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Folklore e Rievocazioni

La maschera di ferro a Pinerolo 2026 - La maschera non era di ferro: velluto nero con molle di metallo

8 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Periodo
ottobre
Dove Pinerolo (TO), Piemonte, Pinerolo

Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.

Fonte: rievocazionistoriche.cultura.gov.it, letta il 20/09/2026.

La rievocazione della Maschera di Ferro si tiene ogni primo fine settimana di ottobre nel centro storico di Pinerolo, in provincia di Torino, e dura due giornate. Seicento figuranti in costume d'epoca — tamburini, sbandieratori, moschettieri, nobili e popolani — riportano la città al Seicento, quando nella Cittadella era rinchiuso il prigioniero mascherato di Luigi XIV; nei pressi del pozzo viene allestita la sua cella, e alla fine del corteo, dal balcone del Circolo Sociale, si svela chi porta la maschera. Organizza l'Associazione Storico Culturale «La Maschera di Ferro», attiva dal 1999.

Non era di ferro

Il prigioniero fu costretto a portare, pena la vita, una maschera sul volto, perché nessuno potesse identificarlo; maschera che in realtà non fu di ferro, ma di velluto nero, con molle di ferro che ne garantivano la chiusura e l'applicazione permanente al viso.

Di quel prigioniero non si sa il nome. Si sa però con chi gli era permesso scambiare una parola: tre persone, e solo per motivi stabiliti.

Gli era fatto divieto di parlare con chicchessia, escluso il confessore (ma solo in confessione), con l'ufficiale comandante della guardia quando doveva chiedere qualche cosa che riguardava la sua detenzione (altri argomenti di conversazione erano vietati) e con il medico quando si fosse ammalato.

Anche l'uso della maschera era regolato: poteva togliersi la maschera per mangiare e per dormire, ma in ogni caso la doveva indossare quando si trovava in presenza o in vista di qualunque altra persona.

Uscire gli era concesso, ma poco e sorvegliato: gli erano consentite anche brevi passeggiate nel cortile della fortezza, sempre mascherato e sotto stretta sorveglianza delle guardie.

Per il resto era trattato bene: al prigioniero veniva, come anche durante la detenzione nella Bastiglia, riservato un trattamento speciale.

Dodici anni dentro la cittadella

La permanenza a Pinerolo durò dodici anni: giunse nella Cittadella di Pinerolo il 24 agosto 1669 e vi restò fino all'ottobre del 1681. In totale aveva trascorso 34 anni in prigione, col viso eternamente celato. Il governatore era Benigne Dauvergne di Saint Mars.

La città era diventata una prigione di Stato: durante il regno di Luigi XIV, il Re Sole, divenne una cittadella fortificata e prigione di Stato. Molti prigionieri illustri vi sono stati incarcerati per lunghi periodi. Uno di questi, storicamente documentato, fu il famoso «Uomo della Maschera di Ferro».

Sul perché di tanta segretezza corre un racconto: si dice sia stato un personaggio talmente importante che Luigi XIV non ebbe la forza di farlo decapitare, e talmente grande la sua colpa da nascondergli il volto sotto un panno di velluto e dentro una maschera di ferro.

Marchialy, e la stanza svuotata

Alla morte del prigioniero fu presa una precauzione che dice quanto contasse tenerne segreta l'identità: il prigioniero abitava la terza camera della torre Bertaudière e, quando morì, tutto quello che si trovava nella camera fu distrutto perché nessuna traccia del morto potesse svelare chi era.

Anche il nome sulla sepoltura non fu il suo: si sa che la Maschera di ferro morì alla Bastiglia il 19 novembre 1703 e che fu seppellito col nome di «Marchialy» il giorno seguente nella parrocchia di San Paolo.

Il carceriere lo seguì per tutta la prigionia, di sede in sede: il suo costante carceriere fu il governatore Saint-Mars, che lo trasportò sempre con sé, senza mai farlo vedere ad alcuno, nelle varie sedi nelle quali fu destinato, e cioè prima a Pinerolo, poi all'isola di Santa Margherita, infine, il 18 settembre 1698, alla Bastiglia. E lo trattava con riguardo: si sa che il governatore gli usava mille riguardi.

La vicenda è arrivata fino a noi attraverso pochi testi, e le date della loro comparsa sono note: la prima menzione della Maschera di ferro si trova in una lettera di Enrichetta d'Orléans (la Palatina), del 1711; poi ne parla, nel 1738, Voltaire, che ritorna sull'argomento nel Siècle de Louis XIV (1751). Di lui scrissero celebri autori, tra cui Voltaire e Dumas.

Chi era, secondo chi ci ha studiato

Che un uomo mascherato ci sia stato davvero non si discute: un prigioniero col volto travisato c'è stato davvero. Prima a Pinerolo, poi al Forte Exilles.

Sull'identità, però, la lettura è molto meno romanzesca: secondo Luca Patria di Segusium, Società ricerche e studi Valsusini, non si trattava del gemello del re Sole, Luigi XIV. Bensì, pare, un uomo qualunque, forse un servo.

E ci sarebbe anche una spiegazione pratica del trattamento di riguardo: ad accudirlo, però, c'era un carceriere ben voluto e ben pagato, ma orfano del suo prezioso carcerato, l'ex sovrintendente alle finanze del regno Nicolas Fouquet, morto alla cittadella di Pinerolo.

C'è infine il motivo per cui la gente cominciò a immaginare un nobile: durante un trasferimento in lettiga o carrozza era stato visto dalla popolazione, che aveva ipotizzato trattarsi di un qualche nobile, in quanto portare leggere maschere di velluto per riservatezza o per proteggersi dal sole era un uso degli aristocratici in quel periodo.

Nei pressi del pozzo è allestita la cella della Maschera di Ferro che dà il nome all'evento, e a sorvegliarla sono i Nobili di Pignerol, che montano la guardia, con il cambio della guardia in programma.

Il prigioniero si fa vedere, ma da dietro le sbarre: la maschera di ferro compare al pubblico dalle grate della prigione e crea la suggestione di un evento che anche oggi è di scena nelle vie e nelle piazze di Pinerolo con 600 figuranti.

Lo svelamento dal balcone

Dopo la partenza del corteo storico con centinaia di personaggi in costume, il pubblico resta in attesa dell'arrivo del corteo; poi arriva il momento: dal balcone del Circolo Sociale verrà svelato il personaggio misterioso nascosto sotto La Maschera di Ferro.

E l'identità svelata non è quella storica, che nessuno conosce, ma una di oggi: ogni anno, alla fine del corteo, si svela l'identità della maschera di ferro attribuita ad un personaggio di oggi, e in ogni edizione i panni del prigioniero ignoto vengono assunti da personaggi di rilievo, con la ormai tradizionale scommessa sull'identità del personaggio che si cela sotto la celeberrima maschera.

Il corteo attraversa la città lungo un percorso fisso — via Trento, piazza San Donato, via Duomo, via del Pino, piazza Facta, piazza Vittorio Veneto — e insieme ai gruppi storici sfilano quattro cavalieri e una carrozza della «Route d'Artagnan».

Due giorni di Seicento

La manifestazione si apre con un annuncio pubblico: l'evento si apre il sabato pomeriggio con il bando della festa: per le strade e le spianate del centro storico di Pinerolo i Tamburini di Pignerol accompagnano i Banditori della Cittadella, che enunciano il programma della manifestazione storica.

Il pomeriggio prosegue con animazione musicale e danze a tema seicentesco, con la partecipazione di gruppi storici provenienti da altre regioni e paesi, e nelle vie laterali — i bastioni della via detta dei Principi d'Acaja, il piazzale della chiesa di Sant'Agostino, la chiesa di Santa Chiara — si tengono altre esibizioni, mostre di pittura e ceramiche in stile seicentesco, esposizioni di antichi mestieri.

Fra i gruppi che si esibiscono ci sono l'Association de Aspres sur Buech, che porta le danze popolari francesi, i Musici e Sbandieratori Borgo Tanaro di Asti, i Grifoni del Conte Provana da Villanova C.se, il Gruppo Storico Antiche Tradizioni Popolari di Bibiana, la squadra di arti marziali storiche europee «Lame Scarlatte» e il Gruppo Storico Militare Reggimento Savoia dell'associazione «Les Armes de Savoje»; le danze del Seicento sono a cura del gruppo Nobili della Maschera di Ferro.

La domenica comincia in chiesa: la mattina della domenica in cattedrale si tiene una messa alla presenza dei figuranti. Poi si va sul palco, in piazza Vittorio Veneto, dove arrivano i Cavalieri della Route d'Artagnan al cospetto di d'Artagnan e dei Moschettieri.

In programma ci sono anche scene che non risparmiano i lati oscuri del secolo: il Bordello del Seicento, un processo alle streghe, e al pozzo «ël ciarlatan dël '600», cioè il ciarlatano. Nella via dei Principi d'Acaja c'è l'accampamento dei Moschettieri insieme a giochi storici e antichi mestieri, mentre in Sant'Agostino si allestisce la mostra «La piazzaforte: Pinerolo nel periodo francese 1536-1814».

Fra i personaggi che sfilano ci sono i protagonisti di quella corte: D'Artagnan, la Regina Madre Anna d'Austria, il Re Sole con la consorte Maria Teresa d'Asburgo-Spagna, il Cardinale Richelieu, Luigi il Gran Delfino con la consorte, Saint Mars, Vauban, Louvois.

L'appuntamento è d'autunno: l'Associazione Storico Culturale «La Maschera di Ferro» è attiva a Pinerolo fin dal 1999, e da allora organizza, ogni primo fine settimana di ottobre, nel centro storico una grande rievocazione storica con centinaia di figuranti, tamburini, sbandieratori, moschettieri, giocolieri, nobili e popolani che nel corso delle due giornate portano la città di Pignerol a fare un tuffo nel Seicento.

Come arrivare alla festa

Arrivare a Pinerolo per la maschera di ferro non è complicato. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Pinerolo a un passo dal centro, 800 metri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Riva di Pinerolo, e da lì restano 6,0 chilometri e 7 minuti.

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