Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Sagre ed Enogastronomia

Sagre ed Enogastronomia

Fiera di Ficarolo 2027 - Il quadretto che pianse nel 1602, e la fiera che ne è nata

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho
Ultima edizione conosciuta
29 giugno 2026
Dove parchetto del “chiesino”, Ficarolo

Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.

Fonte: prolocoficarolo.it, letta il 20/09/2026.

A Ficarolo, in provincia di Rovigo, la fiera di luglio si chiama Fiera della Beata Vergine del Carmine, e per capire quel nome bisogna tornare al 2 giugno 1602.

Quel giorno, nella casa dei coniugi Battista e Jacopa de' Cavicchioli — «poveri, ma devoti, et timorati di Dio», dice il documento — un'immagine della Beata Vergine dipinta su una tavoletta di legno, che raffigurava l'adorazione dei Magi, cominciò a «lacrimare pubblicamente». Andò avanti due giorni. Poi il fatto si ripeté il 13 dello stesso mese, quando la tavola era già stata portata nella chiesa parrocchiale.

Cardinali, principi e un messo a posta

Il pianto «fu constatato da molte persone, autorevoli e stimate per fede e costumi, sacerdoti e laici». L'arciprete del paese mandò subito «per messo a posta» la notizia al vescovo di Ferrara. L'immagine fu visitata da cardinali, principi e nobili, e da gente arrivata da Rovigo, Padova e Modena; anche il Papa fu informato.

Il 3 ottobre 1610 la tavola venne traslata in una cappella preparata apposta nella chiesa parrocchiale, e a chi partecipava devotamente fu concessa l'indulgenza plenaria.

Di quella processione resta il racconto di un canonico di Ficarolo, stampato a Ferrara nel 1611: «Quei della Stellata seguivano, dietro alla Croce dè quali venivano 250 figliuoli tra maschi, et femmine, et cento d'essi erano nobilmente vestiti pure con Bandiruole in mano, con l'immagine della B. Vergine dall'una parte, et dall'altra eravi una stella, ch'è la Insegna del Comune di detti luoghi; dietro à questi per ordine venivano 200 donne, seguite anch'esse dalla loro Confraternità del Santissimo Sacramento, alla somma di 60, tutti con le loro cappe bianche, et ciascheduno d'essi havevano in mano una torcia accesa di cera bianca».

Il quadretto è ancora lì

La tavoletta non si è mai mossa dal paese: è custodita nella chiesa parrocchiale e si festeggia il 2 e il 13 giugno e il 10 ottobre di ogni anno; nell'archivio della parrocchia si conserva un manoscritto anonimo di quattordici carte che ne trascrive la storia, e un altro sta alla Biblioteca Ariostea di Ferrara.

Dagli anni Cinquanta, a Villa Giglioli

La fiera, invece, è una faccenda molto più recente: è cominciata negli anni Cinquanta, per iniziativa di un gruppo di volenterosi ficarolesi, e il Comune scrive che «costituisce ormai da mezzo secolo un appuntamento immancabile per tutte le genti dell'Alto-polesine». È uno degli appuntamenti più longevi e identitari del Polesine.

Le origini della chiesa della Beata Vergine del Carmine sono incerte: le testimonianze di un primo oratorio risalirebbero al 1574, e il 16 luglio di quello stesso anno l'edificio venne benedetto con una grande cerimonia.

La fiera è organizzata dalla Pro Loco, col patrocinio del Comune, e dura dodici giornate fra spettacoli, musica, teatro e iniziative culturali. Gli spettacoli si tengono nel parco di Villa Giglioli, dove sono aperte tutte le sere anche le mostre, e gli eventi sono a ingresso libero, «secondo la tradizione».

Lo storione, i cappellacci e il luna park

Il resto sono le cose che tornano ogni anno. Lo stand gastronomico è gestito dai volontari e mette in fila piatti che raccontano un territorio di fiume e di campagna: si parte dall'antica tradizione locale dello storione, si passa per i cappellacci di zucca e le grigliate di carne, si finisce con la frittura mista e i pinzìn. In Piazza Marconi si monta il Luna Park, «una tradizione immancabile della Fiera».

E poi c'è la Lotteria della Fiera, che si chiude con l'estrazione finale.

Come arrivare alla festa

La Fiera a Ficarolo si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Stellata Ficarolo, a 5,6 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Occhiobello, e il tragitto è di 14 chilometri per 16 minuti di guida.

Altre feste in zona

A poca distanza, altre feste che vale la pena conoscere.

Da leggere