Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » 4 Novembre » Storia e origini

4 Novembre · Storia e origini

Perché il 4 novembre non è più un giorno festivo: la legge del 1977

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 4 novembre non è più festivo per effetto della legge 5 marzo 1977, n. 54, «Disposizioni in materia di giorni festivi»: da quell'anno la festa dell'Unità nazionale si celebra la prima domenica di novembre, e il 4 cessa di essere considerato festivo.

Resta però una festa nazionale: le due cose non coincidono. E non è una giornata vuota: le celebrazioni del 4 novembre portano corone ai monumenti nei comuni e la cerimonia all'Altare della Patria.

Che cosa dice la legge

Il testo è netto: a decorrere dal 1977 la celebrazione della festa nazionale della Repubblica e quella della festa dell'Unità nazionale hanno luogo rispettivamente nella prima domenica di giugno e nella prima domenica di novembre. «Cessano pertanto di essere considerati festivi i giorni 2 giugno e 4 novembre».

La legge fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 1977, n. 63, e da quel momento il 4 novembre diventa una ricorrenza mobile.

Perché fu fatto

La ragione è dichiarata: aumentare il numero di giorni lavorativi. Spostando le celebrazioni alla domenica si toglievano due giorni di calendario senza togliere le feste.

Non riguardò solo il 4 novembre

Lo stesso provvedimento tolse dai giorni festivi agli effetti civili anche Epifania, San Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e i Santi Apostoli Pietro e Paolo.

La legge del 1977 si innesta su due norme precedenti: la legge 27 maggio 1949, n. 260, sulle solennità civili, e la legge 4 marzo 1958, n. 132.

Le due regole che quasi nessuno cita

Gli articoli 2 e 3 della legge del 1977 contengono una precisazione che spiega perché quelle date non producono più alcun effetto pratico.

Escludono espressamente:

Non è quindi soltanto una questione di paga: le celebrazioni restano, ma non fermano né gli uffici né le classi.

«Festività soppressa», ancora oggi

L'espressione non è un modo di dire: nei testi ufficiali e nella prassi giuslavoristica il 4 novembre compare come festività soppressa, e in quanto tale può dare diritto a una prestazione economica aggiuntiva.

Nei contratti le ex festività sono conteggiate come monte ore — spesso descritte come quattro gruppi di otto ore — e restano legate al trattamento economico dei lavoratori.

Il 2 giugno è tornato, il 4 novembre no

Le due date colpite nel 1977 hanno avuto destini diversi.

La festa della Repubblica è stata ripristinata come giorno festivo nel 2001.

Il 4 novembre, invece, non ha avuto alcun ripristino: continua a essere considerato giorno non festivo.

Festa nazionale, però

Nel 2024 la legge 1º marzo, n. 27, ha sancito l'istituzione della Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate quale festa nazionale. La relazione illustrativa richiama l'articolo 52 della Costituzione e la formula del «sacro dovere del cittadino».

È il motivo per cui il 4 novembre si celebra con cerimonie ufficiali pur non essendo un giorno di riposo: la ricorrenza è riconosciuta, il giorno festivo no.

Il ritorno del 2024 riguarda dunque la denominazione e il riconoscimento, non il carattere festivo della giornata.

Domande frequenti

Il 4 novembre si lavora?

Sì. Dal 1977 non è un giorno festivo: si lavora e si va a scuola, perché la legge esclude sia le riduzioni d'orario negli uffici pubblici sia i giorni di vacanza scolastica.

Perché allora si chiama festa nazionale?

Perché festa nazionale e giorno festivo sono cose diverse. La legge n. 27 del 2024 riconosce la Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate come festa nazionale: prevede cerimonie, non riposo.

Che cosa sono le «festività soppresse»?

Le ricorrenze tolte dal calendario civile nel 1977. Nei contratti di lavoro sono diventate un monte ore di permessi retribuiti, e possono dare diritto a una prestazione economica aggiuntiva.

Quando si celebra allora l'Unità nazionale?

Le cerimonie principali si tengono il 4 novembre, ma la legge del 1977 colloca la celebrazione ufficiale nella prima domenica del mese.

Da leggere