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Palio delle Quattro Porte a Città di Castello e il tiro da stazione eretta 2027
Il Palio delle Quattro Porte si disputa a Città di Castello, in provincia di Perugia, nella regione Umbria, in quattro giornate a cadenza fissa: la quarta domenica di maggio, di giugno e di settembre e la seconda domenica di ottobre. I balestrieri dei quattro rioni storici, che portano il nome delle antiche porte della cinta muraria, tirano a ventun passi dal bersaglio: come risulta da un documento storico del 1457, che si trova nell'archivio comunale di Città di Castello, i balestrieri della città tiravano con la «balestra manesca solo con le mani e da stazione eretta», a differenza della normale balestra appoggiata per il tiro in un'apposita base. La gara è organizzata dalla Compagnia dei Balestrieri di Città di Castello, ricostituitasi nel 1992.
Ventun passi dal tasso
La distanza è fissa e si conta in passi: i balestrieri tirano con le mani e da stazione eretta, disposti a una distanza di ventun passi dal bersaglio («lo tasso»), pari a 18,90 metri. Il bersaglio è chiamato anche la tradizionale buletta.
L'arma è quella corta, da braccio: gli armati, in abiti rinascimentali, si cimentano con il tiro della balestruccia da braccio in rappresentanza dei quattro Rioni Storici.
Il conteggio dei tiri è preciso: con tre terne di tiro, tre tiri per ogni tiratore a ogni terna, «scoccando lo tasso», si gareggia per la proclamazione del Balestriere di Giornata e della Porta Vincitrice di Torneo e per quantificare il «bottino» da far valere per le classifiche finali.
Quattro Porte, e ognuna guarda una città
I rioni sono le antiche porte della cinta muraria — Porta Santa Maria, Porta San Florido, Porta Sant'Egidio e Porta San Giacomo — e si sfidano in quattro giornate con cadenza fissa: quarta domenica di maggio, giugno, settembre e seconda domenica di ottobre.
Ogni porta ha il suo colore: il Palio è caratterizzato da quattro tornei, uno per ogni porta (porta Sant'Egidio per Urbino, colore viola – porta San Giacomo per Firenze, di colore giallo – porta San Florido per Viterbo, colore rosso – porta Santa Maria per Roma, di colore bianco).
E il torneo prende il nome da chi ospita: i tornei prendono il nome dalla Porta ospitante e si tengono in Piazza Gabriotti, Piazza de Sotto, antica piazza politico-religiosa della città. Il torneo intitolato a San Florido viene giocato in occasione delle Festività Floridiane e perciò intitolato «Torneo di San Florido», per onorare il Santo Patrono e protettore della città.
La Chiamata delle Porte, la sera prima
Il giorno prima della gara qualcuno va in giro a chiamare la città: ogni disfida è anticipata, la sera precedente la disputa, dalla Chiamata delle Porte da parte di Araldo e Musici che, accompagnati da una rappresentanza di figuranti, percorrono le vie principali dell'antica Civitas Castelli.
E l'invito si fa con un bando, in lingua d'epoca: con tanto di bando si invitano «li balistari» e «le genti tutte» della città a presentarsi numerosi il giorno successivo — «dimani a lo vespro 'n piazza de sotto» — a incitare la propria contrada.
Quattro cortei che diventano uno
La domenica ogni rione parte per conto suo e poi si fondono: per ogni torneo, dalla via principale di ognuno dei quattro rioni storici, annunciato da uno o più tamburini, un corteo di figuranti, riproponendo uno spaccato della vita del tempo con il vessillo di porta, accompagna gli armati fino a Piazza Matteotti (Piazza de Sopra), antica Piazza Vitelli in onore dei Signori di fatto della città, dove i quattro cortei rionali confluiscono in un'unica sfilata.
L'ordine di chi comanda si legge nella fila: la sfilata è guidata dall'Alfiere, seguito dal Capitano della Compagnia e dagli altri Notabili: Notaro, Maestro di Campo, Massaro.
Arrivati in piazza si legge un proclama e poi si tira, ma fra una terna e l'altra si balla: dopo la declamazione del proclama si dà il via alla sfida, caratterizzata da tre terne di tiro, intervallate da balli rinascimentali, celebrativi e/o propiziatori, in sintonia con la specificità dell'iniziativa: Pavana, Saltarello, Schiarazula Marazula.
Un palio dipinto con San Sebastiano
Il premio è un drappo, e ci sta dentro tutta la città: consiste in un drappo rosso vino con al centro una tela bianco panna, recante la copia dipinta del Protettore San Sebastiano del Signorelli e, tra fronde di quercia e alloro, l'emblema della Compagnia, la Civitas Castelli con le tre torri siglate da una balestra, il tutto sormontato dalla corona della Città.
La consegna avviene l'anno dopo, e comincia in chiesa: il Palio ha la sua conclusione nella festa di San Sebastiano, protettore della Compagnia, che cade la terza domenica del mese di gennaio di ogni anno, con premiazione della Porta vincitrice, assegnazione dei titoli di Capo Balestriere, Balestriere Benemerito e/o Onorario e investitura di Nuovi Armati.
Il corteo di quel giorno va in un posto che cambia ogni anno: l'iniziativa è preceduta da un corteo storico che da Piazza Matteotti raggiunge la chiesa principale di una delle quattro porte, precisamente quella vincitrice dei tornei dell'anno prima. Lì viene celebrata la Santa Messa, quindi i notabili della Compagnia Storica dei Balestrieri, dopo aver proceduto alla cerimonia dell'arruolamento di nuovi adepti, consegnano il Palio delle Quattro Porte al Rione vincitore in base al punteggio ottenuto nei quattro tornei ufficiali disputati nel corso dell'anno precedente. E il miglior tiratore in assoluto viene nominato «Capo Balestriere».
Chi entra nella Compagnia lo fa con un giuramento: tutto è scandito da apposito rituale con giuramento di accettazione delle regole della Compagnia, e poi si mangia: a seguire «il convivio», in abiti storici, presso uno dei luoghi di ristoro del Centro Storico, a rotazione di anno in anno.
Da arma di guerra a gioco di piazza
È la riproposizione de «lo consueto Palio», che vedeva i balistari conquistare premi di consistenza diversa a seconda della borsa a disposizione degli organizzatori — soprastanti e camerlengo — e che durante le Feste Floridiane dava lustro ai festeggiamenti e alla città fin dal lontano XIII secolo, sotto la sorveglianza del Capitano della Fiera e dei suoi armati. Lo raccontano due libri, «Solennità Floridiane» del Certini, del 1740, e «Giochi, Palii, Feste e Fiere in onore del Patrono San Florido dalle origini ai giorni nostri», Città di Castello 1990.
Le regole in vigore vengono da un archivio: le regole di gara, riportate in un documento del 1457, sono fatte proprie dalla Compagnia per mantenere viva la pratica che vedeva nei tornei e nelle battagliole la forma di addestramento, a tratti anche spettacolare, degli uomini d'arme soprattutto in tempo di pace.
Perché a un certo punto la balestra cambiò mestiere: a partire dall'avvento delle armi da fuoco, nel secondo Cinquecento, la balestra muta la sua ragion d'essere da arma di difesa e da truppa a strumento di caccia e di intrattenimento.
L'Associazione, rinata nel 1992 con lo scopo di riproporre un sano ritorno alle tradizioni culturali di Città di Castello, sviluppa e diffonde il nobile esercizio del tiro con la Balestruccia da braccio, tramandandola ai posteri. Ed è nata in seguito a ricerche di archivio che testimoniano l'uso della balestra da banco e da braccio, prima come esercizio d'armi e quindi come gioco nei tornei cittadini. Ne fanno parte Notabili, Balestrieri Tiratori, Figuranti, Musici, Armati e Cavalieri.
Come arrivare alla festa
Raggiungere il Palio Quattro Porte Balestra Manesca a Città di Castello è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Città di Castello a un passo dal centro, 1,4 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di Città di Castello, e da lì restano 2,2 chilometri e 3 minuti.
Nei paesi vicini
Altri appuntamenti in provincia di Perugia.
- Festa degli Statuti a Fossato di Vico — maggio
- Palio della Balestra a Gubbio — maggio
- Palio del Cupolone a Santa Maria degli Angeli — giugno