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Pasquetta · Storia e origini

Da quando Pasquetta è festa: la legge del 1949 che allungò la Pasqua

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Pasquetta è festa in Italia per una legge del 1949, la stessa che nello stesso anno rese festivo anche Santo Stefano. Prima di allora il lunedì dopo Pasqua era un normale giorno lavorativo, e l'obiettivo dichiarato dallo Stato fu prolungare le vacanze pasquali.

Sulla data c'è un distinguo.

La legge

È la legge 27 maggio 1949, n. 260, intitolata «Disposizioni in materia di ricorrenze festive», pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 31 maggio 1949 nella Serie Generale n. 124, ed entrata in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

L'articolo 2 elenca fra i giorni festivi il «giorno di lunedì dopo Pasqua», e lo fa agli effetti civili: la formula precisa parla dell'osservanza del completo orario festivo. La stessa norma vietava anche il compimento di determinati atti giuridici nei giorni festivi.

Nello stesso elenco compaiono le domeniche, il 1º gennaio, il 25 aprile, il 1º maggio, la festa di San Giuseppe e l'Assunzione.

Che cosa cambiò

Prima del 1949 il lunedì dopo Pasqua era un normale giorno lavorativo in Italia.

La ragione della novità è dichiarata: prolungare le vacanze pasquali. Nella stessa occasione fu istituito anche Santo Stefano: le due nuove ricorrenze sono di natura semi-religiosa.

Il punto da chiarire

L'inizio della festa è del 1947; la norma che la disciplina è la legge 260 del 1949.

La disciplina delle festività nazionali e infrasettimanali deriva dalla legge 260/1949, e un dossier del Senato lo conferma.

Che cosa c'era prima

Il riferimento precedente era concordatario: la legge 27 maggio 1929, n. 810, che recepiva il Concordato stipulato con la Santa Sede.

Fino al 1976 lo Stato riconosceva alcune festività religiose agli effetti civili. La legge del 1949 ha poi subito modifiche nel 1977 — l'anno in cui diverse ricorrenze furono soppresse.

Come è classificata oggi

Nella rassegna giuridica contemporanea il lunedì dopo Pasqua è una festività infrasettimanale, e la legge 260/1949 è citata come base del diritto all'astensione dal lavoro nei giorni festivi.

Compare negli elenchi delle dodici festività riconosciute, dove Pasqua e Pasquetta formano una coppia: nel 2026, per esempio, Pasquetta cade il 6 aprile.

Che cosa dice la Chiesa

La Chiesa cattolica celebra il Lunedì dell'Angelo come festa religiosa, ma non è di precetto: l'obbligo civile e quello religioso non coincidono.

Il nome popolare italiano è Pasquetta — nel resto del mondo si dice semplicemente Lunedì di Pasqua — e il senso è quello di una giornata che allunga la domenica precedente. In numerosi paesi il lunedì dopo Pasqua è comunque un giorno festivo.

Perché la data non è scontata

Dietro una riga di legge c'è un cambiamento di rapporti: fino al 1976 lo Stato riconosceva le festività religiose agli effetti civili sulla base del Concordato, cioè di un accordo con la Santa Sede.

La legge del 1949 fa una cosa diversa: prende una giornata che la Chiesa celebra ma non impone, e la rende festiva per ragioni proprie dello Stato — allungare le vacanze. È il motivo per cui l'obbligo civile e quello religioso, su Pasquetta, non coincidono.

Curiosità in pillole

Domande frequenti

Da quando Pasquetta è festa in Italia?

Dalla legge 27 maggio 1949, n. 260, che la inserì fra i giorni festivi agli effetti civili. Prima era un normale giorno lavorativo.

Perché fu istituita?

Per prolungare le vacanze pasquali. La stessa legge rese festivo anche Santo Stefano.

La Chiesa la considera una festa?

Sì, il Lunedì dell'Angelo è festa religiosa, ma non di precetto: non c'è obbligo di andare a messa.

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