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Beato Domenico Lentini e San Nicola di Bari a Lauria 2027 - Il pane con la croce rossa

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
25 febbraio 2026
Dove chiesa di San Nicola di Bari (Lauria Superiore), Lauria

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: festivalinitalia.it, letta il 01/09/2026.

La festa del Beato Domenico Lentini si celebra a Lauria, in provincia di Potenza, il 25 febbraio, preceduta dalla novena che comincia il 20. Le messe solenni si tengono nella chiesa di San Nicola di Bari, dove le sue spoglie mortali sono custodite ed esposte alla venerazione, e si distribuisce il pane segnato da una croce rossa formata da due strisciate. Domenico Lentini, nato a Lauria il 20 novembre 1770 da genitori contadini e morto il 25 febbraio 1828, fu proclamato beato da Giovanni Paolo II il 12 ottobre 1997.

Il quinto figlio di due contadini

Domenico Lentini nacque a Lauria, in provincia di Potenza, il 20 novembre 1770, da Macario e Rosalia Vitarella, e la sua era una famiglia semplice, non benestante, onesta, particolarmente religiosa e di sani principi: genitori contadini, e lui quinto figlio.

La devozione gliela insegnò la madre. Dalla mamma apprese una devozione vera e sincera verso la Madonna, e con lei iniziò a frequentare sin da piccolo la cappella dell'Armo, dedicata alla Madonna Assunta in cielo. La strada era segnata presto: già a quattordici anni segue la vocazione al sacerdozio.

Il 21 settembre 1793 è ordinato diacono, e l'anno dopo arriva il sacerdozio: la mattina dell'8 giugno 1794, domenica di Pentecoste, a Marsico Nuovo, per l'imposizione delle mani del vescovo Bernardo Latorre, Domenico Lentini fu ordinato sacerdote. Da quel giorno non si muoverà più: trascorse l'intera vita nel suo paese natale.

Scarpe, calzoni e camicia dati a un bisognoso

Quello che di lui si racconta a Lauria non riguarda la predicazione, che pure fu instancabile, ma il modo in cui dava via le cose. Si dedicò alla predicazione tra le persone di tutte le condizioni: dai dotti ai più umili, che beneficava con gesti di carità.

E i gesti erano anche improvvisi: era capace di togliersi scarpe, calzoni e camicia, restando solo con la tonaca sulla pelle, per andare incontro a un bisognoso. Non aveva molto da dare, ed è il punto: vedendo Cristo nei bisognosi dava quel poco che aveva — vestiti, pane, qualche moneta.

Il resto del tempo lo passava a insegnare. Per trenta anni ragazzi e giovani affollano la sua povera casa in una vera e propria scuola cattolica, dove insegna gratuitamente lettere e scienze. Si dedica con tutte le sue forze alla confessione, all'evangelizzazione, alla predicazione e alla catechesi, non solo a Lauria ma anche nei paesi vicini, e i quaresimali, le missioni, le omelie toccano il cuore di tutti, infondendo la fede nei suoi uditori.

Con sé stesso era durissimo: viveva in continua, aspra penitenza: cibi frugali, mortificazioni corporali, vesti logore, cilizi e flagellazioni, pochissimo sonno e il pavimento per giaciglio. È per questo che a Lauria lo chiamano «penitente inclito e apostolo d'amor», esempio di virtù vissute nella semplicità di ogni giorno.

Sette giorni di funerali

Il 25 febbraio 1828, dopo un'agonia vissuta nel completo abbandono mistico, il servo buono e fedele è chiamato a prendere parte alla gioia del Suo Signore. Ed è da lì che comincia la storia della festa di oggi, perché il paese non lo lasciò andare.

La glorificazione di don Domenico comincia già subito con i suoi funerali, celebrati in Lauria per sette giorni consecutivi e con grande partecipazione di popolo, intervenuto da tutto il circondario. Sette giorni, non uno. E in quei giorni, racconta l'agiografia, accadde ciò che convinse tutti: il suo corpo, martoriato da flagelli e digiuni, per tutto il tempo rimane flessibile e caldo, effonde sangue vivo e soave odore; si aprono i suoi occhi davanti all'Ostia Santa, ai suoi parenti ed amici, ai miscredenti. Prodigiose guarigioni e numerose conversioni avvengono presso il suo feretro, e la fama di santità si afferma ovunque.

Da allora l'elenco delle grazie attribuite alla sua intercessione si è allungato senza sosta, ed è raccolto per categorie: guarigioni di paralitici, ciechi, tisici, deformi, muti, dementi, malati di tumori e fistole, sterili, partorienti in difficoltà.

La Chiesa ci mise più tempo del paese. Il processo diocesano si celebra a Lauria, il processo apostolico a Roma; nel 1935 Papa Pio XI lo proclamò «Eroe delle virtù teologali e cardinali»; e infine Papa Giovanni Paolo II approvò un miracolo a lui attribuito e presiedette la sua beatificazione il 12 ottobre 1997, in una piazza San Pietro festante. Il ricordo di quel giorno è ancora vivo nel cuore e nella mente del popolo di Lauria.

La chiesa del 1522 diventata santuario

Le spoglie stanno dove il paese le ha sempre volute. La Chiesa di San Nicola di Bari, a Lauria superiore, conserva le spoglie mortali del Beato Domenico Lentini, ed è punto di riferimento spirituale e luogo di pellegrinaggi dai paesi limitrofi e dall'intera regione ecclesiastica della Basilicata. L'epoca di fondazione della chiesa è sconosciuta, però se ne parla già in un documento del 1522.

A venticinque anni dalla beatificazione il vescovo l'ha promossa: la chiesa è stata elevata a «Santuario diocesano del Beato Domenico Lentini» perché diventi «un faro di spiritualità dove ciascuno possa ristorare lo spirito e trovare consolazione attraverso la figura del beato sacerdote». La casa natìa e la chiesa madre sono meta di pellegrinaggi durante tutto l'anno.

E c'è una seconda chiesa, nata dal basso e da una sagra. A Lauria, precisamente in contrada Melara, il comitato Festa dei fusilli — come inizialmente si chiamava — ha saputo coinvolgere la popolazione, enti e professionisti vari, che insieme hanno reso possibile la costruzione di una chiesa dedicata al beato, il 29 ottobre 2006, con una solenne e partecipata festa.

Il 25 febbraio, dopo nove giorni di novena

La festa cade nel giorno della morte. Il 25 febbraio si celebra come solennità liturgica in Lauria e come memoria obbligatoria nella Diocesi di Tursi-Lagonegro, perché il beato Lentini è Patrono della città.

Non si arriva impreparati. Le celebrazioni sono precedute dalla novena, giorni di intensa preghiera che preparano la comunità: dal 20 febbraio si prega ogni giorno, il 24 si celebra la messa in preparazione alla solennità, e il 25 arriva la festa. Il giorno della festa la chiesa madre si riempie per le messe solenni, mentre la devozione si esprime nella processione e nei momenti di raccoglimento attorno alla tomba del Beato. La sua figura resta profondamente radicata nell'identità lauriota: la festa è il momento in cui la comunità si stringe attorno al proprio patrono.

Due strisciate rosse sul pane

C'è un oggetto che riassume tutto, e si mangia. La forma del pane richiama il miracolo del santo e la sua caratterizzazione attraverso la carità, cioè il gesto per cui è ricordato: dare via quello che si ha.

Ma la parte che colpisce è il segno che porta sopra. Il pane è segnato da una croce rossa formata da due strisciate, a ricordo delle penitenze del Lentini in vista della salvezza dei peccatori e per unirsi totalmente alla passione di Cristo. Il pane della carità porta impresso il segno della flagellazione: le due cose che di don Domenico si raccontano da due secoli, in un oggetto solo.

Attorno a questa devozione, per un anno intero, Lauria ha celebrato un giubileo lentiniano. L'inizio della celebrazione è stato scandito dal suono dello Shofar, il corno di ariete che dà inizio all'anno giubilare, proveniente da Gerusalemme, seguito dall'apertura della Porta Santa, attraverso la quale si poteva accedere alla tomba del Lentini e lucrare l'Indulgenza Plenaria. Al termine della concelebrazione è stata benedetta la Lux Lentiniana, una fiaccola pensata per l'occasione, che ha girato tutta la Basilicata perché potesse riflettere la luce della santità di Cristo che si manifesta nella vita dei santi.

Quell'anno il calendario seguiva le date della sua vita: il 20 novembre, anniversario della nascita, il Giubileo dei Giovani; l'11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes, il Giubileo degli ammalati e degli operatori sanitari; la Settimana di Evangelizzazione in preparazione della festa liturgica; e l'8 giugno, anniversario dell'ordinazione sacerdotale, il ritiro spirituale del clero diocesano.

Come arrivare alla festa

Raggiungere la festa a Lauria richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Casaletto Spartano - Battaglia, a 33 chilometri da Lauria, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Sant'Alfonso ha davanti un percorso di 4,4 chilometri, sette minuti di guida.

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