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Perché a Pasquetta si va fuori porta: dal pellegrinaggio al picnic
La gita fuori porta di Pasquetta ha due spiegazioni: una religiosa, che la lega ai discepoli in cammino verso Emmaus, e una sociale, che la fa nascere nell'Ottocento fra le famiglie abbienti e diventare popolare con il boom economico e l'automobile.
Il picnic, all'origine, era una merenda in comitiva.
La spiegazione religiosa
Il giorno dopo Pasqua ricorda l'incontro dell'angelo con le donne al sepolcro: Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Maria di Salome vanno alla tomba per imbalsamare il corpo di Cristo con oli profumati, trovano la pietra spostata e un angelo che annuncia la Resurrezione e le manda a dirlo agli apostoli.
La gita fuori porta si aggancia però a un altro episodio: i discepoli diretti a Emmaus, cittadina a pochi chilometri da Gerusalemme, che si mettono in cammino il giorno stesso della Resurrezione. La spiegazione compare nel Vangelo di Luca, e l'uscita «fuori porta» viene letta come una passeggiata fuori le mura, a ricordo di quel viaggio.
La spiegazione storica
L'altra ricostruzione è più recente e più concreta.
Le radici del fuori porta stanno nel XIX secolo, quando le famiglie più abbienti cominciarono a dedicare un giorno allo svago all'aria aperta. La consuetudine diventò di massa molto dopo, con il boom economico e l'automobile: è allora che la gita di Pasquetta si trasforma in abitudine popolare.
Aiuta anche il calendario: la festa coincide con i primi giorni di primavera.
Il picnic, prima e dopo
Il picnic nasceva come merenda in comitiva.
Nell'Ottocento era un pasto allegro a base di uova, verdure, salumi e formaggi, consumato freddo e accompagnato da bevande alcoliche. L'idea di fondo — svago, gita, clima rilassato — non è cambiata.
Oggi la giornata si organizza in modi diversi: si sceglie una destinazione verde dove stendere una coperta, si porta o si ordina un pranzo take-away, e i ristoranti propongono cestini gourmet. Molto diffuso anche il barbecue.
Dove si va
Le destinazioni preferite da milioni di persone sono campagne, parchi, mare e montagna, e la gita si organizza di solito se il meteo è favorevole.
A Roma la Pasquetta è descritta come il momento goliardico per eccellenza, con gite fuori porta solenni fra amici o parentado: i Castelli Romani, la spiaggia, Tivoli, Ostia Antica, il Giardino di Ninfa, le Terme di Saturnia, il Lago di Bracciano.
Con chi si va
C'è una differenza rispetto alla Pasqua: Pasquetta è spesso dedicata agli amici più che alla famiglia, anche se molti la celebrano comunque in famiglia.
Il detto che riassume la coppia di giorni è noto: la Pasqua è la festa di casa, Pasquetta quella di fuori.
Che cosa si porta da mangiare
Oltre al cestino, ogni zona ha i suoi piatti. A Napoli sono immancabili il casatiello e la pastiera, tipici sia di Pasqua sia di Pasquetta.
Da quando è possibile andarci
La gita di massa presuppone una giornata libera, e quella è arrivata tardi: il Lunedì dell'Angelo è festa civile in Italia dal 1949, cioè dal dopoguerra. Prima era esclusivamente una festa religiosa.
È questo che ha trasformato una ricorrenza liturgica in un rito laico fatto di gite, picnic e barbecue.
Domande frequenti
Perché a Pasquetta si va fuori porta?
Per due ragioni che convivono: il ricordo dei discepoli in cammino verso Emmaus, e l'abitudine allo svago all'aperto nata nell'Ottocento e diventata di massa con il boom economico.
Che cosa c'entra Emmaus?
È la cittadina a pochi chilometri da Gerusalemme verso cui, secondo il Vangelo di Luca, due discepoli si incamminano il giorno della Resurrezione: la gita ne è la memoria.
Da quando si può fare?
Da quando il lunedì dopo Pasqua è diventato festivo in Italia, nel 1949: prima era un giorno lavorativo e la ricorrenza era solo religiosa.