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Palio dei Terzieri a Città della Pieve 2027 - La Caccia del Toro a 33 metri e la catapulta di borotalco
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: paliodeiterzieri.it, letta il 19/09/2026.
Il Palio dei Terzieri si tiene a Città della Pieve, in provincia di Perugia, in Umbria, e dura quasi due settimane d'agosto: la giornata conclusiva è la prima domenica dopo il 15 agosto, con il corteo storico serale e la Caccia del Toro. Tre arcieri per terziere tirano con l'arco storico a 33 metri su sagome di toro chianino collocate su una pedana circolare mobile, tre frecce a testa e tre manche di velocità crescente, e il terziere con il punteggio più alto vince il Drappo del Perugino. La rievocazione si organizza dal 1973 e mette in corteo circa ottocento figuranti.
La regola del tre
Tutta la gara è basata sulla regola del tre, quante sono le parti in causa: 3 gli arcieri per ogni terziere, 3 le frecce per ciascun arciere, 3 i minuti di tempo, 3 le velocità in cui gira la giostra, 33 i metri di distanza, e lo stesso bersaglio è suddiviso in punteggi multipli di tre. Si tira con arco storico, l'arco lungo. La gara è senza appello, senza riscaldamento, senza tiri di prova, e il movimento della giostra segna l'inizio della competizione.
I bersagli sono tre, uno per terziere, addobbati con i colori di appartenenza e collocati su una pedana circolare mobile. La sagoma è un toro di razza Chianina, diviso in quattro zone di punteggio: testa 15 punti, corpo 9, bandiera 6, posteriore 3. Tre manche di velocità crescente, tre frecce per arciere a manche, nove frecce totali per terziere; il terziere con il punteggio più alto vince il Drappo, e in caso di parità c'è lo spareggio con una freccia per arciere.
I nomi dei tre arcieri di ogni terziere restano sconosciuti fino al giorno della caccia.
Dalle lance ai paglioni, dai paglioni alla giostra
Il palio è una sfida fra i Terzieri della città, tripartizione amministrativa che risale al 1250, quando essi compaiono nell'atto di sottomissione a Perugia: Borgo Dentro, Casalino e Castello nascono come suddivisioni amministrative nel periodo dei Comuni. È una storia di otto secoli.
Tra il XV e il XVI secolo, a imitazione di Siena, anche a Castel della Pieve si svolsero le Cacce del Toro, rudimentali corride con l'uso di lance: una sorta di corrida che avveniva però tra le vie del paese e non in un'arena, e durante la quale gli uomini che vi partecipavano fronteggiavano il toro con delle lance. Oggi l'evento ha perso quella connotazione: quel che resta è la rievocazione incruenta delle antiche cacce che si svolgevano nella città ghibellina ai tempi del Perugino.
Il Palio dei Terzieri è una rievocazione storica che si organizza dal 1973 a Città della Pieve, e alla prima edizione Castello e Casalino si sfidano nella gara di tiro con l'arco, dando vita alla rievocazione moderna; poi si forma la triade dei terzieri come la conosciamo oggi. Ma la gara di allora era un'altra cosa: si tirava a bersaglio fisso, e quei bersagli si chiamavano paglioni, perché erano fatti di paglia. Dal 1994 la sfida tra i terzieri si gioca sulla caccia del toro, con la giostra e il bersaglio mobile.
Nel 1974 il Terziere Castello reclutò degli arcieri provenienti da Montalcino: all'epoca non esisteva ancora una norma che imponesse agli arcieri di essere nati a Città della Pieve o di esservi residenti da almeno cinque anni, e fu proprio in seguito a questo episodio che la regola venne introdotta.
L'epoca rievocata abbraccia poco meno di un secolo, dal 1450 al 1523, tempo definito dai rievocatori come «peruginesco», legandolo al periodo di influenza culturale e artistica esercitato dal cittadino più illustre di Città della Pieve, Pietro Vannucci detto il Perugino. Il tradizionale evento rievoca eventi che caratterizzavano il borgo tra il Quattrocento e il Cinquecento, e alle sue opere si ispirano i costumi degli ottocento figuranti circa che compongono il corteo storico, le scenografie e gli abiti utilizzati per la rievocazione.
L'Infarinata, e la catapulta che sparava borotalco
Tutto cominciò nel 1977, quando il Casalino portò in corteo una macchina leonardesca: il Terziere Casalino sorprende tutti facendo uscire in corteo la Catapulta, macchina bellica di reminiscenza leonardesca, ispirata ai progetti del Codice Atlantico. Le munizioni erano pitali da notte carichi di borotalco al profumo di rosa.
I rivali, davanti alla superiorità della catapulta, furono costretti a rispondere al «fuoco» con il lancio manuale di sacchetti di farina. Negli anni il Casalino aggiunge balista, cannone a vapore, bombarda, frusta e cannone gigante. Dopo quasi cinquant'anni dal primo lancio, l'Infarinata è uno dei momenti più attesi del Palio: una furiosa battaglia di farina, il giorno del Palio, che coinvolge popolani e armati dei tre Terzieri.
E anche il borotalco ha una ragione storica: imita la calcina, polvere bellica documentata in cronache del 1311 e descritta dallo stesso Leonardo da Vinci in una lettera a Ludovico il Moro.
Verde e nero, bianco rosso e blu, giallo e nero
Il Castello è il primo dei tre Terzieri a ricostituirsi, nel 1964: occupa la parte sud-occidentale della città, anticamente abitata dai cavalieri aristocratici; i colori sono verde e nero, e il patrono è San Rocco, celebrato il 16 agosto. La forza militare è la caratteristica che lo distingue da sempre, con i suoi gruppi di armati, capitani, uomini d'armi, picchieri e alabardieri; le sue serate sono la Fiera di San Rocco e la «Festa a Palazzo», con sputafuoco e giocolieri, e nei suoi spazi si vedono artigiani, contadini, menestrelli, chiromanti, dame e cavalieri.
Il Casalino è fondato nel 1965 ed è legato alla confraternita di Santa Maria dei Bianchi, da cui riprende i colori bianco, rosso e blu; patrono è San Luigi Gonzaga, celebrato a giugno con l'Infiorata. Come dicono di sé, sono «il Terziere che in una sola notte trasforma la Pieve in un tappeto di fiori e poi sa far mostra dell'arte della guerra»: loro sono la Bottega dell'Arte, La Notte del Barbacane, che fa rivivere la guarnigione militare posta a difesa del paese, e la Festa in Armi, che ricalca usi e costumi in voga tra i nobili delle più illustri corti europee.
Il Borgo Dentro, costituito ufficialmente il 29 giugno 1977, è il più giovane dei tre; i suoi colori sono il giallo e il nero e il patrono è il Beato Giacomo Villa, detto «l'Elemosiniere», celebrato la penultima domenica di settembre. Di sé dice di avere una sfilata ricca di costumi e personaggi con ruoli particolari, gruppi come gli Sgherri di Balia e la Compagnia dell'Orca, e una taverna che è il suo fiore all'occhiello; sue sono anche la fiera rinascimentale «De Burgi Gaudio» e i duelli rinascimentali degli Sgherri di Balia con armi e costumi d'epoca.
Il Lancio della Sfida, il 15 agosto
Il 15 agosto è il giorno dedicato al tradizionale Lancio della sfida, con le tre rappresentanze raccolte in piazza Plebiscito che danno il via alla nuova tenzone, con insulti e prese in giro reciproci, nonostante la solennità dell'incontro dettata dalla presenza delle maggiori autorità e del Podestà di Castel de la Pieve. La mattina, in Cattedrale, si tiene la benedizione degli archi, accompagnati dai rappresentanti di ognuno dei tre Terzieri in costume storico; è la Solenne Benedizione del Palio, dei Vessilli e degli Arcieri.
Nel pomeriggio il vincitore della precedente edizione riconsegna il Pallium per essere custodito nella sede comunale fino alla domenica successiva, giorno della Caccia del Toro, da cui uscirà per sfilare nel grande corteo storico.
È un arazzo dipinto dal maestro pievese Antonio Marroni, premio che passa di vincitore in vincitore: a Città della Pieve non avviene come in altri luoghi, nei quali ogni anno viene realizzato un nuovo palio che rimane in possesso di chi si classifica per primo. Il Drappo del Perugino raffigura gli arcieri nell'atto di rendere omaggio al maestro di pittura.
C'è poi la Cerimonia del Bossolo, l'estrazione dell'ordine di tiro: un antico rituale che rievoca, come ricostruito dalle ricerche storiche di Marilena Rossi Caponeri e Maria Luisa Meo, il momento in cui si eleggevano i magistrati della comunità, ovvero i Priori e gli ufficiali preposti.
Ottocento figuranti fino al Campo de li Giochi
Il giorno del Palio, dopo il corteo storico che parte da Piazza Plebiscito e accompagna gli arcieri al Campo de li Giochi, ha luogo la gara di tiro con l'arco: oltre ottocento figuranti accompagnano gli arcieri. Il lungo corteo è composto dal corteo di ogni singolo terziere, preceduto da quello del comune con le autorità civili e religiose scortate dai militari e annunciate dai musici; raggiunto il campo, i terzieri si schierano e i musici in parata suonano l'inno del palio.
Dentro il corteo c'è un catalogo intero di figure rinascimentali: tamburini, porta gonfaloni, mazzieri, sbandieratori, paggi, araldi, vessilliferi, magistrati, priori, arcieri, porta bandiere, porta insegne, notabili, monne, cavalieri a piedi e a cavallo, armati, picchieri, archibugieri, mercanti, popolani, e le armi da guerra — bombarda, catapulta, balestre, cannone, torre d'assedio. Al centro della porzione di corteo di ogni terziere è posizionato un carro allegorico ispirato ai temi storici dell'antichità classica. Con loro sfilano anche le delegazioni delle città gemellate, Saint Cyr sur Mer e Denzlingen.
Due premi chiudono l'anno del Palio, a ottobre: il «Masgalano», che una giuria di esperti assegna alla figura del corteo migliore per la manifattura dell'abito storico, per il portamento del figurante e per aderenza al contesto storico, e il premio «Valerio Bittarello» al miglior carro allegorico.
Le taverne, e le due settimane
Per due settimane d'agosto, Città della Pieve torna al Rinascimento: i vicoli si riempiono di bandiere e di drappi, le piazze di canti, si odono i tamburi e i tre terzieri tornano a sfidarsi come ai tempi del Perugino. Il calendario propone rappresentazioni teatrali, fiere rinascimentali, cortei, concerti di musica antica e spettacoli di sbandieratori, con la ricostruzione tra le vie del centro storico delle antiche botteghe del XIV secolo, e musiche e balli lungo le vie del paese. Ci sono la cena rinascimentale «Alimentazione e banchetti ai tempi del Perugino», con le due cene rinascimentali che nella stessa serata propongono due percorsi diversi, e i giochi dei Ludi juvenalis.
Ogni terziere apre la propria taverna con piatti della tradizione umbra e ricette rinascimentali, creando un'atmosfera conviviale nei vicoli addobbati a festa. Le tre taverne, Castello, Casalino e Borgo Dentro, sono ad accesso libero, senza prenotazione: cucina rinascimentale rivisitata, vini locali, prezzi popolari.
A organizzare è l'Ente Palio dei Terzieri, che si compone di cinque figure: i soci costituenti, che sono i presidenti dei tre terzieri, un rappresentante del comune e il presidente dell'ente stesso. E ogni anno i tre terzieri accolgono nuovi figuranti: si viene assegnati al terziere della propria zona di residenza, dove si partecipa alle prove e si riceve il costume.
Come arrivare alla festa
Il Palio dei Terzieri a Città della Pieve si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Chiusi-Chianciano Terme, a 9,4 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Fabro, e il tragitto è di 14 chilometri per 15 minuti di guida.
Nei paesi vicini
Altri paesi vicini, altre feste.
- Donazione della Santa Spina a Montone — agosto
- San Rufino ad Assisi — agosto
- Palio della Brocca a Deruta — agosto