Home » Pasqua » Tradizioni
Le tradizioni di Pasqua in Campania: riti, piatti e usanze del posto
In Campania la Pasqua si prepara dalla prima domenica di Quaresima, quando le donne seminano nei vasi il grano che germoglierà al buio per i Sepolcri. Il Venerdì Santo a Procida sfilano i Misteri di cartapesta, e il lunedì i fujenti corrono al Santuario della Madonna dell'Arco.
Il Sabato Santo, a Napoli, è il giorno dello struscio.
Il grano seminato in Quaresima
Le preparazioni cominciano la prima domenica di Quaresima: le donne seminano in vasi nuovi lenticchie, patate, grano e orzo, e li tengono a germogliare in camere buie per circa un mese.
Il Giovedì Santo i vasi si decorano con la carta colorata e i fronzoli, si portano in chiesa e si dispongono attorno al Sacro Sepolcro. È il giorno dei Sepolcri: si visitano sette chiese — o comunque un numero dispari, tre, cinque o sette — recitando in ognuna il Gloria, l'Ave Maria e il Pater. A Napoli si chiama Giro delle sette chiese, e le chiese restano aperte fino a mezzanotte per l'adorazione.
La sera del Giovedì Santo si mangia la zuppa di cozze piccante, con il pane duro, le cozze e il polpo.
I Misteri di Procida
A Procida, il Venerdì Santo, si tiene la Processione dei Misteri: carri allegorici costruiti dai cittadini in cartapesta e materiali di riciclo.
All'alba i giovani della Confraternita dei Turchini — fondata nel Seicento dai gesuiti — indossano gli abiti antichi e portano i carri a braccia, dal borgo di Terra Murata fino al porto di Marina Grande, intonando il Miserere.
I Battenti di Minori
A Minori, sulla Costiera, il Venerdì Santo escono i Battenti: centoventi uomini incappucciati e vestiti di bianco, con grosse funi di canapa, che percorrono le strade cantando melodie barocche.
I canti hanno due registri: il tono 'e vasce accompagna il giovedì, il tono 'e coppe il venerdì. L'unico canto sostenuto dalla musica è Sento l'amaro pianto. Dal 2010 questi canti sono riconosciuti dal Ministero come Bene Demoetnoantropologico Immateriale.
Le altre processioni
Il Venerdì Santo è il giorno centrale in tutte e cinque le province.
- Sorrento: la Processione Bianca attraversa il centro storico nella notte fra giovedì e venerdì, e la Processione Nera il venerdì, con le trombe e i tamburi. Nella penisola — a Piano, Sant'Agnello, Meta, Vico Equense, Massa Lubrense — il linguaggio dei colori delle vesti degli incappucciati è il centro del rito;
- Amalfi: la processione notturna del Cristo Morto parte dal Duomo di Sant'Andrea; a Ravello si tiene una Via Crucis vivente;
- Sessa Aurunca: le processioni penitenziali sono sostenute da sei confraternite, che si muovono dalle sedi alla Cattedrale fra statue, falò e canti sacri;
- Lapio, in Irpinia: la Passione è messa in scena con ventidue tavolate di statue di cartapesta a grandezza naturale, e nella notte i giovani vestiti da guardie romane vegliano il sepolcro fino all'alba;
- Vallo di Lauro: i Biancovestiti cantano le strofe della Via Crucis guidati da un tenore;
- Sarno: i Paputi, figure incappucciate che richiamano la morte al peccato, sono da tre a nove — un numero che rimanda alla Trinità — e la tradizione risale al Duecento;
- Roccagloriosa: il Sabato Santo i carruzzuni, strumenti rumorosi del Cinquecento, accompagnano tre processioni parallele;
- Forio d'Ischia: la domenica mattina si corre la Corsa dell'Angelo, iscritta al Patrimonio Immateriale della Regione Campania;
- Aiello del Sabato: la domenica si dona la Rosamarina, una frasca decorata con gli agrumi, accompagnata dai canti.
Il Venerdì Santo si digiuna, o si mangia leggero, e dopo l'omelia della Passione esce la processione con il Cristo in croce e l'Addolorata. Il Sabato Santo si benedicono l'acqua e il fuoco, e ogni fedele porta a casa l'acqua e le ceneri benedette.
I fujenti della Madonna dell'Arco
Il lunedì dopo Pasqua, a Sant'Anastasia, migliaia di devoti raggiungono il Santuario della Madonna dell'Arco, dove la devozione è legata a un evento miracoloso del 1450.
Sono i battenti, o fujenti: uomini e donne vestiti di bianco con la fascia azzurra e rossa, che arrivano a piedi scalzi, e in certi casi in ginocchio o a carponi. Durante la processione si percuotono con formelle chiodate di sughero, e portano al santuario gli ex voto, pegno per le grazie ricevute.
Lo struscio e la tavola
A Napoli il Sabato Santo è il giorno dello struscio: il nome viene dal trascinare le vesti sul suolo, e indica il passeggio nelle strade principali per esibire i vestiti nuovi. Sempre quel giorno si preparano il casatiello e il tortano.
Il pranzo comincia con la fellata, l'antipasto di salumi, uova sode e formaggio, con la ricotta salata e i carciofi. Il casatiello — il re della tavola — è il rustico simbolo della festa, e il piatto principale è l'agnello al forno con le patate.
Si chiude con la pastiera, il dolce pasquale più famoso della pasticceria napoletana, con la colomba farcita e le uova di cioccolato. Il lunedì si va fuori porta per il picnic, e a Napoli si mangia il carciofo arrostito.
Domande frequenti
Che cos'è il Giro delle sette chiese
È la visita ai Sepolcri del Giovedì Santo: si passa per sette chiese — o comunque un numero dispari — recitando in ognuna Gloria, Ave Maria e Pater.
Chi sono i Battenti di Minori
Sono i centoventi uomini incappucciati e vestiti di bianco che il Venerdì Santo percorrono Minori cantando melodie barocche. I loro canti sono Bene Demoetnoantropologico dal 2010.
Chi sono i fujenti della Madonna dell'Arco
Sono i devoti che il lunedì dopo Pasqua raggiungono il santuario di Sant'Anastasia a piedi scalzi, vestiti di bianco con la fascia azzurra e rossa.
Che cos'è lo struscio napoletano
È il passeggio del Sabato Santo nelle strade principali di Napoli, per esibire i vestiti nuovi: il nome viene dal trascinare le vesti sul suolo.