Home » Pasquetta » Tradizioni
Le tradizioni di Pasquetta nelle Marche: riti, piatti e usanze del posto
Nelle Marche il lunedì e il martedì dopo Pasqua si va «a passare l'acqua»: si varcano i rigagnoli e i fiumicelli, e chi abita sulla costa scende a bagnarsi sulla riva del mare. Nel Piceno quella formula richiama il passaggio degli ebrei sul Mar Rosso.
A Patrignone la scoccetta è di martedì.
Passare l'acqua
Il rito di passare l'acqua occupa il lunedì e il martedì dopo Pasqua, ed è legato alle scampagnate in famiglia.
Si esce per la gita all'aria aperta, di solito vicino a casa, e l'escursione arriva oltre i rigagnoli e i fiumicelli; sulla costa ci si bagna sulla riva del mare. Nel Piceno la formula «a passar l'acqua» viene collegata al passaggio degli ebrei sul Mar Rosso.
Sono giorni di compagnia, con gli amici e i compaesani, che vanno avanti fino a notte. In quel periodo, per tradizione, si rinnovava qualche capo di vestiario e si toglieva definitivamente il «prete» dal letto.
La scoccetta di Patrignone
A Patrignone, frazione di Montalto delle Marche, la scoccetta si gioca il martedì dopo Pasqua, e la sfida dura per tutto il pomeriggio.
Si usano uova sode dipinte: si picchiano contro quelle dell'avversario, perde chi rompe per primo il guscio, e il vincitore prende l'uovo rotto e sfida il prossimo. Le uova si dipingono con le infusioni di erbe e fiori di campo.
La Punta e cul di Urbania
A Urbania il gioco si chiama Punta e cul, perché l'uovo si batte prima dalla punta e poi dal fondo, cercando di mantenerlo intatto.
Si gioca la mattina di Pasqua e nei due giorni seguenti, in Piazza San Cristofero, e a sfidarsi sono anziani e giovani insieme. Anche ad Ascoli si richiamano gli antichi giochi con le uova.
La Sagra del Castagnolo
A San Lorenzo in Campo la Pasquetta è il giorno della Sagra del Castagnolo: le donne del posto preparano i castagnoli dal 1955.
La variante tipicamente laurentina è quella al farro, che è stata il primo prodotto a ottenere la denominazione De.C.O. La giornata comincia con la colazione del contadino, fatta di prodotti locali, la crescia di Pasqua compresa.
Che cosa si porta
Nel cestino finiscono le pizze, i salami, l'agnello arrosto e le uova sode, con i dolci.
Il piatto più espressivo della tradizione è la pizza di formaggio, che in alcune zone si chiama pizza cascio e oe o crescia brusca: è la Crescia di Pasqua, ricca di pecorino e pepe, e si mangia con i salumi. Nell'Anconetano queste «pizze» si cuocevano nei forni comuni, a turno fra le famiglie, e si conservavano fino a Pasqua, segno della fine del digiuno quaresimale.
Ci sono poi i Caciù, i calzoni ripieni di formaggio, leggermente piccantini, la frittata con la menta e le olive, la coratella d'agnello, il pane fatto in casa e il vino. Il dolce è la Pizza dolce di Pasqua.
L'uovo, ingrediente principe
Nelle tavole marchigiane l'uovo è l'ingrediente principe di questi giorni: entra nella pizza di formaggio, si mangia sodo e diventa frittata.
Prima del Venerdì Santo il sacerdote passava di casa in casa e benediceva le abitazioni, il vino, i salumi e le uova — ed è per quello che si facevano le pulizie di Pasqua.
Domande frequenti
Che cos'è «passare l'acqua»
È il rito marchigiano del lunedì e del martedì dopo Pasqua: si varcano rigagnoli e fiumicelli, e sulla costa ci si bagna in riva al mare. Nel Piceno richiama il passaggio degli ebrei sul Mar Rosso.
Quando si gioca alla scoccetta a Patrignone
Il martedì dopo Pasqua, per tutto il pomeriggio, con uova sode dipinte: perde chi rompe per primo il guscio.
Che cos'è la Punta e cul di Urbania
È il gioco dell'uovo che si batte prima dalla punta e poi dal fondo: si tiene in Piazza San Cristofero la mattina di Pasqua e nei due giorni seguenti.
Che cos'è il castagnolo di San Lorenzo in Campo
È il dolce della sagra di Pasquetta, preparato dalle donne del posto dal 1955: la variante al farro è stata il primo prodotto De.C.O.