Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Palio di Siena » Guida pratica

Palio di Siena · Guida pratica

Cosa succede dopo il Palio: il drappellone, il Te Deum e la festa in contrada

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Appena il cavallo taglia il traguardo, i contradaioli salgono sul palco dei giudici e prendono il drappellone. Da quel momento comincia una festa che non finisce quella notte: durerà fino all'autunno, quando la contrada vincitrice siede a tavola con il cavallo.

Il premio si chiama Palio, e dà il nome alla festa.

Il Cencio

Il premio è un drappellone di seta dipinto, di forma rettangolare allungata, che i senesi chiamano semplicemente Palio, oppure Cencio. Il vincitore delle corse antiche riceveva un pallium, un drappo prezioso: da quel drappo vengono sia il nome della corsa sia quello dell'intera festa.

Ogni drappellone porta l'immagine della Madonna a cui la corsa è dedicata: Maria Santissima venerata nella Chiesa di Provenzano per il Palio del 2 luglio, Maria Vergine Assunta in cielo per quello del 16 agosto. Viene montato su un supporto con due nastri e due nappe nei colori della Balzana, il bianco e il nero dello stemma cittadino.

Prima della corsa il drappellone è già stato mostrato alla città. La presentazione si tiene nel Cortile del Podestà di Palazzo Comunale, tradizionalmente il 26 giugno e il 10 agosto alle 19: parlano il sindaco e un critico d'arte alla presenza dell'autore, e sei chiarine aprono e chiudono la cerimonia. La consegna solenne al sindaco in quel cortile è in uso dall'agosto del 1984. Il drappellone resta poi esposto fino alla prova generale, entra in piazza nel corteo che precede la corsa, e alla fine se lo porta via una contrada sola.

Il Te Deum

La prima cosa che la contrada vincitrice fa con il Cencio è portarlo in chiesa.

I contradaioli lo prendono e vanno a Santa Maria in Provenzano dopo il Palio di luglio, in Duomo dopo quello di agosto, per cantare il Te Deum, la preghiera di ringraziamento. Il popolo lo intona dentro la chiesa, con il drappellone appena vinto in mezzo.

La notte e il giorno dopo

Dal Duomo la festa esce per le strade. La contrada vincitrice sfila in città per tutta la notte e per il giorno seguente, mostrando il nuovo Palio a chi incontra, e il fantino che ha vinto viene festeggiato insieme al drappellone.

Anche la città segna la vittoria: la bandiera della contrada vincitrice viene esposta dal Palazzo Pubblico per tutto il giorno successivo alla corsa.

Che cosa resta e che cosa si restituisce

Il Palio resta in proprietà della contrada che l'ha vinto, e con lui restano il palo e le piume del supporto.

Una cosa sola torna indietro: il piatto d'argento che sormonta il drappellone. La contrada deve restituirlo al Comune entro l'anno, prima dei due Palii successivi, e prima di riconsegnarlo vi fa incidere il proprio nome e la data della vittoria.

I piatti sono due, uno per la corsa di luglio e uno per quella di agosto. Quando lo spazio per le incisioni finisce, se ne aggiunge uno nuovo: è il modo in cui Siena tiene il conto delle proprie vittorie senza scriverle su un registro.

Fino all'autunno

La vittoria viene ricordata in città per mesi. L'ultimo atto arriva fra la fine di settembre e l'inizio di ottobre, con la cena della vittoria: migliaia di persone della contrada a tavola, e al posto d'onore il cavallo che ha vinto.

Dopo di che il drappellone prende il suo posto definitivo: il museo di contrada, dove sono conservati tutti quelli vinti prima di lui.

Domande frequenti

Che cos'è il drappellone del Palio di Siena?

Il premio assegnato alla contrada vincitrice: un drappo di seta dipinto, chiamato anche Palio o Cencio, con l'immagine della Madonna di Provenzano a luglio e dell'Assunta ad agosto.

Che cosa succede subito dopo la corsa?

La contrada vincitrice sale sul palco dei giudici a prendere il drappellone e lo porta in chiesa — a Provenzano o in Duomo — per cantare il Te Deum. Poi sfila per la città tutta la notte.

La contrada tiene il Palio per sempre?

Sì, il drappellone resta suo e finisce nel museo di contrada. Va restituito al Comune solo il piatto d'argento, entro l'anno e dopo avervi inciso nome e data della vittoria.

Quand'è la cena della vittoria?

Fra fine settembre e inizio ottobre, nella contrada vincitrice: vi partecipano migliaia di persone e il cavallo vincitore siede al posto d'onore.

Da leggere