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Pasquetta · Tradizioni

Le tradizioni di Pasquetta in Campania: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Campania il lunedì dopo Pasqua è il giorno dei fujenti: vestiti di bianco, con la fascia rossa in vita e quella azzurra a tracolla, raggiungono a piedi scalzi il santuario della Madonna dell'Arco, a Sant'Anastasia. Quel giorno arrivano circa quattrocentomila persone.

Ed è il giorno in cui ricominciano le tammorre.

Il Grande Pellegrinaggio

Il culto della Madonna dell'Arco si fa risalire al Lunedì in Albis del 1450, quando il volto della Madonna fu colpito da una palla di legno e ne sgorgò sangue.

Da allora, ogni Pasquetta, il Grande Pellegrinaggio porta a Sant'Anastasia i devoti da ogni zona della regione: sono i Battenti, o Fujenti, cioè «coloro che corrono». La loro uniforme è documentata attorno al 1500: veste bianca, fascia rossa in vita e fascia azzurra a tracolla.

Arrivano a piedi scalzi, con gli stendardi, i canti e le preghiere, e portano ex voto — piccoli oggetti di metallo, parti del corpo guarite — e doni di ogni sorta. Durante la Settimana Santa si percuotono il corpo con i flagelli e con le formelle di sughero chiodate, in segno di penitenza. Il pellegrinaggio si chiude all'ingresso del santuario, per rinnovare la fede e ringraziare della grazia ricevuta: quel giorno vi si raccolgono circa 400.000 persone.

Il percorso delle tammorriate

Il Lunedì in Albis è anche il giorno in cui torna il suono delle tammorre, legato al mondo contadino, al culto femminile della Terra Madre, all'arrivo della primavera e alla devozione alle Madonne.

Il percorso comincia proprio a Sant'Anastasia, con la festa della Madonna dell'Arco, e nel pomeriggio si sposta a Terzigno. Il martedì prosegue a Castellammare, sul Monte Coppola, e a Nocera Superiore, sul monte Albino.

La tammurriata di Giugliano

A Giugliano in Campania le feste religiose si onorano con i canti e i balli sul tamburo, e a custodire questa cultura sono le Paranze Quartarola, Mezzone e D'Alterio.

La giuglianese è una tammurriata più combattiva che di corteggiamento, e il suo strumento principe è il Sisco, un flauto dolce con la parte armonica in canna di lago. Il momento di massima espressione è proprio attorno alla Pasqua, con i carri allegorici delle paranze locali.

Dove la Pasquetta è di martedì

A Giugliano la Pasquetta si trascorre il martedì, verso la zona litoranea.

Lo stesso vale per Nocera Inferiore e per Marano, dove la festa è legata alla Madonna di Vallesana, chiamata anche Madonna della Cintura: una tradizione con radici di oltre tre secoli.

A Barano d'Ischia, invece, il Lunedì dell'Angelo è segnato da un ballo in costume con i canti popolari.

Perché si chiama Lunedì in Albis

Il nome Lunedì in Albis viene dalle vesti bianche del battesimo; il giorno ricorda l'apparizione dell'Angelo alle donne al sepolcro.

Come festività di calendario, in Italia, la Pasquetta è stata introdotta nel dopoguerra. Tradizionalmente era il giorno della visita a parenti e amici; poi è diventato quello della scampagnata, e il traffico e l'affollamento l'hanno cambiata di nuovo: molti scelgono le escursioni organizzate.

La tavola all'aperto

Si mangia nei parchi, sulle colline o in riva al mare, e il cibo è il centro della giornata.

Dalla domenica arrivano il casatiello — che il lunedì si mangia avanzato —, il tortano e le pizze chiene, con uova, pancetta, pepe, pecorino e cicoli. Accanto ci sono i salumi, le soppressate, i carciofi arrostiti e la frittata di maccheroni, che si fa rustica oppure dolce, con zucchero e cannella.

Si beve vino locale, e il dolce è la pastiera, detta anche pizza di grano, con le uova di cioccolato per i bambini.

I giochi

Finito di mangiare si gioca: a carte, a tombola e a scopone.

Domande frequenti

Chi sono i fujenti della Madonna dell'Arco

Sono i devoti che ogni Pasquetta raggiungono a piedi scalzi il santuario di Sant'Anastasia, vestiti di bianco con la fascia rossa in vita e quella azzurra a tracolla. Il nome significa «coloro che corrono».

Perché il pellegrinaggio cade il lunedì dopo Pasqua

Perché il culto si fa risalire al Lunedì in Albis del 1450, quando il volto della Madonna fu colpito da una palla di legno e ne sgorgò sangue.

Dove si sentono le tammorre a Pasquetta

Il percorso comincia a Sant'Anastasia e nel pomeriggio si sposta a Terzigno; il martedì prosegue a Castellammare, sul Monte Coppola, e a Nocera Superiore, sul monte Albino.

Che cosa si mangia a Pasquetta in Campania

Il casatiello avanzato, il tortano, le pizze chiene con uova, pancetta, pecorino e cicoli, i salumi, i carciofi arrostiti, la frittata di maccheroni e la pastiera.

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