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Palio di Siena · Storia e origini

Palio dell'Assunta a Siena e il drappellone in Cattedrale 2027

10 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
il 2 luglio 2026 e 16 agosto 2026
Dove Piazza del Campo, Siena

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: palio.comune.siena.it, letta il 19/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.

Il Palio dell'Assunta si corre a Siena, in Piazza del Campo, il 16 agosto, per la festa di Maria Vergine Assunta, patrona della città e del suo antico Stato. Dieci delle diciassette Contrade si sfidano percorrendo per tre volte il giro della piazza, con i cavalli montati a pelo. La sera del 14 agosto, vigilia della festa, il Corteo dei Ceri e dei Censi attraversa le vie della città e giunge in Cattedrale, portando ai piedi dell'altare l'omaggio in cera delle Contrade e il cero votivo del Comune, finemente decorato, che rimane acceso per tutto l'anno davanti all'immagine della Madonna del Voto, massima icona mariana dell'Arcidiocesi.

Un omaggio che era un atto giuridico

La più antica testimonianza di questa festa di Stato, ancora oggi viva nei riti del Palio dell'Assunta e attestata da oltre otto secoli, è proprio il Corteo dei Ceri e dei Censi. Il Corteo, almeno fino alla sua temporanea soppressione nei decenni successivi all'Unità d'Italia, era il gesto di omaggio e di sottomissione di tutte le terre e i castelli della Repubblica alla Vergine, che portavano l'offerta in cera o in danaro: non sottomissione a Siena, ma alla sua Patrona e Regina, la cui maggior festa liturgica diventa automaticamente festa dello Stato.

La più antica memoria d'archivio delle Contrade è nel regolamento del 1200, dove si prescrive che tutti i cittadini rechino il cero in cattedrale «cum hominibus sue contrate».

«L'Assunzione al Cielo di Maria Vergine Santiss. Madre di Dio, Madre e Signora di Siena. Festa principale della Città e di tutto lo Stato Sanese»: così lo storico Girolamo Gigli, agli inizi del Settecento, annuncia il giorno della solennità nel suo «Diario Senese».

Le celebrazioni senesi dell'Assunta non nascono come festa titolare della Cattedrale: sono una vera e propria festa patronale della Città e del suo antico Stato, una sorta di «festa nazionale» ante litteram, che coinvolgeva tutte le comunità della Repubblica senese e che sopravvive anche dopo l'avvento della dominazione medicea, grazie a una relativa indipendenza istituzionale che la Casa granducale garantisce, almeno fino alle riforme leopoldine del XVIII secolo. È per questo che il Palio d'agosto ha connotati diversi rispetto a quello di luglio, in onore della Madonna di Provenzano: agosto rimane in bilico fra memoria della perduta indipendenza e celebrazione di una società ormai asservita al dominatore mediceo.

Un documento fissa a 40 soldi la pena pecuniaria inflitta a tale Ristoro di Bruno Ciguarde «quia cum currisste palium in festa Sancte Marie de Augusto, et fuisset novissimus, non accepit sune sicut statutum est pro novissimo», ossia «perché correndo il Palio ed essendo giunto ultimo, non aveva preso il porco», ossia il premio derisorio che per regolamento veniva assegnato all'ultimo classificato.

Il momento in cui il drappellone tace

Al termine dell'omaggio in cera fa ingresso il drappellone, il cosiddetto «cencio», il «palio» — dal latino pallium, drappo di stoffa preziosa — che per sineddoche dà poi il nome a tutta la manifestazione.

È proprio nel momento in cui il drappellone giunge e sosta in silenzio davanti all'altare, su cui è eccezionalmente esposta la sacra effigie della Madonna del Voto, che si percepisce il rapporto intimo fra la città e la Madre di Dio: un gesto silenzioso, intimo ed eloquente, l'offerta alla Madonna di ciò che in quei giorni è l'oggetto più ambito, come segno di ossequio filiale.

La celebrazione si chiude in Cattedrale con la benedizione del drappellone e del popolo da parte dell'arcivescovo. Dopo la benedizione il Palio rimane esposto in Cattedrale, su un pilastro, a fare da cornice a tutte le celebrazioni religiose, fino alla mattina del 16, quando rientra in Palazzo Pubblico per essere poi portato nel corteo storico. Al termine della carriera tornerà in Cattedrale per il giubilo della Contrada vincitrice.

Secondo la tradizione il drappellone reca in alto, per la corsa del 2 luglio, l'immagine di Maria Santissima che si venera nella Chiesa di Provenzano, e per quella del 16 agosto, l'immagine di Maria Vergine Assunta in cielo. Alcuni giorni prima della Carriera viene presentato nel Cortile del Podestà di Palazzo Comunale, in una cerimonia aperta al pubblico.

Il Palio rimane in proprietà della Contrada vincitrice, la quale però ha l'obbligo di restituire entro l'anno al Comune il piatto d'argento, che lo sormonta.

Perché a Siena i Palii sono due

Quando Siena divenne una delle più ricche e colte città dell'Europa del Medioevo, il Palio fu l'evento ludico e il momento conclusivo delle feste annuali in onore di Maria Vergine Assunta patrona di Siena e del suo Stato. Per l'organizzazione il Comune nominava annualmente i «Deputati della Festa», menzionati regolarmente nei documenti del Trecento, con ampi compiti e attribuzioni.

A correre il Palio erano allora i nobili e i notabili sui loro cavalli, e si correva «alla lunga», cioè in linea su un percorso che andava da fuori le mura al Duomo, dall'esterno all'interno. Da quando i signori smisero di combattere personalmente le guerre, delegate ai mercenari, cessarono anche di correre il Palio, delegandolo ai fantini. Nei primi decenni del Seicento il Palio concluse il suo processo di trasferimento in piazza del Campo e la sua trasformazione in festa popolare.

Nel 1656 il Palio «alla tonda» assunse forma strutturalmente definitiva e cadenza regolare, e oltre alla dedica alla Madonna Assunta si aggiunse quella alla Madonna di Provenzano, il cui culto crebbe dopo una serie di miracoli e grazie ricevute. Nei primi Palii «alla tonda» le Contrade avevano il compito di procurarsi il loro cavallo, ma per mantenere più eque le possibilità di vittoria, dal 2 luglio 1676 presentarono ciascuna un soggetto, e i cavalli venivano poi assegnati per sorteggio: è di quegli anni l'istituzione della «tratta».

L'idea del secondo Palio venne dalla Contrada dell'Oca che, vincitrice nel Palio del luglio 1701, chiese di «ricorrere il Palio vinto», ossia di rimettere in palio la vincita, facendo svolgere a proprie spese un'altra corsa il 16 agosto, per le feste dell'Assunta. Il 16 maggio 1721 il collegio di Balìa emise poi un bando che costituisce il moderno regolamento del Palio: vennero regolamentati gli orari, la costruzione dei palchi, il corteo che precede la corsa, l'ammontare dei premi e le procedure di iscrizione delle Contrade.

All'inizio dell'Ottocento venne suddiviso in due parti il premio che da sempre si dava al vincitore del Palio «alla lunga» del 15 agosto, ossia un drappo di velluto cremisi del valore di 110 talleri.

Dal 1915 al 1918 il Palio venne sospeso, in coincidenza con la prima guerra mondiale, e le attività paliesche e contradaiole furono poi interrotte dalla seconda guerra mondiale. Finita la guerra, nel 1945 venne organizzato il Palio straordinario del 20 agosto, passato alla storia come «il Palio della Pace»: in occasione di avvenimenti eccezionali, di ricorrenze cittadine o nazionali ritenute rilevanti e pertinenti, la comunità senese può infatti decidere di effettuare un «Palio straordinario».

La campana porta il suo nome

Il Corteo storico entra in Piazza del Campo al primo rintocco di «Sunto», il campanone sulla Torre del Mangia dedicato nel 1665 all'Assunta, patrona e regina della città. Il nome Sunto deriva dal fatto che la campana è dedicata a Maria Vergine Assunta in cielo, e oggi scandisce i tempi del corteo storico, accompagnandone l'intero svolgimento. È il più recente esemplare di una serie di «campane del popolo»: la più antica fu portata sulla Torre nel 1344.

Dieci contrade su diciassette, tre giri, senza sella

Siena mantiene nel centro storico la divisione nei quartieri detti «terzi», corrispondenti ai tre colli su cui sorge, e le Contrade presero vita e forma all'interno di questa tripartizione, prendendo i loro nomi da strade, porte o fonti, chiese o da illustri famiglie residenti nel loro territorio. Sono consociazioni popolari a carattere rionale sorte intorno al 1450.

Vi sono in tutto diciassette contrade — Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone — dieci delle quali partecipano al Palio: a ogni corsa corrono obbligatoriamente le sette contrade che non hanno preso parte alla corsa l'anno precedente, più tre estratte a sorte fra le dieci che avevano già corso. Per il Palio dell'Assunta l'estrazione delle tre avviene la prima domenica dopo il Palio di luglio.

Le dieci partecipano con un cavallo che viene loro assegnato per estrazione a sorte da una rosa di cavalli selezionati tra quelli fisicamente idonei, e prima del Palio si svolgono sei corse di prova, una la mattina e una il pomeriggio, durante le quali il fantino, scelto dalla Contrada, prende dimestichezza con il cavallo. Il barbaresco è il fiduciario del Capitano, con compiti di custodia e cura del cavallo e della stalla, e rimane tutti e quattro i giorni del Palio a diretto contatto col barbero curandolo amorevolmente.

È il cavallo che rappresenta la contrada tramite la spennacchiera, la coccarda con i colori della contrada posta sulla fronte dell'animale, e non il fantino: tanto che è il cavallo che vince il Palio anche «scosso», cioè senza il proprio fantino. La corsa consiste nel percorrere per tre volte il giro della Piazza del Campo, sistemata e attrezzata allo scopo, montando a pelo.

Il 16 agosto 1957 si verificò un evento storico: una ragazza di nome Rosanna Bonelli detta Rompicollo, a distanza di quasi quattrocento anni, ripeté l'impresa della villanella Virginia Tacci di correre il Palio.

Il carroccio che chiude il corteo

Il corteo storico che precede la corsa comprende quattordici gruppi, e nella sua forma odierna è una raffigurazione commemorativa delle istituzioni, dei costumi e della grandezza dell'antica Repubblica Senese, con i gruppi di monturati detti Comparse. Nel primo pomeriggio del giorno del Palio le Comparse delle Contrade e parte dei monturati del Comune si radunano nel cortile del Palazzo di Giustizia e, agli ordini del Maestro di Campo, si allineano in Piazza del Duomo a fianco della Cattedrale, prima di sfilare per le vie del centro. Nel 1904 venne adottata definitivamente la foggia medievale-rinascimentale dei figuranti; i musici di Palazzo suonano la marcia del Palio del maestro Formichi e i trombetti del Comune eseguono gli squilli della festa sulle chiarine d'argento.

Diciassette coppie di alfieri, sostando in punti stabiliti della Piazza e seguendo il rullo dei tamburi, eseguono le sbandierate che culminano in una spettacolare alzata finale.

Il punto centrale del Corteo è il passaggio del carroccio, moderna erede del carro trionfale della Repubblica, sul quale sta il Palio, drappellone di seta dipinta, premio della Carriera. È tirato da quattro buoi, scortato da otto fanti armati di roncone, e sopra ci sta anche un paggetto che suona la «martinella». Nella tradizione popolare dovrebbe rappresentare il carroccio fiorentino catturato a Montaperti nel 1260.

Nel pannello posteriore del carroccio vi è la scritta «O Regina Patris summi dignata Corona perpetuo Senam respice Virgo tuam» (O Regina del sommo Padre, insignita della corona, guarda per sempre la tua Siena, o Vergine).

Terminato il giro della Piazza, i figuranti prendono posto sul palco delle Comparse, il Palio è issato sul palco dei giudici e i diciassette alfieri eseguono al rullo del proprio tamburo la sbandierata della Vittoria, introdotta alla conclusione della prima guerra mondiale. Poi scoppia il mortaretto e i fantini escono a cavallo dall'Entrone del Palazzo Comunale.

Come arrivare alla festa

Raggiungere il Palio dell'Assunta a Siena richiede un po' di viaggio, ma l'esperienza ripaga il tragitto. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Siena, a 8,0 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Siena Sud, e il tragitto è di 2,2 chilometri per 7 minuti di guida.

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