre Cristi nello stesso corteo
La sfilata ha un ordine, e chi la apre non è il protagonista. La lugubre sfilata, aperta dai Centurioni romani e dalle Marie, prevede la presenza di tre immagini diverse del Cristo.
Non è una svista né un doppione: sono tre momenti della Passione che camminano insieme. C'è quello che trascina esanime la Croce, seguito da lontano da una commovente Madonna atterrita dal dolore, e poi il Cristo fustigato e l'Ecce homo con in mano uno scettro di canna. Non mancano attori che impersonano gli altezzosi Sacerdoti del Sinedrio.
Il resto del corteo si legge come un elenco di gruppi, ciascuno col suo posto: sacerdoti, apostoli, pie donne e farisei; Cristo e la Madonna; i centurioni a cavallo; la Zingara e le Zingarelle; il Moro e il Moretto; le Tre Marie — bambine in bianco — e le trentatré fanciulle in abito viola. Trentatré come gli anni di Cristo, in fila, vestite dello stesso colore.
Un sacrestano, intorno al 1600
La processione del Venerdì Santo è la più antica della Basilicata e affonda le sue origini intorno al 1600, quando il sacrestano della piccola chiesa di San Nicola decise di organizzare la particolare rievocazione. Le origini sembrano risalire al XVII secolo, quando il dramma di Cristo venne inscenato per la prima volta a margine dei riti della Pasqua liturgica; sull'origine della processione vi sono varie ipotesi.
Quattro secoli dopo, quella rievocazione è stata accolta dentro le mura vaticane. È l'unica Rappresentazione al mondo a essere stata accolta dal Sommo Pontefice nelle mura vaticane, e il 6 ottobre 2012 si sono celebrati i 400 anni della Via Crucis a Barile.
Nel frattempo il Venerdì Santo è rimasto il giorno più atteso dell'anno, e non solo per chi a Barile ci abita. I giovani di Barile ritornano dai luoghi in cui sono migrati per partecipare alla processione, dopo un'accurata preparazione anche di carattere pastorale. Il rito, del resto, non comincia quel giorno: è il culmine di un lungo percorso che a Barile parte il 19 marzo con i Falò di San Giuseppe e attraversa l'intera Quaresima.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la festa a Barile è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Barile a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Barile - Ginestra, e da lì restano 1,6 chilometri e 3 minuti.
Altre feste in provincia di Potenza
Nella stessa zona, altre feste con una loro storia.
- Maria SS. di Costantinopoli a Barile — giugno
- Presepe Vivente a Barile — dicembre
- Tumact Me Tulez a Barile — ottobre