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Folklore e Rievocazioni

La campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte a Loano 2027 - Il nome inciso per primo sull'Arco di Trionfo

7 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Aprile - Settembre
Dove Loano (SV), Liguria, Loano

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 02/09/2026.

La rievocazione della campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte si tiene ad aprile a Loano, in provincia di Savona, e dura tre giorni. Gruppi di rievocatori europei accampano sulla spiaggia e mettono in scena l'arrivo dell'esercito francese e la battaglia con cavalleria, fanteria e artiglieria; in mare partecipano due velieri. La festa ricorda la battaglia di Loano, la vittoria francese il cui nome è la prima iscrizione dell'Arco di Trionfo di Parigi, ed è organizzata dall'Associazione 51ème Demi-Brigade de la Bataille con il Comune.

Il primo nome sull'arco

Sull'Arco di Trionfo di Parigi sono incisi i nomi delle battaglie, e il primo dell'elenco è quello di un paese della riviera ligure: la gloria di comparire nell'elenco delle battaglie iscritte sull'Arco di Trionfo dell'Étoile toccò innanzi tutto a Loano, dove l'Armata d'Italia conquistò una delle più nette vittorie delle Campagne della Rivoluzione, anche se poi i generali non seppero sfruttarne il successo.

Lo stesso dato torna anche altrove: la Battaglia di Loano ha avuto una grande importanza per la successiva espansione napoleonica sui territori italiani, tanto che l'Arco di Trionfo a Parigi la riporta come prima iscrizione.

A comandare quella vittoria non era ancora Bonaparte: l'Armata d'Italia era comandata nominalmente dal generale Schérer, ma in pratica guidata da Andrea Massena. Fu però quella vittoria ad aprire la strada: la vittoria francese della Battaglia di Loano segnò l'inizio, cinque mesi più tardi, della Prima Campagna d'Italia, comandata dal giovane generale Napoleone Bonaparte e combattuta proprio sulle alture savonesi e nella Valbormida.

Un esercito che sembrava fatto di briganti

L'Armata d'Italia era un titolo altisonante che suscitava non poche ironie negli avversari, e la realtà era questa: era composta da uomini che assomigliavano più a briganti che non a soldati, sporchi, con divise lacere e privi anche delle misere razioni di cibo.

A guidarli la Francia invia un giovane artigliere còrso, molto vicino a Robespierre, che si era fatto un nome nella repressione della rivolta di Tolone. La nomina ha una data precisa: il giovane Napoleone Bonaparte assume il comando dell'Armata d'Italia il 27 marzo 1796, succedendo a Schérer.

Poco prima, però, era finito in carcere: Napoleone Bonaparte, uomo di punta dello stato maggiore dell'Armata d'Italia, non poté contrastare questa scelta militare in quanto, proprio in quel periodo, subito dopo il Termidoro, era stato arrestato per sospetto «robespierrismo» e tenuto, per qualche tempo, in carcere a Nizza.

Con quegli uomini ottenne comunque il risultato: Napoleone mise in atto le sue strategie e le sue tattiche, sbalordì il nemico con la risolutezza delle sue azioni e con la violenza degli attacchi e, coadiuvato dai suoi luogotenenti — soprattutto il generale Andrea Massena, Pierre Augereau e Jean Mathieu Sérurier — costrinse dopo dieci giorni il Regno di Sardegna a cedere le armi e concludere l'armistizio di Cherasco, mentre l'esercito austriaco, ripetutamente battuto, ripiegò in Lombardia e poi in Trentino. Il modo di combattere che impose ai suoi prese un nome: la «guerre à la Napoleon».

Cinque giornate, e la porta d'Italia

Il contesto europeo era già in movimento da un paio d'anni: nell'Europa del 1795 l'Austria sostituisce la Spagna nel ruolo di potenza egemone in Italia e insieme a Napoli, Baviera, Regno di Sardegna e vari principati italiani e tedeschi compone una coalizione antifrancese. E già prima i francesi erano sulla costa: l'estate del 1794 trova i francesi attestati a Loano, a Balestrino, nell'entroterra di Albenga in Val Tanaro, mentre gli imperiali progettavano di risalire la valle della Bormida di Spigno e scendere a Finale, per poi occupare Vado e Savona con l'aiuto di un corpo da sbarco inglese.

Napoleone capì subito che la Liguria costituiva la porta d'accesso all'Italia settentrionale e padana, che gli avrebbe permesso di portare l'offensiva militare direttamente in territorio austriaco.

Il punto da tenere era un valico: il Colle di Cadibona, punto d'accesso strategico alla Valbormida, consentiva alle truppe francesi di muoversi con le artiglierie e attaccare il nemico nel punto di divisione dei due eserciti.

Quello che seguì fu rapidissimo: nel breve volgere di cinque giornate furono battute le forze alleate di Austriaci e Piemontesi nelle battaglie di Montenotte, Dego, Cosseria e Millesimo. Sulla costa caddero Oneglia, Albenga e Loano, sicché a maggio l'esercito francese aveva sotto controllo i passi dell'Argentera, del Colle di Tenda e del Colle San Bernardo.

I luoghi di quegli scontri si possono percorrere ancora: l'itinerario parte da Altare, passa per Monte Negino — dove la resistenza del Generale Rampon e dei suoi uomini alle truppe austriache permise a Bonaparte, in riunione al Santuario di Savona, di organizzare un contrattacco — prosegue verso Dego e Carcare, dove Bonaparte insediò il quartier generale, sale al castello di Cosseria e finisce a Millesimo, dove si visita il museo napoleonico e l'Alcova dove Bonaparte ricevette le bandiere e gli stendardi delle formazioni austro-piemontesi battute.

La prima carica di cavalleria della Rivoluzione

A Dego gli ulani di Meszaros piombarono sulle fanterie francesi, e le avrebbero certamente travolte, se Dumerbion non avesse, a sua volta, fatto intervenire i dragoni di Beaumont.

Questo scontro di reparti a cavallo, anche se di proporzioni limitate, garantisce al fatto d'armi di Dego una priorità assoluta: fu infatti la prima volta, nella storia delle guerre della Rivoluzione, che la cavalleria francese si scontrava in battaglia con quella austriaca.

Cinquecento figuranti, due velieri, tende sulla paglia

La rievocazione porta a Loano gruppi da mezza Europa, e i numeri sono grandi: la manifestazione si svolge con la partecipazione di 350-500 figuranti in costume provenienti da diversi Paesi (Repubblica Ceca, Russia, Belgio, Germania, Francia, Spagna, Inghilterra, Lussemburgo, Malta), che mettono in scena l'arrivo dell'esercito francese, un accampamento militare (visitabile), la battaglia con corpi di cavalleria, fanteria e artiglieria.

In acqua non ci sono scenografie: partecipano alla rievocazione anche due autentici velieri, Pandora e Melville.

Nei tre giorni di presenza a Loano, i gruppi di rievocatori aprono al pubblico gli accampamenti allestiti sulla spiaggia, dove vivono la vita del soldato di fine Settecento, dormendo nelle tende sulla paglia.

I gruppi sono composti da appassionati cultori del periodo, che si sono assunti il compito di conservare la memoria storica di singoli reparti militari dell'epoca, attraverso uno studio accurato fatto di ricerche d'archivio e letterarie.

Il programma dei tre giorni è scandito come una vita militare: il venerdì cominciano le «ronde» in tutta la città di Loano; il sabato mattina c'è l'assemblea generale in piazza Italia, al termine della quale per le vie del centro storico iniziano le manovre di addestramento a cura dei capi reparto; nel tardo pomeriggio le truppe francesi si ritirano nel loro campo e le truppe inglesi si radunano in piazza Italia, dove avviene anche l'alzabandiera della Union Jack; la domenica si apre con l'adunata e la cerimonia di alzabandiera. In una serata soldati e civili si sono divertiti con musica e danze popolari francesi di fine Settecento.

Le fibbie ritrovate col metal detector

La battaglia per gran parte si combatte sulle alture di Vezzi Portio, dove in anni recenti — grazie a ricerche con il metal detector — sono stati trovati diversi reperti, come fibbie e pezzi di fucili.

Una parte di quel materiale finisce in mostra durante la manifestazione: l'esposizione, intitolata «Periscano tutti i tiranni» e curata da Alessandro Garulla e Andrea Puleo, riunisce armi, documenti, reperti e uniformi della Battaglia di Loano.

La rievocazione è organizzata dall'Associazione 51ème Demi-Brigade de la Bataille con il Comune di Loano e il patrocinio della Regione, ed è diventata un appuntamento fisso, che torna ogni anno nell'offerta di eventi e manifestazioni loanesi.

Come arrivare alla festa

Partecipare alla campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte a Loano è davvero semplice. Per chi preferisce la comodità del treno, la stazione ferroviaria di Loano si trova a 1,4 chilometri dal centro: si arriva nel cuore dell'evento con una breve passeggiata. Per chi si mette al volante, il casello di Borghetto Santo Spirito dista 4,3 chilometri, cioè 7 minuti di strada.

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