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Festa della Donna · Storia e origini

«Auguri» o «buona lotta»: come è cambiato il tono dell'8 marzo

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

L'8 marzo è nato come giornata di protesta operaia, non come festa dei fiori. Oggi il messaggio più diffuso è «Buon 8 marzo», e accanto a quello ne circola un altro, più asciutto, che invita a lottare insieme invece di ringraziare.

Il tono è cambiato due volte in un secolo.

Come cominciò

Le origini indicate dall'ONU riportano a New York. L'8 marzo 1857, in città, le lavoratrici tessili protestarono contro condizioni disumane e salari bassi; la polizia attaccò e disperse la manifestazione, e da quelle proteste nacque la prima unione sindacale femminile.

Il 28 febbraio 1909 si celebrò negli Stati Uniti il primo National Woman's Day, in onore dello sciopero tessile del 1908.

Nel 1910, alla conferenza socialista di Copenaghen, la Giornata internazionale delle donne fu adottata su proposta di Clara Zetkin, che la immaginava come l'equivalente femminile del Primo Maggio. Lo slogan iniziale era il suffragio universale.

La data dell'8 marzo fu scelta perché due anni prima, nel 1908, le donne del needle trade avevano marciato nel Lower East Side di Manhattan.

Le date che pesano

Due anniversari hanno segnato il tono della giornata nei suoi primi decenni.

L'8 marzo 1911 si tenne in Europa la prima Giornata internazionale della donna, con marce e discorsi: cadeva nel quarantesimo anniversario della Comune di Parigi.

Nel marzo 1917, a Pietrogrado, decine di migliaia di donne manifestarono per pace e cibo, chiedendo la fine della Prima guerra mondiale e protestando contro la scarsità alimentare. Le dimostrazioni si trasformarono in uno sciopero di massa e contribuirono a innescare la rivoluzione.

La data stessa porta il segno di quel passaggio: l'8 marzo è l'equivalente gregoriano del 23 febbraio giuliano, e nelle prime fasi la giornata non si celebrava lo stesso giorno in tutti i Paesi.

Il primo cambio di tono

Dopo la Seconda guerra mondiale la giornata perse molte delle sue associazioni con il socialismo.

Il riconoscimento internazionale la spostò ancora: nel 1975 l'ONU proclamò l'Anno Internazionale della Donna e nel 1977 designò l'8 marzo come International Women's Day.

Da lì la ricorrenza è diventata anche l'occasione per comprare fiori, e non solo per avanzare rivendicazioni.

Il tono di oggi

Nelle raccolte di frasi che circolano ogni anno il registro prevalente è celebrativo e affettivo, con formule personali e familiari.

Le più diffuse sono le più semplici: «Buon 8 marzo», «Buona Festa della Donna», «Auguri a tutte le Donne», l'inglese «Happy Women's Day». Poi ci sono i messaggi dedicati alla singola persona — l'amica, la madre, la compagna — e le citazioni d'autore: Oscar Wilde, Oriana Fallaci, Simone de Beauvoir, Maya Angelou.

Il lessico ricorrente è riconoscibile: la donna forte e sognatrice, quella che «cambia il mondo», l'immagine della regina, i fiori come simbolo femminile e la mimosa che torna in quasi ogni formula.

L'altro registro

Accanto agli auguri, nelle stesse raccolte, corre un filone diverso, che rifiuta il tono della celebrazione.

È il motivo per cui, ogni anno, «auguri» e «buona lotta» convivono nello stesso giorno: il primo viene dalla festa come è diventata dopo il 1977, il secondo dalla giornata come era nata nel 1910.

Che cosa dire, allora

Le due formule rispondono a due letture diverse della stessa data.

Chi usa «auguri» celebra i risultati — economici, politici e sociali — raggiunti dalle donne. Chi preferisce «buona lotta» richiama l'origine rivendicativa della giornata e le questioni ancora aperte.

Le raccolte più recenti tengono insieme le due cose, presentando l'8 marzo come il giorno degli auguri e delle conquiste.

Domande frequenti

L'8 marzo è una festa o una giornata di lotta?

Nasce nel 1910 come giornata di rivendicazione, sul modello del Primo Maggio, e dopo la Seconda guerra mondiale perde le connotazioni socialiste. Dal riconoscimento ONU del 1977 è diventata anche occasione di auguri e fiori.

Si dice «auguri» o «buona lotta»?

Le due formule convivono: la prima celebra i risultati raggiunti, la seconda richiama l'origine rivendicativa della data.

Perché proprio l'8 marzo?

Per la marcia delle lavoratrici del needle trade a Manhattan nel 1908; la data corrisponde inoltre al 23 febbraio del calendario giuliano, giorno delle manifestazioni di Pietrogrado del 1917.

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