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Sant'Antonio Abate · Tradizioni

Le tradizioni di Sant'Antonio Abate in Campania: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Campania il fuoco del 17 gennaio si chiama fucarone, e a Napoli Lampa 'e Sant'Antuono. Prima di accenderlo si fa la processione e si benedicono gli animali domestici, che il santo protegge; poi arrivano i canti, i balli, il vino e il cibo di una notte intera.

A Macerata Campania sfilano i carri musicali.

Il fucarone

La festa di Sant'Antonio Abate cade il 17 gennaio, e in Campania si celebra con i falò e con i fucaroni, i canti, i balli, il vino e il cibo.

Prima del grande focarone si fa la processione e la benedizione degli animali domestici: Sant'Antonio è patrono del bestiame, e per la festa gli animali si portano davanti alle chiese.

I falò si accendono in tutta la regione, e non solo il giorno della festa: anche nei giorni prima e dopo il 17 gennaio. Il fuoco è purificazione e vittoria del santo, e sta per la fine dell'anno vecchio e l'auspicio di un nuovo inizio prospero.

La peste del 1656

La tradizione campana dei falò viene collegata alla peste del 1656, tenuta come memoria storica locale.

A Nusco si ricorda che l'accensione dei fuochi, in quell'anno, servì anche a bruciare gli indumenti e gli oggetti infestati.

Le Battuglie di Pastellessa

A Macerata Campania la festa è conosciuta per la sfilata delle Battuglie di Pastellessa.

I gruppi musicali percuotono tini, botti e attrezzi agricoli, e le Battuglie sono descritte come veri carri musicali, dal ritmo ipnotico. Nacquero per scacciare gli spiriti maligni.

La sfilata comincia alcuni giorni prima della festa e culmina il 17 gennaio, con la processione, i fuochi pirotecnici e la premiazione dei carri.

La pastellessa, a Macerata Campania, è anche un piatto locale: pasta e castagne lesse.

I nomi del fuoco

A Napoli i falò di Sant'Antonio Abate si chiamano Lampa 'e Sant'Antuono, e lì la tradizione lega il 15, il 16 e il 17 gennaio ai giorni più freddi dell'anno.

A Campagna i grandi falò del 17 gennaio sono i fucanoli: si accendono nelle piazze principali del paese, illuminano la notte del Santo nelle campagne meridionali, e sono definiti un antico rituale pagano-religioso.

I falò di Galluccio

A Galluccio i falò si accendono il 16 gennaio alle 18 e bruciano fino al giorno successivo: ardono tutta la notte.

Se ne organizzano in ogni frazione, contrada e piazza principale, e la raccolta della legna comincia settimane prima, con i trattori e le macchine strombettanti.

Il 17 gennaio, dopo la messa delle 17.30, la statua del Santo Patrono va in processione e si ferma davanti ai falò per la benedizione.

La Notte dei Falò

A Nusco la manifestazione La Notte dei Falò si tiene ogni anno nel terzo fine settimana di gennaio.

Nella notte fra il 16 e il 17 la Campania si illumina di falò; lì Sant'Antonio è indicato come protettore degli animali e beato del fuoco.

Il salto della brace

A Cicciano si celebra il focarone di Sant'Antonio con il salto della brace: i giovani si sfidano a saltarla.

I canti del ceppo

Nel Cilento i falò sono accompagnati dai canti del ceppo.

Sono strofe tramandate di generazione in generazione, e raccontano storie di campagna, religione e lavoro.

Casaluce e Pastorano

A Casaluce, il 17 gennaio, si rinnova la tradizione di Sant'Antuono: falò, benedizione degli animali, degustazioni e musica.

A Pastorano il falò si accende dopo la messa nella chiesa di San Giovanni Evangelista, e la festa comprende la benedizione di ciuchini, cavalli arabi e altri animali, i balli popolari, lo show di giocoleria e le degustazioni di prodotti locali.

Gli strumenti

I falò campani sono accompagnati dalle tammorre, dagli scetavajasse, dai putipù, dalle ciaramelle e dalle cornamuse.

La leggenda, del resto, racconta che Sant'Antonio rubò una scintilla dagli Inferi per donarla all'umanità.

Domande frequenti

Che cosa sono le Battuglie di Pastellessa

Sono i carri musicali che sfilano a Macerata Campania: i gruppi percuotono tini, botti e attrezzi agricoli, con un ritmo ipnotico. Nacquero per scacciare gli spiriti maligni.

Perché in Campania si accendono i falò per Sant'Antonio Abate

Il fuoco è purificazione e vittoria del santo, e segna la fine dell'anno vecchio; la tradizione locale collega i falò anche alla peste del 1656.

Come si chiama il falò di Sant'Antonio a Napoli

Lampa 'e Sant'Antuono. A Campagna, invece, i grandi falò si chiamano fucanoli, e in tutta la regione si parla di fucaroni.

Che cosa sono i canti del ceppo

Sono le strofe che nel Cilento accompagnano i falò: tramandate di generazione in generazione, raccontano storie di campagna, religione e lavoro.

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