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Le Giornate della Carboneria a Fratta Polesine 2026 - Il banchetto carbonaro del 1818 e il menù d'epoca
Fonte: prolocovenete.it, letta il 20/09/2026.
Le Giornate della Carboneria sono la rievocazione storica di Fratta Polesine, in provincia di Rovigo, nella regione Veneto, e si tengono in novembre. Nel salone d'onore di villa Molin Avezzù, dove l'11 novembre 1818 si svolse davvero il banchetto degli affiliati alla setta carbonica, attori in costume portano in scena quella nottata e i convitati cenano con un menù ispirato ai piatti ottocenteschi; nel centro storico centinaia di figuranti celebrano la festa di San Martino del 1818, fra musiche popolari, burattinai, gendarmi, carrozze e le rappresentazioni degli arresti di quel periodo. Organizzano il Comune di Fratta Polesine, la Regione del Veneto e la Fondazione Cariparo.
Il banchetto dell'11 novembre 1818
A Fratta Polesine la sera dell'11 novembre 1818, giorno di San Martino, i Carbonari polesani si riunirono segretamente nel corso di una cena appositamente organizzata, e cospirarono contro la tirannia del governo austriaco. I convitati, affiliati alla Carboneria, brindarono al buon successo dei futuri avvenimenti politici, e in particolare all'indipendenza d'Italia. Quella sera erano ospiti, nella Villa Grimani Molin, ora Avezzù Pignatelli, della contessa Cecilia Monti di Fratta; il salone d'onore della cinquecentesca villa Avezzù Pignatelli sta nel cuore del centro storico.
Con carbonari della Fratta si indica un'organizzazione clandestina riconducibile alla carboneria, istituitasi nei primi anni del XIX secolo per combattere il controllo delle istituzioni politiche e militari del neoistituito Regno Lombardo-Veneto. Alla setta della spilla nera erano affiliati principalmente nobili e borghesi, mentre il popolo conduceva la sua vita rurale in semplicità. Le ricorrenze religiose, come quella di San Martino, erano un'occasione di incontro e di festa, e la gente di Fratta, in quel giorno di novembre del 1818, diventò testimone della prepotenza dei dominatori austriaci contro i carbonari che, con linguaggi segreti, tramavano per sollecitare alla ribellione la popolazione in nome della libertà.
Quella notte a Fratta Polesine si compì la prima repressione austriaca del Regno Lombardo-Veneto. I gendarmi arrestarono gli ospiti della contessa: Antonio Fortunato Oroboni, Angelo Gambato, Antonio Francesco Villa, don Marco Fortini, Giovanni Monti, Antonio e Carlo Poli, Giacomo, Federico e Sebastiano Monti, Domenico e Antonio Davì, Vincenzo Zerbini, Domenico Grindati. Furono sottoposti a processo per alto tradimento e condannati al carcere duro dello Spielberg; don Marco Fortini fu anche sconsacrato dal Patriarca di Venezia. In seguito ebbero luogo in tutto il Polesine numerosi arresti di adepti alla società segreta.
Antonio Fortunato Oroboni, dalla cappella allo Spielberg
Nella villa di famiglia nacque e abitò fino al 1818 il conte Antonio Fortunato Oroboni, celebre membro della Carboneria e ultimo discendente della famiglia. Antonio Oroboni fu aggregato alla Carboneria da Antonio Villa nel 1817. L'anno successivo Villa ricevette da Felice Foresti, iniziatore della Carboneria in Polesine, l'ordine di bruciare tutte le carte compromettenti in suo possesso; ne distrusse però solo alcune e affidò le altre a Oroboni perché le nascondesse in luogo sicuro. Il giovane Oroboni, per rassicurarlo, gli aveva successivamente rivelato il nascondiglio, ossia la cappella della villa di famiglia. Quando gli austriaci cominciarono a indagare, Villa confessò e fornì agli inquisitori istruzioni accuratissime per il reperimento dei documenti a Villa Oroboni.
L'arresto di Oroboni arrivò più tardi, il 7 gennaio 1819, nella sua casa di Fratta Polesine. Dopo lunghe procedure giudiziarie nelle carceri di Venezia fu condannato a morte, insieme ad altri dodici compagni carbonari, il 23 dicembre 1821. La pena fu poi commutata in quindici anni di detenzione nel carcere moravo dello Spielberg, dove morì per aver contratto la tubercolosi. Compagno di prigionia di Silvio Pellico, di cui era vicino di cella, è ricordato affettuosamente da lui in Le mie prigioni per la sua profonda fede cattolica; e della Carboneria parlano anche le Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo.
I cunicoli sotto il paese e il monumento dello scultore Spazzi
Ancora oggi, nel sottosuolo di Fratta Polesine si trovano dei passaggi segreti e dei cunicoli che usavano i carbonari. Nel 1867 fu eretto un monumento a ricordo del sacrificio dei Carbonari, opera dello scultore veronese Grazioso Spazzi: fu il primo nel Veneto liberato dagli austriaci dopo la terza guerra di indipendenza. La struttura ideologica della Carboneria trova riscontro nell'espressione figurativa e simbolica delle monete, delle medaglie e dei sigilli.
La cena carbonara nel salone d'onore
Il luogo dove realmente si svolse il banchetto degli affiliati alla setta carbonica è il salone d'onore di villa Molin Avezzù, e lì va in scena il tradizionale banchetto carbonaro, con una cena d'epoca e con la drammatizzazione: attori in costume portano in scena quella nottata misteriosa e accompagnano i convitati, che mangiano un menù ispirato ai piatti ottocenteschi, curato dal ristorante Il Pioppeto di Romano d'Ezzelino. In serata si tiene la replica del banchetto carbonaro, sempre in villa Molin Avezzù.
Attorno alla cena sta la visita guidata tematica con personaggi in costume e narrazione delle vicende carbonare attraverso i luoghi storici della Carboneria, a Crespino e a Fratta. Poi c'è l'evento «Ciceroni per un giorno», protagonisti i ragazzi delle medie di Crespino e Fratta che fanno da guide turistiche per i loro coetanei degli altri istituti scolastici del territorio, guidando i visitatori attraverso i luoghi simbolo della Carboneria frattense. La giornata prosegue con una rievocazione in piazza, dove figuranti e musicisti della Contrada Lorì animano le strade.
La festa di San Martino nella Fratta austriaca
Il centro storico celebra infine la festa di San Martino del 1818, con centinaia di figuranti in costume, musiche popolari, burattinai, gendarmi, carrozze e le rappresentazioni degli arresti di quel periodo. Questa rievocazione un tempo era nota come Fratta Carbonara.
Xilografie, manifesti e il dattiloscritto di Primo Griguolo
Accanto alla rievocazione c'è una mostra perlopiù documentaria e fotografica, con un percorso semplificato e accessibile anche alle persone con disabilità. Ai materiali dell'archivio storico del comune di Fratta, della parrocchia e del museo del Risorgimento all'Altare della Patria a Roma si aggiungono riproduzioni fotografiche dal Museo Correr di Venezia, esposte per la prima volta a Fratta. Si vedono grandi xilografie dei Carbonari nei vari momenti, dall'arresto alla vita nelle carceri, le foto delle case dei Carbonari stessi, e su altri espositori le foto e le didascalie dei personaggi storici dell'epoca: Napoleone, l'imperatore d'Austria Francesco I, il viceré del Lombardo-Veneto, gli inquisitori, Felice Foresti. Ci sono due documenti in originale, il manifesto con le condanne di Pellico e Maroncelli e il manifesto dei condannati di Fratta e del Polesine, e una ricca esposizione di libri sulla Carboneria; ai visitatori viene messo a disposizione un dattiloscritto dello storico frattense Primo Griguolo.
Gli studi hanno lasciato anche un volume, la raccolta degli atti del Convegno di studi storici organizzato dalla Minelliana con il Comitato di Rovigo dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, promosso dall'Amministrazione comunale di Fratta nel 2018, in occasione del bicentenario del banchetto carbonaro.
Come arrivare alla festa
Farsi avvolgere dalle atmosfere delle Giornate della Carboneria, a Fratta Polesine, è alla portata di tutti. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Fratta Polesine a un passo dal centro, un chilometro dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Fratta Polesine, e da lì restano 1,8 chilometri e 2 minuti.
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