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Sant'Antonio Abate · Tradizioni

Le tradizioni di Sant'Antonio Abate in Abruzzo: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Abruzzo il 17 gennaio è il Giorno dei Fuochi. A Fara Filiorum Petri le contrade portano in corteo le farchie, torri di canne che si innalzano con le funi e si accendono con la paglia sulla cima: rievocano un miracolo del 1799 contro i soldati francesi.

A Collelongo i torcioni superano i cinque metri.

Il Giorno dei Fuochi

La festa di Sant'Antonio Abate cade il 17 gennaio e in Abruzzo si chiama il Giorno dei Fuochi: nei piccoli centri si bruciano enormi cataste di legna, i Focaracci, che in dialetto si dicono anche li Fucaracc o li Fucarun.

Nei rioni si formano comitati spontanei per la raccolta della legna, che viene accatastata a formare una grande pira, accesa alle prime ombre della sera — in molti paesi già la vigilia, il 16 gennaio.

I falò hanno una funzione lustrale, collegata ai riti del solstizio d'inverno. La festa apre il ciclo dell'anno agricolo e indica i lavori nei campi; il 17 gennaio, poi, segna l'inizio del periodo che porta al Carnevale.

Le farchie di Fara Filiorum Petri

A Fara Filiorum Petri, nel Chietino, il 16 gennaio le contrade portano in corteo la propria farchia fino al piazzale della chiesa di Sant'Antonio Abate.

La farchia viene innalzata con le funi e accesa con la paglia sulla cima e i fuochi pirotecnici dal basso. La festa comincia all'imbrunire, con l'arrivo della statua del santo e la benedizione delle farchie accese.

Si canta in dialetto un canto che ripercorre una leggenda della Historia Sancti Antoni, e il rito rievoca un miracolo locale del 1799, contro i soldati francesi. Quando le farchie sono bruciate oltre metà, vengono spinte a terra, segate e riportate nella contrada di provenienza.

A Fara San Martino le farchie — grandi torce di canne e legno — si preparano nei giorni precedenti e si accendono fra il 16 e il 17 gennaio: il rito è inteso come purificazione e protezione.

I torcioni e le conche di Collelongo

A Collelongo le celebrazioni si svolgono dal 16 al 17 gennaio e sono tramandate da oltre quattro secoli.

Il 16 si accendono i torcioni: torce di legno alte oltre cinque metri. All'alba del 17 sfilano le conche rescagnate, portate sul capo dalle ragazze in costume, e il rito comprende le processioni e la benedizione del fuoco. Lì i fuochi si chiamano anche cuttore.

A Pescocostanzo si accende e si benedice il fuoco, poi si celebra la messa; la sera arriva la benedizione degli animali presso il fuoco. A Tossicia, la notte del 17, si accende un enorme falò e si balla, si canta e si beve. I fuochi si celebrano anche a Castel di Sangro, ad Alfedena e ad Ateleta.

Il maiale di Sant'Antonio

Ad Ateleta, il 17 gennaio, era tradizione tagliare l'orecchio a un maialino del paese: è il maiale di Sant'Antonio.

L'animale viene preso in custodia dal paese, marchiato, allevato per un anno e poi venduto per finanziare la festa. In Abruzzo la tradizione è duplice: in alcuni paesi si recide l'orecchio sinistro, in altri si lega al collo un nastro rosso con il campanello.

Le stalle benedette

Il pomeriggio del 17 si portano a benedire gli animali domestici, per lo più davanti al sagrato della chiesa parrocchiale o del Santo, e si benedicono le stalle.

Le Tentazioni di Sant'Antonio

In diversi paesi della Majella si mette in scena la vita del Santo: i frati cantano le tentazioni di Sant'Antonio.

Il personaggio del Santo porta un campanello e un bastone, ed entra nelle case insieme ai cantori e ai suonatori. I canti della vigilia hanno tre parti principali, e raccontano le tribolazioni del diavolo contro Sant'Antonio.

Lo sbandimende

A San Valentino in Abruzzo Citeriore si tiene lo sbandimende di Sant'Antonio.

Il banditore mette all'asta i generi alimentari offerti dagli abitanti, e il ricavato finanzia la festa dell'anno successivo.

Le panette

Nella Marsica, nel Sangro e nel Vomano il 17 gennaio è il giorno delle panette di Sant'Antonio: granturco lessato, saltato in padella con olio e peperoncino.

I chicchi si chiamano granati o cicerocchi, e le panette si offrono devotamente ad amici e parenti.

A Scanno, la mattina del 17, si preparano le sagne con la ricotta di Sant'Antonio Barone; a Pollutri, il 16, si lessano le fave e si distribuiscono alla popolazione.

Domande frequenti

Che cosa sono le farchie di Fara Filiorum Petri

Sono le grandi torce di canne che le contrade portano in corteo il 16 gennaio: si innalzano con le funi e si accendono con la paglia sulla cima e i fuochi pirotecnici dal basso.

Che cos'è il maiale di Sant'Antonio

È il maialino che il paese prende in custodia e marchia — con l'orecchio sinistro reciso o con un nastro rosso e il campanello: viene allevato per un anno e poi venduto per finanziare la festa.

Che cosa sono le panette di Sant'Antonio

Sono il granturco lessato e saltato in padella con olio e peperoncino, che il 17 gennaio si offre ad amici e parenti. I chicchi si chiamano granati o cicerocchi.

Che cos'è lo sbandimende

È l'asta di San Valentino in Abruzzo Citeriore: il banditore vende i generi alimentari offerti dagli abitanti, e il ricavato finanzia la festa dell'anno dopo.

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