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Folklore e Rievocazioni

Enotria Felix - La Taccariata a Pisticci 2027 - Il rapimento dei novantotto lucani del 1677

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
Sette giorni nell'ultima settimana di luglio
Dove Pisticci (MT), Basilicata, Pisticci

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

«Enotria Felix – La Taccariata» è la rievocazione storica che si tiene a Pisticci, in provincia di Matera, in luglio, per un fine settimana. Il nome viene da un verbo dialettale. Un pisticcese, Agostino Riulo, durante una passeggiata nel bosco incontrò alcuni turchi e, per la paura, stramazzò immediatamente di crepacuore; e quelli, per sincerarsi dell'effettiva morte dell'uomo, lo «taccariarono», appunto, con delle scimitarre. A raccontarlo, tornati a casa, furono tre uomini che di quel luglio del 1677 erano gli unici sopravvissuti.

Novantotto rapiti, tre tornati

Il fatto che la rievocazione mette in scena è il rapimento, avvenuto nel luglio del 1677, di novantotto lucani a opera dei turchi, fra cui ventisei pisticcesi. Il giorno è il 25 luglio.

Il padrone Carlo De Cardenas offrì 1500 scudi in cambio della loro libertà, ma il riscatto non bastò. Solo tre di quegli uomini riuscirono a fare ritorno al paese, dopo una fuga rocambolesca dall'isola di Santa Maura.

I superstiti offrirono le catene della propria prigionia alla Chiesa di San Leonardo. E raccontarono la fine di Riulo, che alla festa ha dato il nome.

Lo sbarco sulla spiaggia, e la giostra allo stadio

La manifestazione dura un fine settimana e collega due luoghi lontani, il litorale ionico e il borgo antico.

Sulla spiaggia si tiene la rievocazione in costumi d'epoca dello sbarco del 1677, realizzata in collaborazione con il Lido Cuba Libre e Basilicata Vela, e chiusa da un grande spettacolo finale. Allo Stadio Michetti va invece in scena la Giostra della Cavallara, uno spettacolo con cavalli bardati e cavalieri in abiti d'epoca impegnati in acrobazie e arte equestre, preceduto dalle esibizioni di falconeria, sbandieratori e timpanisti e dalle coreografie delle Sirene del Nilo.

Sempre allo stadio si corre il Palio delle Torri — chiamato anche Palio della Torre — durante il quale i rappresentanti dei vari rioni si affrontano in una sfida al tiro con l'arco storico.

Per tutto il fine settimana c'è poi l'antico mestiere del falconiere, con spettacoli allo Stadio Michetti e nel piazzale della Chiesa Madre.

Il corteo, e la cena nel giorno del rapimento

Il gran finale è il Corteo Storico. Oltre 200 figuranti in abiti d'epoca sfilano da Piazza Umberto I lungo il Corso Margherita, fra due ali di folla, fino a Piazza San Rocco e a Piazzale La Salsa, dove si tiene la presentazione e l'esibizione finale dei gruppi.

Nel corteo ci sono odalische, spettacoli di fuoco e falconeria, i timpanisti e gli sbandieratori di Trani Tradizioni, le danze orientali de «Le Mille e una Passione», i «serpari» e i Pistonieri di Santa Maria Del Rovo; in piazza Umberto I si tiene anche uno spettacolo con boa e pitoni. Danza e volteggio, al ritmo di percussioni, fiati e archi, chiudono la giornata con il grande spettacolo di fuoco e falchi di Faisca de Luz.

La cena barocca

C'è infine la cena barocca in costume d'epoca del 25 luglio, nel piazzale della Chiesa Madre in Terravecchia, dove a farla da padrone è il «tartufo di Pisticci», accompagnato da pregiati vini di produttori locali e da un concerto d'arpa. Nello stesso programma c'è anche un concerto nella Tenuta Visconti. Il 25 luglio è il giorno del rapimento.

Un comitato scientifico, e i figuranti tutti del paese

La manifestazione si avvale della regia di un «Comitato Tecnico-Scientifico» a cui è demandato il compito di ricercare fonti storiche e documenti che narrano gli eventi accaduti in questi due secoli all'interno della comunità pisticcese, non trascurando il vivere quotidiano fatto di tradizioni culturali, religiose ed enogastronomiche.

Cardine della manifestazione è la partecipazione attiva di tutta la comunità, e scopo dell'evento è che i figuranti che formano il corteo storico siano tutti pisticcesi, in un'ottica di riappropriazione, anche solo per un istante, della loro storia.

Attorno all'evento sono nate attività che restano tutto l'anno: un laboratorio di sartoria permanente per la realizzazione degli abiti storici, una mostra permanente dei vestiti realizzati, una mostra degli antichi manoscritti da cui sono state estrapolate le vicende narrate — fra cui il «Libro Negro della Terra di Pisticci» — e una mostra dei libri antichi da cui sono state acquisite le fonti.

I libri sono il Sinodo Materese del 1597; le «Cronache Pisticcesi» di Don Carlo Santissimo, manoscritto del Settecento trascritto da Cesare Spani; «Pisticci e i suoi Canti» di Luigi Larocca; «Pisticci di Ieri Pisticci di Oggi» di Cesare Spani; il «Saggio Storico sulla città di Pisticci» di Dino D'Angella, insieme al suo studio sul Catasto Onciario del 1754 e alla storia di Santa Maria del Casale; e «Pisticci: Storia Urbana» di Maria Rosaria Pizzolla, del 2003.

Come arrivare alla festa

La festa a Pisticci si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pisticci, a 6,4 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Zona industriale, e il tragitto è di 8,6 chilometri per 9 minuti di guida.

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