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Le tradizioni di Pasqua in Abruzzo: riti, piatti e usanze del posto
In Abruzzo la Pasqua comincia dallo sdijuno, la colazione che rompe il digiuno del Venerdì Santo: pizza di Pasqua, uova sode benedette, fiadoni e salumi locali. A mezzogiorno, a Sulmona, la statua della Madonna corre attraverso la piazza incontro al Cristo risorto.
La processione del Venerdì Santo di Chieti è la più antica d'Italia.
Lo sdijuno
Il digiuno, in molte zone, comincia dal Venerdì Santo e dura due giorni. Si rompe la mattina di Pasqua, verso le otto, con lo sdijuno — a Teramo sdiuno —, la colazione che riunisce amici e parenti allo stesso tavolo.
In tavola vanno le uova sode benedette, portate in chiesa durante la Veglia, il salame locale, la coratella preparata come frittata con la menta, i fiadoni e la pizza di Pasqua, con i formaggi, il vino rosso e le uova di cioccolato. Le uova sode decorate si aprono solo il giorno di Pasqua. Poi si passa direttamente al pranzo.
La Pizza di Pasqua, o Spianata, non è una pizza ma un dolce alto, aromatizzato all'anice e al limone, che si cuoce tradizionalmente il Giovedì Santo: è il primo dolce dopo la Quaresima e sta per fecondità e rinnovamento. Il Sabato Santo le pizze si portano a benedire, insieme all'acqua lustrale. Nella Vibrata, al confine con le Marche, ne esiste una versione salata, farcita di salumi e formaggi.
La Madonna che scappa
A Sulmona, la domenica di Pasqua, in Piazza Garibaldi va in scena La Madonna che scappa: la rievocazione dell'incontro fra la Madonna e il Cristo risorto.
San Giovanni e San Pietro bussano tre volte alla chiesa di San Filippo; poi la statua della Madonna, vestita di nero, attraversa la piazza di corsa verso il Figlio, e nella corsa il manto nero cade e appare il verde.
- Introdacqua: il rito si chiama La Madonna che véle, cioè che vola: la statua della Vergine scende lungo la salita di San Rocco, portata a spalla da quattro giovani. La tradizione risale fra la fine del Settecento e l'Ottocento;
- Pratola Peligna: il rito è la Resuscita, e la Madonna perde il manto nero in Piazza Garibaldi.
Le processioni
A Chieti si tiene la processione del Venerdì Santo più antica d'Italia, fatta risalire all'842: da oltre cinquecento anni attraversa il centro storico addobbato con i drappi di raso, con le confraternite incappucciate, i cantori, i musicisti e i fedeli che arrivano da tutta la regione.
A Lanciano, il Giovedì Santo, si svolge la Processione degli Incappucciati: dopo il buio esce da Santa Chiara la confraternita della Morte e Orazione, e il Cireneo porta una pesante croce di legno per le strade, in onore di Simone di Cirene.
In molti centri sfilano le confraternite incappucciate con le statue del Cristo morto e della Madonna addolorata, portate sui talami, i basamenti; il passo dei fedeli è scandito dalla raganella, che sostituisce le campane. A Teramo, all'alba del Venerdì Santo, si celebra il rito della Desolata; a Gessopalena va in scena la Passione vivente.
I canti di questua
Dal Mercoledì Santo cominciano i canti rurali della passione e del pianto della Madonna, accompagnati dalla fisarmonica: i gruppi di cantori devoti percorrono le case, contrada per contrada.
A Cellino Attanasio si tiene Lu Giuviddì Sande, dedicato ai canti di questua: i gruppi di musica popolare cantano le Passioni per le vie del paese, e alla festa si affianca la Sagra del Vino Cotto.
I Talami di Orsogna
A Orsogna, il martedì dopo Pasqua, si tiene la Sagra dei Talami: sette carri con quadri viventi del Vecchio e del Nuovo Testamento, in cui i figuranti restano immobili come statue su piattaforme di legno.
Il Lunedì dell'Angelo, invece, ad Alba Fucens si celebra un rito che risale al Seicento, con i fuochi d'artificio, la deposizione delle corone, la messa e una processione solenne fra le strade di pietra e la vecchia strada romana. A Roccascalegna lo stesso giorno si tiene una fiera medievale, con la falconeria, le giostre e gli spettacoli di strada.
Il pranzo
Il protagonista è l'agnello, e nelle macellerie si appendono gli agnelli con le bandierine del Cristo risorto.
- l'agnello cacio e ova, brasato con il pecorino e l'uovo;
- le mazzarelle teramane: involtini di coratella d'agnello avvolti nell'indivia e legati con le budella, cotti in padella al sugo o con il pomodoro;
- le scrippelle 'mbusse, il timballo teramano e la pasta alla chitarra con le pallottine.
Si beve Montepulciano d'Abruzzo.
I fiadoni sono il cibo pasquale più amato: ravioloni a mezzaluna cotti al forno, ripieni di pecorino e uova, a volte con lo zafferano o la ricotta. I pastori se li portavano ai pascoli estivi.
La pupa e il cavallo
I dolci per i bambini sono la pupa e il cavallo: grandi biscotti decorati con un uovo benedetto all'interno. La pupa sta per la donna, il cavallo per l'uomo.
Si donavano tradizionalmente alle coppie fidanzate: nell'Ottocento le famiglie dei promessi sposi si scambiavano torte a forma di donna e di cavallo. Chiudono il banchetto i soffioni di ricotta.
Domande frequenti
Che cos'è lo sdijuno
È la colazione della mattina di Pasqua che in Abruzzo rompe il digiuno cominciato il Venerdì Santo: uova sode benedette, pizza di Pasqua, fiadoni, salame e coratella.
Che cos'è la Madonna che scappa
È la rievocazione che si tiene a Sulmona la domenica di Pasqua: la statua della Madonna attraversa Piazza Garibaldi di corsa verso il Cristo risorto, e il manto nero cade lasciando apparire il verde.
Qual è la processione del Venerdì Santo più antica d'Italia
Quella di Chieti, fatta risalire all'842: attraversa il centro storico addobbato di drappi di raso, con le confraternite incappucciate.
Che cosa sono la pupa e il cavallo
Sono i grandi biscotti pasquali abruzzesi, con un uovo benedetto dentro: la pupa sta per la donna, il cavallo per l'uomo, e si donavano alle coppie fidanzate.