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Folklore e Rievocazioni

Presepe Vivente di Arrone 2026 - la natività nel castello

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Si tiene
26 dicembre, primo e 6 gennaio — quest'anno dal 26 dicembre 2026 al 6 gennaio 2027
Dove piazza Garibaldi, Arrone

Fonte: corrieredellumbria.it, letta il 19/09/2026.

Il presepe vivente di Arrone si tiene nell'antico castello del borgo, in provincia di Terni, nella bassa Valnerina, il 26 dicembre, il 1º e il 6 gennaio. Nei vicoli e nelle piazzette entro la cinquecentesca cinta muraria un centinaio di figuranti mette in scena la vita del tempo di Gesù e gli antichi mestieri rurali umbri, fino alla Natività, sulla quale si cala un angelo dalla torre campanaria. La rappresentazione del presepe vivente nell'antico castello è una delle principali tradizioni folcloristiche locali.

Dal dicembre 1994

La festa ha una data di nascita precisa: dicembre 1994.

Nello stesso anno nasce anche chi la organizza: il Comitato del Presepe, nato nel 1994, è conosciuto non solo in Umbria ma in tutto il centro Italia. Oggi l'iniziativa è organizzata dal Comitato del Presepe Vivente e dal Comitato del Castello, con il patrocinio del Comune di Arrone e la collaborazione della Pro Loco Arrone.

La continuità, però, si è interrotta: c'è stato «un Natale particolare, senza manifestazioni storiche come quella del presepe vivente al Castello di Arrone», e il grande ritorno del presepe vivente è arrivato «dopo ben tre anni di interruzione».

Le giornate sono quelle del ciclo natalizio: 26 dicembre, primo e 6 gennaio.

Una rocca che diventa Betlemme

Il luogo è la ragione per cui questo presepe si distingue dagli altri. L'antico castello, cuore della comunità arronese, ospita nei suoi vicoli la vita del tempo di Gesù, valorizzando il centro storico di Arrone e ridando luce agli antichi mestieri rurali umbri.

Il borgo intorno ha un riconoscimento suo: il borgo medievale – inserito tra i Borghi più belli d'Italia – si trasforma in una vera e propria Betlemme, offrendo «un viaggio nel tempo tra storia, fede e tradizioni popolari».

E il castello non è una scenografia costruita per l'occasione: il Castello è infatti un'antica rocca che porta intatto il sapore del tempo passato con i suoi vicoli, le case in pietra, le vecchie mura, la chiesina di età romanica, con affreschi restaurati di recente della metà del Quattrocento e, infine, la torre cinquecentesca. Le scene si svolgono «nei vicoli e nelle piazzette che palpitano entro la cinquecentesca cinta muraria».

Dall'alto, la torre guarda tutta la valle: dall'alto dei suoi 17 metri domina tutta la vallata della bassa Valnerina. Il borgo si trova «a pochi chilometri dalla Cascata delle Marmore e da Terni».

L'arco, le pizzole e le guardie romane

L'ingresso al presepe è già parte del percorso, ed è un pezzo di fortificazione: l'ingresso per il presepe coincide con l'antico arco in pietra che chiudeva la cinta muraria.

Prima di salire c'è una sosta, ed è una sosta calda: nella zona della torretta d'avvistamento antistante l'arco, un primo punto di ristoro dove numerose donne, in abiti arabi, preparano gustosissime pizzole dolci o salate, e i visitatori «hanno l'opportunità di scaldarsi e di prepararsi alla salita».

Poi la salita finisce davanti a un secondo arco, dove due guardie romane bloccano il passo per permettere un ingresso guidato all'interno del castello.

Dall'Annunciazione alla Pastorale

Dentro, il percorso è diviso in quadri: le varie scene animate, dall'Annunciazione al Censimento, dalla via dei mestieri alla Pastorale.

Quello che si vede sono figuranti in costume, antichi mestieri e scene di vita quotidiana ricostruite con grande attenzione ai dettagli — e i figuranti sono un centinaio.

Non si gira da soli: la visita al Presepe Vivente è guidata e ogni scena viene accompagnata da musica e parole.

La discesa dell'Angelo

Il finale è il momento più atteso: la rappresentazione culmina con la Natività, arricchita da un momento di particolare suggestione: la discesa dell'Angelo dalla torre campanaria.

A calarsi è un gruppo di speleologi: la discesa è curata dal Gruppo Grotte Pipistrelli, che realizza la discesa degli Angeli dalla torre campanaria fino alla capanna della natività.

L'effetto è costruito con la luce: la Torre campanaria… viene valorizzata dalla «discesa degli Angeli» fino alla capanna della Natività, creando una scena quasi surreale con giochi di luce in trasparenza che danno l'illusione di una magica visione.

Gli zampognari e il presepe solidale

La musica arriva da fuori e attraversa il borgo: il presepe vivente, anche in occasione del Capodanno, è accompagnato dal passaggio e dall'esibizione degli zampognari di Sonidumbra.

La festa ha anche un secondo nome: il presepe vivente di Arrone si trasforma in «Presepe solidale».

Si tratta dell'evento più atteso dell'anno per il borgo della Valnerina: attrae visitatori da fuori regione, coinvolge un centinaio di figuranti, fa riscoprire ai cittadini i valori che la manifestazione porta in sé. È considerata una delle migliori rappresentazioni della Natività in Umbria, per la particolarità delle sceneggiature.

Come arrivare alla festa

Il Presepe Vivente ad Arrone si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Marmore, a 12 chilometri da Arrone, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Valnerina ha davanti un percorso di 9,3 chilometri che in 13 minuti porta a destinazione.

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