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Festività Nazionali

Che cosa sono i ponti e come nascono dalle feste infrasettimanali

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il ponte è il giorno lavorativo che si attraversa per arrivare al fine settimana: una festa cade di martedì o di giovedì, si prende un giorno di ferie e la ricorrenza diventa un blocco di quattro giorni. La parola è una metafora, e non c'entra con i ponti sui fiumi.

Nasce da come è fatto il calendario.

Come funziona

Il meccanismo è semplice e vale ovunque. Se la festa cade di giovedì si prende libero il venerdì; se cade di martedì si prende il lunedì. In entrambi i casi si ottengono quattro giorni consecutivi di vacanza al prezzo di uno.

Le feste che si prestano hanno persino un nome nella pubblicistica in inglese: bridge days, i festivi che cadono di martedì o giovedì. Il modo di dire italiano si traduce alla lettera con make the bridge.

Qualche esempio concreto: il 2 giugno 2026 cade di martedì e genera il ponte del 1º giugno; il 6 gennaio dello stesso anno è collegabile al lunedì precedente, e il 1º gennaio al 2.

Perché in Italia se ne parla tanto

C'è una ragione che rende il ponte più prezioso qui che altrove: in Italia le feste nazionali che cadono nel fine settimana non vengono recuperate. Il giorno si perde e non viene sostituito con il lunedì successivo, come accade in altri Paesi.

Su dodici feste nazionali, quindi, il calendario di ogni anno cambia parecchio a seconda dei giorni della settimana in cui cadono. Nel 2023, per esempio, i festivi infrasettimanali furono dieci, e uno solo cadde di mercoledì — il giorno peggiore, perché non si appoggia a nessun fine settimana. Il 25 aprile di quell'anno fu il quarto giorno di un ponte lungo.

L'espressione fare il ponte è considerata tipicamente italiana, ma l'idea non lo è: lo spagnolo usa puente, e molte lingue impiegano la stessa immagine del ponte. In diversi Paesi, se la festa cade di martedì o di giovedì, il giorno intermedio può diventare vacanza d'ufficio.

Da dove viene la parola «ferie»

Il vocabolario del riposo viene dal latino. Il termine feriae indicava i giorni di riposo ed è all'origine della parola ferie.

Ferragosto ne è la prova più visibile: deriva da Feriae Augusti, «il riposo di Augusto», istituito dal primo imperatore romano nel 18 a.C. per dare ai contadini una pausa dopo il lavoro nei campi.

All'inizio non cadeva il 15 agosto ma il 1º agosto, e durava più di un giorno; si univa ai Consualia, dedicati a Conso, dio della terra e della fertilità. Fu la Chiesa cattolica a spostarlo al 15 agosto, giorno dell'Assunzione di Maria, che secondo la tradizione cristiana fu portata in cielo in anima e corpo.

I ponti che non ci sono più

Il calendario scolastico di un tempo offriva molte più occasioni di oggi.

Le lezioni finivano intorno a metà giugno, con almeno un caso di chiusura al 31 maggio.

Il calendario attuale è più corto: tutte le domeniche, il Santo Patrono, il Lunedì dell'Angelo, il 25 aprile, il 1º maggio, il 2 giugno, il 1º novembre, l'8 dicembre, il 25 e il 26 dicembre.

Perché sono spariti

La ragione è la stessa che ha ridotto le feste nazionali. Nel 1977 la legge 5 marzo, n. 54 soppresse agli effetti civili San Giuseppe, l'Ascensione, il Corpus Domini e i Santi Pietro e Paolo: il motivo dichiarato era l'effetto negativo sulla produttività di aziende e uffici pubblici. Nel Ventennio, del resto, il calendario era andato nella direzione opposta: nel 1922 fu istituita la Festa della Vittoria il 4 novembre, dal 1924 si celebrò il Natale di Roma il 21 aprile, il 9 maggio ricordava la fondazione dell'Impero e il 24 maggio l'entrata in guerra dell'Italia.

A che cosa servono, oggi

L'uso pratico è questo: il ponte serve per viaggiare o per stare con amici e famiglia. È il motivo per cui, in Italia, il calendario dell'anno seguente si guarda a dicembre — per vedere dove cadono le feste.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire fare il ponte?

Prendere un giorno di ferie in più per collegare una festa infrasettimanale al fine settimana, ottenendo quattro giorni consecutivi.

Quando conviene farlo?

Quando la festa cade di martedì o di giovedì: nel primo caso si aggiunge il lunedì, nel secondo il venerdì.

Se una festa cade di domenica si recupera?

No: in Italia il giorno si perde e non viene sostituito con il lunedì successivo.