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Vivere la festa

Le feste del fuoco italiane: da gennaio a giugno

5 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il calendario italiano è punteggiato di fuochi: dai falò della vigilia dell'Epifania alla notte di San Giovanni, ogni mese fra gennaio e giugno ha i suoi roghi. Sono riti più antichi del cristianesimo, che le feste dei santi hanno adottato senza cambiarli.

Il mese più affollato è gennaio.

Gennaio: l'anno si apre bruciando

I falò di inizio anno si accendono per l'Epifania, spesso la sera del 5 gennaio, e sono una tradizione dell'Italia nord-orientale e dell'Emilia occidentale. In cima al rogo viene collocata di frequente una strega di paglia: quello che brucia è l'anno vecchio.

In alcune zone la partenza è una cerimonia sola. Alle 18 del 5 gennaio si benedice il fuoco in una località che cambia ogni anno, e da lì partono le staffette che vanno ad accendere i quaranta Panevin del territorio.

Poi il mese si riempie:

In Sardegna il fogarone è legato a Sant'Antonio Abate e al dono del fuoco: la festa si celebra in oltre un terzo dei comuni dell'isola, e alla vigilia compaiono le maschere tradizionali, che compiono tre giri rituali intorno al grande falò.

Il mese si chiude in Piemonte e Lombardia con la Giubiana, l'ultimo giovedì di gennaio: si brucia un grande fantoccio di paglia vestito di stracci, ed è diffusa soprattutto in Brianza, nell'Alto Milanese, nel Varesotto e nel Comasco. Nell'ovest milanese il fantoccio va sul falò del 26 gennaio.

Febbraio e maggio

In Sicilia le feste del fuoco tornano a fine gennaio e in febbraio: il 20 gennaio per San Sebastiano, il 3 febbraio per San Biagio, con appuntamenti a Ciminna, ad Agrigento e a Floridia.

L'8 maggio si accendono i falò di San Michele Arcangelo.

Giugno: il fuoco del solstizio

Il momento più forte dell'anno è la notte di San Giovanni, fra il 23 e il 24 giugno, a ridosso del solstizio d'estate del 21: i falò ardono per dare forza al sole nel punto in cui la sua corsa si inverte.

Le forme cambiano da città a città:

Nelle campagne il rito è fisico. I giovani saltano sopra le fiamme tenendosi per mano, e chi salta insieme diventa compare di San Giovanni: un legame che nasce dal fuoco e dura oltre la notte.

Alla stessa notte appartiene l'Acqua di San Giovanni, preparata con fiori ed erbe aromatiche lasciate nell'acqua e usata al mattino per lavarsi il viso, come buon auspicio.

Il mese si chiude il 29 giugno con i falò della Valle d'Aosta per San Pietro e San Paolo. In val Borbera, a Daglio, un falò ardeva anche per la Madonna del Rosario.

Perché si brucia

Le feste del fuoco affondano le radici in epoca precristiana, e il rito viene descritto come anteriore al cristianesimo. Serviva a due cose:

Le ricorrenze cristiane che hanno raccolto questi fuochi conservano lo stesso carattere: Sant'Antonio Abate e San Nicolò sono ricorrenze purificatrici e beneauguranti, e il fantoccio che brucia in gennaio è la stessa figura che in giugno diventa cenere sotto i piedi di chi salta.

Domande frequenti

Quali sono le principali feste del fuoco in Italia?

I falò dell'Epifania nel Nord-Est, la Focara di Novoli il 16 gennaio, le Fanove di Castellana Grotte l'11, la Giubiana dell'ultimo giovedì di gennaio, i falò di San Michele l'8 maggio e i fuochi di San Giovanni del 23 e 24 giugno.

Qual è il falò più grande d'Italia?

La Focara di Novoli, accesa il 16 gennaio per Sant'Antonio Abate: è alta 25 metri, costruita con tralci di vite, ed è indicata come il falò più grande del Mediterraneo.

Perché si accendono i falò a San Giovanni?

Perché la notte fra il 23 e il 24 giugno cade a ridosso del solstizio d'estate: i fuochi servivano a dare forza al sole e a purificare, e in molte zone i giovani saltano le fiamme diventando compari di San Giovanni.

Che cos'è l'Acqua di San Giovanni?

Acqua lasciata in infusione con fiori ed erbe aromatiche nella notte fra il 23 e il 24 giugno, usata al mattino per lavarsi il viso come gesto di buon auspicio.

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Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.