Musicultura a Macerata 2027 - L'applausometro del pubblico
Musicultura si tiene a Macerata, nelle Marche, ogni giugno, dedicata alla canzone d'autore. Alle audizioni il pubblico vota il proprio artista preferito con l'applausometro, e nelle serate finali allo Sferisterio 2.400 spettatori a sera decidono il Vincitore Assoluto. Il festival è nato nel 1990.
Dal 1990, e dal 2005 a Macerata
Musicultura nasce nell'aprile 1990 per dare vita, scrivono i suoi, «a un palcoscenico aperto alla parola, alla musica, alla voce, dove codici espressivi tra loro diversi eppure affini possano incontrarsi e confrontarsi in una concezione non settoriale dell'arte»; e parallelamente a un concorso dedicato alle nuove tendenze della canzone popolare e d'autore, attento all'aspetto compositivo oltre che a quello interpretativo.
Il nome, all'inizio, era un altro: nato nel 1990 come premio Città di Recanati, il festival cambia con la denominazione attuale nel 2005, quando si trasferisce allo Sferisterio di Macerata — «nata a Recanati, affermata a Macerata», si dice da queste parti. L'intuizione è del professor Piero Cesanelli, e fra i primi firmatari, nel 1990, ci sono Fabrizio De André e Giorgio Caproni. Nel corso degli anni si è consolidato fino a diventare un patrimonio culturale per le Marche, e oggi il direttore artistico è Ezio Nannipieri.
Due canzoni, e una selezione che dura mesi
A ogni partecipante sono richieste due canzoni di cui sia autore e/o interprete: non è un dettaglio burocratico, è la regola che tiene insieme tutto il resto — gli artisti selezionati sono «tutti autori e autrici delle proprie canzoni», a conferma della vocazione cantautorale del concorso.
I numeri del 2026 dicono quanto sia stretto l'imbuto: 1.328 artisti iscritti e 2.656 canzoni inviate — «record assoluto» —, da cui escono 60 proposte per le Audizioni Live. Quelle sessanta si riducono poi a sedici finalisti, e i sedici a otto.
Sei per sera al Teatro Lauro Rossi
Le Audizioni Live si tengono al Teatro Lauro Rossi di Macerata, e sono la parte in cui il concorso diventa spettacolo pubblico. I sessanta in gara — una rosa composta da nove band e cinquantuno fra solisti e soliste, per un totale di circa 300 musicisti coinvolti provenienti da tutta Italia — si esibiscono al ritmo di sei per sera, rigorosamente dal vivo, nel corso di dieci serate aperte al pubblico tramite prenotazione.
Qui entra in scena l'applausometro: chi vince il gradimento della sala si porta a casa il Premio Banca Macerata. E in sala non c'è solo pubblico: gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Macerata e delle università di Macerata e Camerino partecipano alle audizioni con diversi ruoli, dalla scenografia alla comunicazione fino alla presenza in giuria, e collaborano alle luci, alla regia dello spettacolo e ai costumi.
Sedici finalisti, otto vincitori
Al termine delle audizioni rimangono sedici artisti, selezionati dalla commissione d'ascolto del festival; di ogni edizione viene pubblicato un CD contenente i brani dei sedici finalisti. Poi la rosa si stringe ancora: gli otto vincitori sono designati dal Comitato Artistico di Garanzia, l'organo che raccoglie personalità della musica e della letteratura italiana — fra i nomi ci sono Claudio Baglioni, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Giorgia, Dacia Maraini, Gino Paoli, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Sandro Veronesi, Francesca Archibugi.
Il percorso prevede anche una quota affidata direttamente a chi ascolta da casa: due dei selezionati arrivano dagli utenti che possono ascoltare, e quindi votare, i brani preferiti attraverso Facebook con il supporto di Rai Radio 1.
Lo Sferisterio decide
Le serate conclusive si tengono sul palcoscenico dello Sferisterio, dove gli otto vincitori si esibiscono insieme ai grandi ospiti. Il voto dei 2.400 spettatori presenti in ogni serata vale per l'ambito titolo di Vincitore Assoluto, e al vincitore va un premio da 20.000 euro — il Premio Banca Macerata, descritto come «un aiuto concreto a tutela dell'indipendenza artistica di chi affronta le difficoltà degli inizi di carriera».
Il festival ha una storica collaborazione con la Rai, e le finali sono state trasmesse in radio e in televisione.
I premi oltre al primo
Accanto al titolo principale ce ne sono altri. La «Targa della Critica Piero Cesanelli», intitolata al fondatore; il «Premio Nuovo Imaie» per la realizzazione di un tour; il premio per il miglior testo, realizzato in collaborazione con le università marchigiane; il «Premio Grotte di Frasassi», che prevede anche una residenza e uno spettacolo pensato apposta per le Grotte.
E poi ce n'è uno che viene da fuori dal circuito della musica: il «Premio La Casa in riva al Mare», assegnato a uno degli otto vincitori da una giuria di detenuti della Casa di reclusione di Barcaglione di Ancona. Musicultura e il Garante dei diritti della persona della Regione Marche lo spiegano così: costruire «un ponte ideale tra comunità esterna e il carcere con lo scopo, all'una di conoscere ed all'altra di partecipare… perché per poter giudicare occorre conoscere e perché la libertà è partecipazione».
La Controra, la parte urbana
Intorno alla gara c'è una settimana intera che si chiama La Controra, e che va letta «come la parte urbana di Musicultura: porta la selezione dei giovani autori fuori dalla sola cornice della gara e la colloca dentro la città». Il nome è preso alla lettera: «la controra generalmente è il tempo del rinfresco dal caldo, ed è la stessa cosa che avviene a Musicultura quando, attraverso la settimana, l'intero territorio si ritrova ad ascoltare, partecipare, vivere ed emozionarsi nell'attesa delle serate "calde" in Arena».
Gli appuntamenti — concerti, recital, letture, incontri con gli ospiti, mostre — occupano i pomeriggi e le serate nelle piazze e nei cortili del centro storico: il Cortile del Palazzo Municipale, il Cortile di Palazzo Conventati, gli Antichi Forni, la Loggia del grano, Palazzo Buonaccorsi, piazza Vittorio Veneto e piazza Cesare Battisti hanno ospitato le postazioni nelle varie edizioni. Lo spettatore accede gratuitamente a tutti gli eventi: «a lui decidere come dosare la curiosità della scoperta, il gusto dell'approfondimento, la pienezza del divertimento».
C'è infine un filone che accompagna il festival da trent'anni: dal 1996 Musicultura è affiancato da Lunaria, manifestazione dove coppie di ospiti — uno musicale e l'altro del mondo della poesia, della letteratura e del cinema — si confrontano, discutono e intrattengono il pubblico. È la stessa idea di partenza, quella del 1990: un palcoscenico aperto alla parola prima ancora che alla classifica.
Come arrivare alla festa
Partecipare a Musicultura a Macerata è davvero semplice. Per chi sceglie i mezzi pubblici la stazione ferroviaria di Macerata è a 2,2 chilometri dal centro, cioè a pochissima distanza dal cuore della festa. Se invece si preferisce l'automobile, l'uscita di riferimento è lo svincolo di Macerata Sud - Corridonia: da lì bastano 11 minuti di guida (8,6 chilometri) per immergersi nei festeggiamenti.
Eventi nei dintorni
Poco lontano, altre tradizioni dello stesso territorio.
- Rievocazione Storica della Trebbiatura a Macerata — luglio
- Palio dei Castelli a San Severino Marche — giugno
- Sagra di San Severino a San Severino Marche — giugno