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La tavola di Natale 2026 - piatti e dolci della tradizione

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Italia la cena della vigilia di Natale si chiama cenone ed è spesso più importante della cena del giorno di Natale perché precede la messa di mezzanotte; in alcune tradizioni cattoliche è di magro, con pesce e piatti senza carne. Il primo piatto è di solito una pasta ripiena servita in brodo, mentre il secondo divide il Paese: cappone arrostito o bollito con la mostarda al Nord, anguilla femmina o capitone a Napoli e nel Sud. I dolci restano legati alle città che li hanno visti nascere: il panettone a Milano, il pandoro a Verona, il panforte in Toscana.

La cena che conta è quella della vigilia

La cena della vigilia è spesso più importante della cena del giorno di Natale perché precede la messa di mezzanotte.

Si chiama cenone perché è grande

In Italia il pasto della vigilia di Natale è solitamente chiamato «cenone» (lett. «grande cena»), e attorno a quella sera si è formato un repertorio che cambia da una parte all'altra del Paese, perché la tradizione culinaria «è polarizzata tra il Nord e il Sud Italia».

Uno speciale pasto natalizio in famiglia è tradizionalmente una parte importante della celebrazione della festa, e il cibo servito varia notevolmente da paese a paese.

La sera di magro

I pasti della vigilia hanno un carattere più sobrio o rituale rispetto a quelli del giorno di Natale, e in alcune tradizioni cattoliche la vigilia è caratterizzata dal consumo di pesce e piatti senza carne, in ricordo dell'attesa della nascita di Gesù.

Nella Repubblica Ceca il credente è tenuto a digiunare per tutta la Vigilia, finché viene servita una cena cerimoniale, allo scopo di essere in grado di vedere il «maiale d'oro».

In Polonia la festa inizia con l'apparizione di una prima stella, si legge il brano della Bibbia, si fanno auguri scambiandosi un opłatek, l'ostia, e solo dopo si cena.

Dodici

Alcune regioni offrono pasti speciali per la vigilia di Natale, come la Sicilia, dove vengono serviti dodici tipi di pesce.

Le feste sono centrate sulla Vigilia, la «Sacra Cena», che consiste in dodici portate, una per ogni apostolo di Gesù.

Il primo è in brodo

Il primo piatto è solitamente una sorta di minestra a base di pasta ripiena (come agnolini, cappelletti, agnolotti pavesi) servita in brodo.

Cappone al Nord, capitone al Sud

Un piatto tradizionale nel Nord Italia è il cappone arrostito o bollito e condito con la mostarda. Nel mezzo del Paese cambia l'animale, e l'abbacchio è più comune nell'Italia centrale.

Un piatto tradizionale a Napoli e nel Sud Italia è l'anguilla femmina o capitone.

I dolci non sono uno

I dolci natalizi sono molto vari e ogni regione ha i suoi.

In generale si mangia il panettone (originario di Milano), il panforte (originario della Toscana), il tronchetto di Natale, il torrone, i cioccolatini, i biscotti natalizi e la frutta secca. A questi si aggiunge il pandoro, originario di Verona, un dolce molto consumato a Natale e Capodanno, spesso accompagnato dallo spumante.

Fuori d'Italia si apparecchia diverso

Nel Regno Unito e nei paesi influenzati dalle sue tradizioni un pasto natalizio standard include tacchino, oca o altri uccelli di grandi dimensioni, salsa, patate, verdure, a volte pane e sidro, e i dolci sono il budino di Natale, le torte di carne macinata, la torta di Natale e il ceppo di Natale.

Il pasto natalizio tradizionale nell'Europa centrale è la carpa fritta o altro pesce.

Tipico delle feste è lo julbord, una variante dello smörgåsbord, e nei paesi scandinavi il Natale è, prima di tutto, una festa del cibo e del prosciutto cotto, con una tale varietà regionale che ogni giorno viene servito il meglio.

Ci sono poi i Kruidnoten olandesi della notte di Sinterklaas, e in Alto Adige la cioccolata, i mandarini, la frutta secca e i Lebkuchen nel caratteristico sacchettino rosso. In Catalogna, accanto al presepe c'è Tio, un piccolo tronco d'albero che, se viene scosso, rilascia dolcetti.

Dal panfrutto al wassail, ogni cultura ha la propria versione di quello che è considerato il cibo tipicamente natalizio.

Perché a Natale si mangia tanto

Poiché in questo periodo i lavori nei campi venivano interrotti, i contadini potevano riposare e approfittare del tempo libero per partecipare a banchetti pubblici e fare visita a familiari e amici.

Prima ancora, i Saturnali erano già una festa di «fastosi banchetti», e nei sette giorni della festa gli schiavi ricevevano doni dai loro padroni ed erano invitati a sedere alla stessa mensa, come liberi cittadini.

Si narra che in occasione di un banchetto di Natale alla corte di Enrico III, gli ospiti si abbuffarono consumando ben 600 buoi.

Sia nel giorno di Natale sia in quello di Santo Stefano si preparano pranzi particolari, serviti con speciali menù variabili da paese a paese.

Da vedere qui intorno

Nei dintorni, altre tradizioni che si tengono in questi mesi.

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