Festa dei Folli a Corinaldo 2027
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: festadeifolli.it, letta il 20/09/2026.
La Festa dei Folli si tiene a Corinaldo, in provincia di Ancona, verso la fine di aprile, tipicamente intorno al 25. Il borgo, conosciuto come il paese dei matti, celebra le storie dei suoi personaggi eccentrici con il Passaporto da Matto rilasciato a chi urla dentro il Pozzo della Polenta, e con la Corsa dei Folli fra le polveri colorate attorno alle mura rinascimentali. Il festival richiama circa 12mila visitatori ed è organizzato dal Gruppo Storico Città di Corinaldo «Combusta Revixi».
Il paese dei matti
Corinaldo, borgo delle Marche, è conosciuto come il paese dei matti. L'appellativo gliel'hanno dato le cittadine vicine, e non per una certa instabilità mentale dei suoi abitanti: piuttosto per la predilezione al gioco e per i tanti scherzi, che qui sono parte della tradizione e delle rievocazioni storiche. Lo chiamano anche il borgo dei folli, o il paese dei pazzi.
A ispirare la festa sono proprio le storie dei matti di Corinaldo, sospese fra realtà e leggenda. Sono personaggi arguti, eccentrici, fuori dagli schemi, che nel tempo hanno trasformato la follia in un tratto distintivo del borgo, capace di mescolare ironia, intelligenza e libertà di pensiero. La Festa dei Folli celebra figure note e meno note che a quelle peculiarità hanno contribuito, e sulle leggende locali costruisce il proprio repertorio: il Pozzo della Polenta, la casa fantasma di Scuretto.
Organizza il Gruppo Storico Città di Corinaldo «Combusta Revixi», che ha fissato i quattro punti su cui la festa si regge: comunità, cultura, follia, sostenibilità. I ragazzi del gruppo, insieme ai loro familiari, sono il motore di tutto e li si trova impegnati in ogni ambito della manifestazione: sono mesi di lavoro, perché oltre a prepararsi e allenarsi per gli spettacoli storici e teatrali organizzano la festa nei dettagli. Fuori da Corinaldo l'associazione ha lavorato con il Cirque du Soleil, con l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e con il Circo El Grito.
Le antiche festa stultorum
Il festival si mette nel solco delle antiche festa stultorum, le feste dei folli. Nel Medioevo conobbero una notevole diffusione, tanto da essere pubblicamente condannate con una lettera redatta da eminenti teologi — ed è proprio quella lettera che, a distanza di secoli, permette di capire in che cosa consistessero.
I chierici abbandonavano l'abito per danzare, giocare, cantare canzoni oscene e parodiare le cerimonie sacre. Come il Carnevale, la festa dei folli era un momento di inversione dei ruoli consueti: un capovolgimento in piena regola, dove i garzoni sostituivano i canonici e i folli si trasformavano in ricchi dignitari. Le regole applicate di consueto alla quotidianità venivano infrante, e qualunque aspetto della vita — anche le cerimonie sacre — diventava bersaglio dell'orda schiamazzante dei folli.
Un urlo dentro il Pozzo della Polenta
Chi arriva a Corinaldo può diventare Matto di Corinaldo a tutti gli effetti, e riceverne il documento. Si chiama Passaporto da Matto, ed è l'unico festival della Penisola in cui lo si acquisisce.
La prova la certifica un cittadino corinaldese, matto di suo. Il richiedente percorre di corsa la piaggia, la scalinata che sale nel centro storico; arrivato al Pozzo della Polenta si sporge dentro ed emette un bell'urlo liberatorio; poi torna alla partenza, sempre di corsa. A quel punto gli viene rilasciato il passaporto e il suo nome viene scritto per sempre nel registro e albo dei Matti di Corinaldo. Chi ha una disabilità si affaccia dal vicoletto che porta al Pozzo e lancia da lì il suo urlo: tutti possono diventare matti certificati, non esistono barriere che tengano.
Accanto al passaporto c'è il TSO — Trova, Scopri, Osserva, una caccia al tesoro per le vie del paese, a metà fra gli enigmi di una stanza a tema e il classico trova le differenze della settimana enigmistica: si gira il borgo seguendo enigmi e percorsi insoliti, e lo si riscopre con una modalità che i grandi spesso dimenticano, il gioco. Le due cose insieme, con il resto, sono le FDF Originals, le attività ideate dall'organizzazione.
La corsa fra le polveri colorate
Il 25 aprile si tiene la Corsa dei folli, che la festa chiama anche Crazy Run ed è uno dei suoi simboli più amati. È una corsa non competitiva, aperta a tutti, nata da un'idea folle: grandi e piccoli si immergono in nuvole di colore e si sporcano di polveri colorate, con l'accompagnamento della musica.
Il percorso si snoda attorno alle mura rinascimentali del borgo. Le polveri sono tutte di origine naturale, atossiche e lavabili.
Spettacoli, biglie e giostre di recupero
Il rito comunitario attraversa le scalinate e le piazze del centro storico, da Porta Mercato a Piazza del Cassero, e i circa 12mila visitatori seguono gratuitamente tutto quello che accade. Scalinate, piazze e vicoli diventano scenografie vive, dove il pubblico non è semplice spettatore ma protagonista: gli spettacoli di strada, fissi e itineranti, prendono vita negli angoli caratteristici, con artisti di rilievo nazionale e internazionale di teatro di strada e nuovo circo. Lungo la Piaggia e nelle piazze si alternano acrobati che sfidano la gravità e clown che coinvolgono chi passa in gag improvvisate, e ci sono anche gli sbandieratori di Combusta Revixi.
La musica ha sempre avuto un ruolo importante: ogni giorno si alternano gruppi, musicisti itineranti e dj, dal metal alla musica celtica, dal cantautorato al folk, passando per afro, reggaeton e tech house. La piazza diventa una grande area divertimento con giochi artigianali costruiti con materiali di recupero, e per i più piccoli c'è RiCiclo, una giostra fatta di materiali di recupero e mossa dalle pedalate del giostraio. C'è poi la Posta dei Matti, la pista di biglie giganti che trasforma la Piaggia in un percorso di messaggi e storie condivise.
Per le vie principali del centro storico, per tutta la durata della festa, si allunga una mostra mercato di artigianato; fuori dal borgo, le colline marchigiane si scoprono con passeggiate e attività organizzate insieme a PerTerra APS. Ci sono anche giochi di strada, divulgazione scientifica, incontri culturali e laboratori.
Gli stand e i sapori delle valli
Mangiare e bere bene contano quanto il resto, e gli stand attivi sono due. Il fulcro è quello gastronomico in Piazzale Gioco del Pallone, dove si accendono i fornelli per tutte le giornate di festa: polenta al cinghiale, maltagliati, tagliatelle con salsiccia, capocollo, e in cucina ci sono persone che ci lavorano da quarant'anni, come l'addetto alle piadine. In Piazza del Terreno sta invece un piccolo punto ristoro, con aperitivi, pop corn, bar e piccola cucina, pensato per chi non vuole perdersi nemmeno uno degli spettacoli in programma.
Sono i sapori tipici delle Valli del Misa e Nevola, accompagnati da vini e birre di qualità. Negli ultimi anni la Festa dei Folli è diventata un punto di riferimento regionale per la qualità degli spettacoli in programma, e resta quello che è sempre stata: tre giorni in cui un borgo si reinventa trasformando la follia in un linguaggio, con la musica a fare da filo conduttore.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Corinaldo per la Festa dei Folli chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Marotta Mondolfo, a 19 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Marotta-Mondolfo, e il tragitto è di 18 chilometri per 19 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.
- Contesa del Pozzo della Polenta a Corinaldo — luglio
- Sant'Anna a Corinaldo — luglio
- San Giuseppe a Castelplanio — aprile