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4 Novembre · Tradizioni

Perché il 4 novembre non è più un giorno di vacanza

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Il 4 novembre non è vacanza dal 1977: si va a scuola e al lavoro. Resta però una «festività soppressa», e questo ha un effetto pratico in busta paga: ai lavoratori spetta una somma aggiuntiva o, secondo il contratto collettivo, un permesso retribuito di pari valore.

Il giorno resta una solennità civile, con le sue cerimonie.

Che cosa cambiò nel 1977

Dal 1922 il 4 novembre era stato un giorno festivo a tutti gli effetti, e nel 1949 era entrato nel calendario civile della Repubblica con la legge n. 260.

Nel 1977 la legge n. 54 abolì la festività dal calendario lavorativo, con l'obiettivo dichiarato di aumentare il numero di giornate lavorative: da quell'anno la celebrazione della festa nazionale della Repubblica e quella dell'Unità nazionale si tengono rispettivamente nella prima domenica di giugno e nella prima domenica di novembre.

La disciplina del 1949 resta vigente, ma rivisitata da quella del 1977. Da allora il 4 novembre non è più giorno festivo, ma solennità civile.

Prima del 1922: le prove generali

La data non nacque già stabile: fu sperimentata una tantum nel 1919 e nel 1921.

Il 1921 è l'anno della solenne tumulazione del Milite Ignoto, che diede alla giornata il suo contenuto simbolico definitivo.

L'istituzione formale arrivò l'anno dopo: il 23 ottobre 1922, con il governo Facta, nacque la festa della vittoria nella Prima guerra mondiale. Dal 1922 al 1949 la ricorrenza si chiamò «Anniversario della vittoria», con riferimento alla vittoria sugli imperi austroungarico e germanico.

«Festività soppressa» non vuol dire feriale

Qui sta la differenza che interessa chi lavora. Il 4 novembre non è considerato un giorno feriale, ma una festività soppressa: in pratica una giornata lavorativa con compenso aggiuntivo. Il nome ufficiale è cambiato nel 2024: la ricorrenza si chiama Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate.

Secondo molti contratti collettivi viene retribuito come una festività cadente di domenica: al lavoratore spetta una somma aggiuntiva oppure, in alternativa, un permesso retribuito di pari valore.

L'espressione non è gergale: compare nei testi ufficiali, e ancora nel 2011 le disposizioni citavano espressamente «la festività soppressa del 4 novembre», sostituendone il regime in occasione del 150º anniversario dell'Unità.

Il 2 giugno è tornato, il 4 novembre no

Le due date colpite nel 1977 hanno avuto sorti diverse: la festa della Repubblica è stata ripristinata come giorno festivo dal 2001, con la legge 20 novembre 2000, n. 336, mentre il 4 novembre è rimasto lavorativo e ha cambiato nome.

Nel 2023 il Senato ha approvato un disegno di legge sul ripristino della ricorrenza nazionale del 4 novembre, con la formula per cui la celebrazione ha luogo il 4 novembre di ciascun anno.

Attenzione al punto decisivo: la stessa proposta chiarisce che la giornata non produce gli effetti civili della legge 27 maggio 1949, n. 260. Tradotto: la data è tornata, il giorno di riposo no.

Che cosa succede lo stesso

Le cerimonie non sono state toccate. A Roma si tiene l'evento principale all'Altare della Patria, con la deposizione della corona e il passaggio delle Frecce Tricolori.

Nel resto del Paese le città celebrano ai monumenti ai caduti e nei cimiteri, mentre caserme e siti militari aprono le porte al pubblico.

Una circolare del Cerimoniale della Presidenza del Consiglio colloca il 4 novembre fra le feste nazionali civili, insieme al 2 giugno e al 25 aprile: sono le tre date celebrate nella capitale e in tutti i capoluoghi di provincia.

Resta una festa nazionale

Il 4 novembre è festa nazionale dal regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922, e la legge 1º marzo 2024, n. 27 ne ha riaffermato il valore di coesione, memoria e identità nazionale.

Ricorda l'entrata in vigore dell'armistizio di Villa Giusti, il 4 novembre 1918.

Domande frequenti

Il 4 novembre le scuole sono chiuse?

No. Dal 1977 non è un giorno festivo: si va a scuola e al lavoro.

Il 4 novembre viene pagato di più?

Non come giorno festivo, ma come festività soppressa: molti contratti lo retribuiscono come una festività cadente di domenica, con una somma aggiuntiva o un permesso equivalente.

Perché non è tornato festivo come il 2 giugno?

Perché i provvedimenti che hanno ripristinato la ricorrenza riguardano la celebrazione, non gli effetti civili della legge del 1949: la data è riconosciuta, il riposo no.

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